"E se quel bimbo fosse stato erede al trono d'Inghilterra?"

Una preghiera per Charlie

Domenica scorsa in molte parrocchie si è celebrata la festa della Madonna delle Grazie. Nella mia a Lei è stata chiesta una particolare intercessione per il piccolo Charlie...

Attualità
Cilento martedì 11 luglio 2017
di L.R.
Il piccolo Charlie Gard
Il piccolo Charlie Gard © we

Domenica scorsa in molte parrocchie si è celebrata la festa della Madonna delle Grazie. Nella mia a Lei è stata chiesta una particolare intercessione per il piccolo Charlie. La sua vicenda ha colpito tutti perché non riusciamo a “capire cosa vuol dire sentire la vita che si spegne lentamente, mentre qualcuno fa il possibile” per tenerla tra noi. Come ha scritto una nostra parrocchiana, il bambino “della vita ha avuto solo una goccia”, ma a rendere meno duro il suo destino ha contribuito l'amore dei genitori. Ci chiediamo, perciò, se un giudice abbia la potestà di decidere per la vita o la morte di questa creatura.

“Non credo e non voglio”, continua la nota citata. Anche noi, increduli, prendiamo atto di una decisione che fa precipitare l’opulento ma liquido Occidente nel buco nero della barbarie. Se ricordo bene, in un’altra civilissima nazione, prostrata sotto il tallone di Adolfo, si sentenziò in modo analogo sottraendo i diversamente abili alla patria potestà in nome della grandezza suprema di una razza pura e vincente. Sappiamo come è andata a finire non solo alla Germania, ma all’intera Europa!
A chi si è pronunciato, centellinando – immagino – le parole mentre analizzava la situazione con il bilancino del farmacista, vorrei rivolgere una domanda: e se Charlie fosse stato l’erede al trono, nipote della regina d’Inghilterra, si sarebbe assunto lo stesso criterio e pervenuti alla stessa sentenza?

La democrazia dovrebbe riconoscere che, se un figlio nasce per amore, destinarlo a morte sicura significa pronunciare una condanna anche per i genitori! Sarebbe interessante analizzare l’eventuale motivazione dei giudici. Mi auguro che, alla fine, non sia prevalsa la preoccupazione relativa alle risorse materiali rispetto ai diritti inalienabili della persona; un pericoloso rischio perché significa incamminarsi per una viottolo oscuro che, alla fine, fa approdare nella condizione di tragico relativismo etico col conseguente trionfo dell’homo homini lupus!

Domenica, mentre i minuti scorrevano troppo in fretta, ho ritenuto opportuno concentrarmi su Charlie e, non potendo fare altro, affidarlo ad una Mamma che sa cosa è il dolore, come si ama un figlio, come lo si possa sostenere fino alla fine, come lo si può portare nel cuore per sempre. E’ Maria, alla quale fin da bambini rivolgiamo una preghiera che si conclude con il desiderio di essere da Lei protetti “adesso e nell’ora della nostra morte”.

Le parole racchiudono sensazioni indicibili pensando a quell’ora e al passaggio difficile che ci attende. E’ un viaggio che incute paura perché avvia verso una destinazione ignota. Maria è divenuta esperta di quest’ora quando il figlio Gesù sotto la croce Le ha consegnato i suoi fratelli; tra questi c’era anche Charlie.

Perciò ho pregato perché prendesse per mano questo bambino inchiodato ad un supplizio che proietta su tutti noi le tenebre dell’insensibilità e apre alla nostra coscienza un baratro senza fondo: “Oh Maria, che la morte lo trovi veramente vivo. L’amore l’ha fatto approdare sulla terra promettendogli l’ingresso in una cattedrale di luce e la gioia di una esperienza di crescita e di successi. Menti filistee e cuori aridi hanno deciso che per lui non ci dovesse essere spazio tra i presunti vivi. Allora fai risplendere nelle sue pupille la luce della vera Vita. Proteggi anche noi; ci sentiamo provati da questo doloroso schiaffo ai nostri sentimenti. Abbiamo la sensazione che fuori nel mondo a sibilare sia solo il vento della disperazione, mentre l’affanno per continue delusioni rende a tutti più nera la prospettiva della fine. Liberaci dai brividi di queste tenebre, proteggi col tuo manto una umanità che vede stringersi sempre più gli spazi della vera libertà. Accarezza con gesto materno noi malati nello spirito e con la tua discreta presenza addolcisci il calice amaro dell’egoismo nel quale siamo immersi. Suscita in chi ha perso ogni fiducia nella vita un barlume di speranza perché quando è chiamato a far giustizia sappia difendere gli oppressi, i deboli, i piccoli, gli infanti. Solo così non ci sentiremo soli quando, angosciati, tentiamo di esorcizzare le nostre paure. Vieni, con te vicina potremo riacquistare sicurezza. Guidaci verso la Luce che accoglie Charlie, pronto a svegliarsi nell’aurora rosata oltre il tempo e lo spazio! Amen”.

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