Concorso internazionale “Ricordando R. Leoncavallo”

Il concerto in Basilica richiama allievi e maestri di altri territori

La Banda Santa Cecilia non solo ha il bel compito di promuovere il Maestro per ricordare la permanenza ed i legami di Leoncavallo con tale territorio, ma forse un motivo in più perché fu fondata nella stessa epoca (nella metà ...

Attualità
Cilento martedì 14 novembre 2017
di Marina Russo
Da sinistra i Maestri Angelo Sormani, Leo Capezzuto, Alessandro Schiavo, il Premiato Salvatore Farina per la partitura di “Dolce Notte” di Leoncavallo
Da sinistra i Maestri Angelo Sormani, Leo Capezzuto, Alessandro Schiavo, il Premiato Salvatore Farina per la partitura di “Dolce Notte” di Leoncavallo © n.c.

Nella sacralità della Basilica Ponteficia De Gulia, i tanti ragazzini ed i più adulti intenti a suonare, nell’unione delle due Orchestre della locale Banda Santa Cecilia e e dei fiati giovanili del Cilento, hanno creato una atmosfera emozionante per la serata di Presentazione dei vincitori del Concorso Internazionale “ Ruggiero Leoncavallo” per Strumentazione e Trascrizione di spartiti per Banda.

Vincitori per la Sezione A trascrizione brano per pianoforte del Maestro Leoncavallo “DOLCE NOTTE” di Ruggiero Leoncavallo

1° classificato- Maestro.Salvatore Farina; 2° classificato - Maestro Matteo Dal Maso . sez.B.Rumanian Folk Dances" (BartoK) 1° premio non assegnato

2 classificato -Maestro Antonio Petrillo.

Il Maestro Salvatore Farina è venezuelano da due generazioni, da quando il bisnonno emigrò dalla Sicilia, in Venezuela ha frequentato le prime sei classi scolastiche ed ora risiede a Roma, diplomato in Basso Tuba, Orchestrale presso la Banda dell’Esercito Italiano.

Gli ho chiesto cosa pensasse di Leoncavallo, che io credo ebbe, soprattutto in Italia, meno fama di quanta meritasse per motivi politici ereditati dal padre, magistrato che ebbe l’incarico di indagare sulla morte di Carlo Pisacane nel Cilento, e per motivi personali.

Lo ha definito “talentuoso” e al di là del suo tempo, certamente meritevole di maggiore fama nella sua Nazione.

Questo brano proposto dal bando del Concorso_ha affermato_scritto intorno al 1905 per pianoforte, come molti altri, non richiede un notevole impegno tecnico, essendo stato creato, come usanza di quei tempi, anche e soprattutto per il “diletto” di giovani fanciulle di buona famiglia. Tuttavia credo già pensasse ad un organico, ad uno stile orchestrale, ed io ho tentato di “entrare” in lui ed immaginare come lo avrebbe voluto per orchestra!”

Il suo spartito originale_ha aggiunto avendo saputo il mio interesse per l’Arte pittorica_lo paragonerei ad un quadro informale

Riprendiamo a chiamare Leoncavallo Ruggiero, come fu segnato all’anagrafe in Italia, trasformato poi in Ruggero, quando per necessità espatriò!!

La Banda Santa Cecilia non solo ha il bel compito di promuovere il Maestro per ricordare la permanenza ed i legami di Leoncavallo con tale territorio, ma forse un motivo in più perché fu fondata nella stessa epoca (nella metà dell’ottocento) del Maestro.

Sono particolarmente soddisfatta di quanto hanno realizzato, ricordando quando parlai e presentai il mio Progetto “Ricordando Leoncavallo”, protocollato al Comune di Castellabate, alla Biblioteca Nazionale di Napoli, presenti anche rappresentanti del Conservatorio San Pietro a Maiella ed il nipote acquisito del Maestro Leoncavallo, ne furono meravigliati non conoscendo tale legame con questo paese e molto soddisfatti del mio richiamo, delusi del poco interesse al Maestro della città di Napoli.

Il compito principale di ogni espressione Artistica è quello di coinvolgere emotivamente per elevare da banalità contingenti ed affinare la psiche, quindi, al di là di ogni perfezione anche di acustica, il tutto ha comunicato con estrema efficacia. Bravi i Maestri Leo Capezzuto, Alessandro Schiavo, affascinante la nuova conoscenza del Maestro Angelo Sormani, che ha diretto un’orchestra non sua con intensità e gestualità efficace e suggestiva.

Ha presentato l’iter del Concerto Osvaldo Capezzuto con precisione e voce idonea.

Ha dato il via un brano dedicato a Castellabate, a cui ha fatto seguito l’Intermezzo dei Pagliacci dalla trascrizione per Banda del Maestro Leo Capezzuto.

“Pagliacci” è l’opera più conosciuta di Leoncavallo, ma raramente capito dal pubblico il profondo contenuto che vuole evidenziare la confusione tra realtà e rappresentazione falsa del reale.

Interessanti, ed idonei in particolare al luogo, i brani musicali ispirati da elementi Naturali, come “Maggio” “Gennaio, Febbraio, Marzo” ed “Aqua”!

Complimenti agli organizzatori ed esecutori!

Presente il Sindaco Costabile Spinelli che anche il giorno dopo nella sua diretta FB ha riconosciuto la validità di questa iniziativa.

Solerte e bravo fotografo Lazzaro Addesso, dalle inquadrature che rivelano capacità e sensibilità che nessuna attrezzatura può sostituire!

Piccola nota di costume: carinissimi i giovani in abito scuro con cravattino rosso, assente un segnale rosso per le donne alle quali suggeriamo, se non una cravattina, un foulard dello stesso brillante colore rosso!
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