Paladino: “Dobbiamo mettere in sicurezza gli edifici abitati”

Terremoto nel Vallo di Diano.

Sono preoccupato perché il terremoto ritorna sempre. E noi dobbiamo abituarci a convivere sul territorio. Faccio appello alle amministrazioni, agli ordini professionali e ai cittadini affinché si rendano conto che non è giusto ...

Attualità
Cilento mercoledì 15 novembre 2017
di Antonella Citro
Angelo Palladino
Angelo Palladino © n.c.

Angelo Paladino Presidente dell’Osservatorio Europeo del Paesaggio è preoccupato per l’emergenza terremoto che solo qualche giorno fa ha interessato anche il Vallo di Diano.

Sono preoccupato perché il terremoto ritorna sempre. E noi dobbiamo abituarci a convivere sul territorio. Faccio appello alle amministrazioni, agli ordini professionali e ai cittadini affinché si rendano conto che non è giusto esorcizzare il terremoto. Dobbiamo sapere che può tornare, sappiamo che può fare gravi danni alle nostre case e può danneggiare i nostri figli, i nostri nipoti e noi stessi. Allora occorre mettere in sicurezza i nostri fabbricati. Siamo in zona sismica. Sala Consilina vive nel massimo rischio sismico. Ci sono risorse economiche che in altre zone si stanno utilizzando: Emilia Romagna, Toscana, Marche, Umbria e Lazio, ma noi non stiamo utilizzando queste possibilità. Attraverso un bando regionale è prevista la distribuzione di 3 milioni 500mila euro ma ci sono altri fondi in circolazione con la legge “Italia Sicura”, e i fondi legati ai bonus fiscali. Vedo però pochissime iniziative da parte delle amministrazioni e degli organi professionali per tentare di prelevare queste risorse che comunque ci servirebbero per sistemare le case e metterle in sicurezza a Sala come nel resto del Vallo di Diano. Oltre il 70% delle case non è adeguato sismicamente e, anche quelle adeguate dopo l’80, con le nuove leggi dovrebbero essere messe in sicurezza. Bisogna cioè non chiudere gli occhi e pensare che il terremoto può tornare in qualsiasi momento. Dobbiamo essere pronti a eliminare i rischi per dare tranquillità a chi abita nei fabbricati messi in sicurezza. In qualità di Osservatorio continuerò a fare sensibilizzazione. Il 16 dicembre si terrà un convegno sul terremoto in ricordo del sisma del 16 dicembre 1857, occasione per ritornare sull’argomento, sperando che i sindaci, gli amministratori e gli ordini professionali diano maggiore spazio a questa esigenza.

Viviamo anche un momento di crisi economica. Cosa significa mettere in sicurezza gli edifici?

Sì è un momento di crisi economica nel settore edilizio e rimettere in movimento gli adeguamenti sismici delle case e rimettere in movimento l’economia per sistemare le nostre abitazioni, i nostri condomini, significa anche riprendere economicamente il Vallo di Diano come è avvenuto all’indomani del terremoto dell’80. Spero ci sia maggiore sensibilità e finalmente si riesca a vedere qualche cantiere aperto per sistemare ed adeguare sismicamente le nostre case.

Perché è importante il decreto dirigenziale regionale n.9 del 2 ottobre scorso?

Il documento ha approvato la decisione provvisoria di coloro che hanno fatto domanda entro ottobre 2016 ma nessuno sapeva di questo bando, forse pochissimi. A Sala Consilina appena 90 persone hanno fatto richiesta di questo bando e sono in graduatoria. Solo 90 persone su centinaia di fabbricati non adeguati sismicamente e occupati, ma abitati; massima parte della graduatoria è stata approvata ma si riferisce a case disabitate. Invece noi dobbiamo mettere in sicurezza le case abitate. Spero che attraverso gli altri strumenti come “Italia Sicura” la legge che Renzi ha emanato qualche anno fa, attraverso i fondi regionali che ancora ci sono e ci saranno, e i bonus fiscali, saranno centinaia e centinaia le case che saranno sistemate. Se non c’è sensibilizzazione e il passaggio di notizie, se non c’è pubblicità su queste possibilità, passeranno i treni e si fermeranno sempre altrove e noi continueremo a vivere nel pericolo e non sfrutteremo le risorse che ci sono.

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