La BMTA ritorna all’Hotel Ariston.

Cupole geodetiche e tensostruttura rimpacchettate e non restituite al mittente

Un evento che richiama professionisti da tutto il mondo, continua a gravare in modo imperdonabile sulle casse comunali

Attualità
Cilento martedì 17 aprile 2018
di Chiara Sabia
Tensostruttura BMTA
Tensostruttura BMTA © n.c.

Non ci saranno più i templi a fare da sfondo alla Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico, che quest’anno giunge alla sua XXI edizione. Le cupole geodetiche prima, la tensostruttura poi, non hanno mai goduto dell’approvazione dei visitatori. Sgradevoli dal punto di vista estetico e poco funzionali e sicure in caso di mal tempo. È infatti per queste motivazione che il sindaco di Capaccio Paestum Franco Palumbo, il direttore del Parco Archeologico di Paestum Gabriel Zuchtriegel e il direttore della BMTA Ugo Picarelli, hanno stabilito che è giusto che un evento di tale portata abbia una sede più decorosa. L’amministrazione comunale ha chiesto il parere al consorzio albergatori “Paestum In”, che in un incontro alla presenza dell’assessore con deleghe alla cultura Claudio Aprea e dello stesso Ugo Picarelli, hanno indicato le sale dell’Hotel Ariston come unica sede, al momento, in grado di ospitare l’evento che richiama sul territorio professionisti da tutto il mondo. Inoltre la gestione della tensostruttura e delle cupole è stata ritenuta troppo onerosa, per questo motivo infatti, si esclude con ogni probabilità anche la dislocazione e l’utilizzo dell’impianto geodetico che l’amministrazione Voza voleva collocare in via Caduti di Nassirya, dal momento che lo stesso è gravemente danneggiato. Rimpacchettati e non restituiti al mittente due beni che sono costati al comune di Capaccio Paestum € 628.000 per le cupole geodetiche, e circa € 70.000 per la tensostruttura, quasi inutilizzati, inutilizzabili ora perché danneggiati, in più è da considerare la spesa degli spazi che l’Hotel Ariston metterà a disposizione per la prossima edizione della BMTA. È necessario avere l’occhio lungo se resterà ferma l’intenzione di collocare la Borsa ancora a Paestum, l’evento fieristico sembra che più che far diventare la città dei templi approdo economico e culturale, abbia solo gravato in modo imperdonabile sulle casse comunali.

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