Negli ultimi anni si è affermato un filone di studi: il “National branding” atto alla ricerca di una immagine unica nel suo genere

Parola d'ordine: Brand

La condizione essenziale è senza dubbio riuscire a coordinare le attività ad indotto turistico su un un’unica strada

Attualità
Cilento martedì 17 aprile 2018
di Arturo Sica
Veduta dall'alto dei templi di Paestum
Veduta dall'alto dei templi di Paestum © Parco Archeologico di Paestum

Come ogni anno l'estate sembra arrivare su un carrozzone pieno di buoni auspici e soprattutto in scia di nuovi progetti che questa volta (per l’ennesima volta) rilanceranno l’economia locale. La sterzata che preannunciano da sempre le amministrazioni che si sono succedute in questi ultimi 20-25 anni è stata dal carattere puramente formale con una logistica che mirava esclusivamente al piccolo perimetro dell’arena dei Templi o alla sua dislocazione. In realtà lo studio dei flussi turistici, che ormai è diventato materia scientifica, va oltre la siepe del formalismo inteso come stanziamento di fondi o alla semplice culla della location. Infatti negli ultimi anni si è affermato un filone di studi: il “National branding” atto alla ricerca di una immagine unica nel suo genere capace di attrarre una specifica e quindi esclusiva gamma di turisti. Questa operazione, che possiamo definire di marketing, coinvolge l’intero apparato socio-economico che opera all'interno di un perimetro tracciato dal legislatore locale che individua i limiti entro i quali il turismo esercita la propria attività. Per essere chiari: se il legislatore intende attrarre un turismo giovanile applicherà dei regolamenti che consentono alle attività di suonare a musica alta fino alle 5:00 mentre se intende attrarre un turismo più tranquillo porranno il limite entro le 23:00. Ovviamente questo è solo una delle tante scelte che le amministrazioni dovranno esperire per tracciare un perimetro chiaro e definito. La condizione essenziale è senza dubbio riuscire a coordinare le attività ad indotto turistico su un’unica strada e fare quella scelta coraggiosa ma ormai essenziale al solo fine di aumentare sia la qualità che la quantità dei flussi turistici. Sempre secondo “National branding” i tempi che intercorrono per questa operazione di trasformismo si sono drasticamente ridotti grazie alla accessibilità degli utenti ad internet tramite il quale la pubblicità, anche solo dei commentatori (vedi Booking o TripAdvisor), condiziona sempre di più la meta delle prossime vacanze.

Ora come ora il turismo locale ha una eterogenesi molto se non troppo variegata che scontenta un po’ tutti: sia le attività e sia gli stessi turisti che quasi mai trovano un ambiente che si adatta alle loro specifiche esigenze ambientali. Gli operatori turistici non possono limitarsi al solo decoro della propria struttura e del proprio servizio in quanto il contesto, i servizi pubblici e persino l’inquinamento acustico derivano da fattori da loro incontrollabili.

Lascia il tuo commento
commenti