Caro amico, non ti lascerò andare troppo lontano da me, perché il tuo volto greco pestano è troppo giovane nei miei pensieri

Il mondo dell’arte piange la scomparsa di Sergio Vecchio

Caro amico, non ti lascerò andare troppo lontano da me, perché il tuo volto greco pestano è troppo giovane nei miei pensieri

Cronaca
Cilento giovedì 02 agosto 2018
di Bartolo Scandizzo
Sergio Vecchio
Sergio Vecchio © n. c.

Caro amico, ti scrivo...
Sono alla “fine del mondo” per scrivere il libro di cui sai già tutto.
Sarebbe stata un’altra esperienza che avrei condiviso con te, come per tutti gli altri pubblicati, perché solo grazie alla tua capacità di interpretare con i tuoi segni avrebbe assunto un aspetto inconfondibile.
Tutti ti piangono per il tuo cedimento improvviso all’altro mondo.
Con un presentimento indecifrabile non volli rinunciare alla tua ultima performance al museo di Paestum programmata proprio il giorno prima della nostra partenza.
Ti vidi in forma nello spirito è abbastanza prestante nel fisico. Un po’ disincantato rispetto all’evento che pure aveva raccolto intorno a te i colleghi artisti, gli amici di sempre, rappresentanti delle istituzioni e la tua famiglia.
Oggi non riesco a piangerti perché hai smesso di vivere, ma ho voglia di abbracciare ogni momento che ho vissuto con te nel corso degli anni che ci hanno visti impegnati insieme.
Ricordo un viaggio indimenticabile a Varese in occasione di un evento organizzato insieme alla Bcc di Aquara, I Cilentani a Milano, sul lago di Lugano a Porto Ceresio.
Penso alle infinite volte che sei piombato in redazione per annunciare una tua mostra o l’uscita del tuo ultimo libro.
Rimpiango le occasioni perse di poter stare insieme e attingere dal tuo eloquio essenziale, senza riserve, di buon senso e ricarica di vivacità intellettuale mai banali.
Ripasso nella mente le tante opere apparentemente simili nel soggetto ma tutte caratterizzate da colori e segni per renderle uniche.
Ti lascio con un ricordo singolare che pochi conoscono se non Bruna e i ragazzi della redazione.
Mi chiamasti al telefono: “Bartolo ti devo chiedere un piacere! Ho deciso di acquistare un ‘notebook’ perché mi sento fuori dal mondo tu mi devi aiutare a scegliere.”
Arrivasti in redazione e, come al solito, mettesti a nudo tutte le tue riserve verso “questi aggeggi infernali”. Tentai di spiegarti un po’ di cose relative alle opzioni che avevamo davanti. Tu annuivi ma era evidente che volevi scaricare su di me la scelta.
Mi attivai subito e nel giro di una settimana il portatile era sulla scrivania in redazione. Arrivasti e ti sottoponesti alla peggior tortura della tua vita: seguire le spiegazioni che ti davano a turno le ragazze presenti. Ti fu creata una casella di posta elettronica e ti fu aperta una finestra su un mondo che tu non potevi vedere con i tuoi occhi d’artista che inquadravano ogni cosa in una dimensione visionaria.
Lo lasciasti lì a “decantare” una settimana finché non decisi di portartelo a casa per darti una “lezione” minima di sopravvivenza ed evitare di aver fatto un investimento a perdere.
Volesti inviare un mail di prova a Bruna per farle vedere che eri pronto al debutto nel magico mondo virtuale e che, da quel momento, avresti potuto affrancarti dal suo accompagnamento nella corrispondenza con il resto del mondo.
So che non ne hai inviate altre e che l’attrezzo infernale è ancora ben custodito nella valigetta che acquistai per conservalo.
È una delle poche cose incompiute che hai pensato di fare.
Caro amico, non ti lascerò andare troppo lontano da me, perché il tuo volto greco pestano è troppo giovane nei miei pensieri con quel sorriso un po’, così ... un volto, il tuo, bello che canta alla vita che farò del mio meglio per onorare.
Bartolo

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I commenti degli utenti
  • Casimiro Forte ha scritto il 13 febbraio 2018 alle 21:12 :

    Non ho il piacere di conoscerti ma desidero complimentarmi con te per questo splendido ricordo di Sergio. Si,lo hai veramente dipinto. Sergio sarà sempre nel mio cuore. Un cordiale saluto. Casimiro Fortr Rispondi a Casimiro Forte