Sono stati un centinaio i “richiamati” al Santa Caterina – Amendola in nome della “terra dei padri”

“Cilentani a Salerno”, buona la prima uscita nel capoluogo

Le aziende presenti hanno messo in mostra e fatto assaggiare i loro prodotti rigorosamente marcati dal territorio compreso nel PNCVDA, l’area protetta antropizzata più grande d’Europa

Cultura
Cilento lunedì 16 aprile 2018
di Bartolo Scandizzo
Da sinistra: D’Orsi, D’Andrea, Caval iere, D’Avena, Capozzoli , Frattini, Catino, Paduto e Scandizzo
Da sinistra: D’Orsi, D’Andrea, Caval iere, D’Avena, Capozzoli , Frattini, Catino, Paduto e Scandizzo © unico

I Cilentani a Salerno, grazie all’intuizione di Franco Catino si sono incontrati al Santa Caterina . Amendola di Salerno.

Padroni di casa la Dirigente Scolastica, Anna Rita Caffariello e Carmelo che hanno aderito alla proposta di Pasqualino Capozzoli, presidente della costituita associazione dei “Cilentani a Salerno”, di sottoscrivere un protocollo d’intesa con il quale si intende procedere nella collaborazione per dare sostanza agli obiettivi concordati: organizzare eventi che valorizzino sia il territorio cilentano dal punto di vista turistico sia per l’esaltazione dei prodotti enogastronomici.

Dopo i saluti e ringraziamenti di rito, Capozzoli, introduce i lavori illustrando i motivi che hanno indotto il comitato promotore a dare vita all’aggregazione. Richiama i valori della tradizione cilentana e spiega il perché delle 7 stelle che fanno corona alla scritta nel logo: si tratta dei sette santuari dedicati alla Madonna declinata in altrettante specifiche presenti nell’are del Parco Nazionale del Cilento Vallo di Diano e Alburni (PNCVDA).

Nel dare la parola al prof. Antonio Troisi, viene ricordato che Peppino Liuccio, Tommaso Pellegrino, Michele Albanese e Antonio Marino hanno dato il loro appoggio all’associazione e si sono detti disponibili a collaborare al fine di farla crescere nel tempo.

Troisi porta i presenti a fare un viaggio nella storia del territorio facendosi guidare dalle “parole” di personaggi che ne hanno descritto aspetti ed eventi in modo magistrale. È partito da Parmenide e Zenone, continuato con Cicerone e Federico II, fino ad arrivare a Antonio Gallotti e Carlo Pepoli, per concludere con Gianbattista Vico (vedi art. a pagina seguente).

Al Dott. Giuseppe Peduto è affidata la relazione sulla Dieta Mediterranea. L’illustrazione che il dirigente dell’Asl di Salerno fa sull’argomento è di grande attualità sia per le ricadute che una corretta alimentazione ha sulla vivere quotidiano sia per la riscoperta dello “stile di vita” cilentano senza il quale ogni ipotesi salutistica attribuita al tipo di alimentazione codificata dallo studioso americano, Angel Keys, risulterebbe una pura esercitazione accademica.

Al Dott. Angelo Frattini è stato chiesto di parlare di “Legislazione ambientale e tutela del territorio”. IL magistrato fa un excursus su come nel tempo è stata affinata la legislazione che si occupa della repressione dei reati contro l’ambiente e porta numerosa testimonianze dirette su come nel tempo si è sviluppata l’azione della magistratura abbia agito in provincia di Salerno e nel Cilento in particolare.

Essere seduto tra questi personaggi a moderare il dibattito e osservare la platea composta da un centinaio di persone accorse al richiamo di Capozzoli e Catino, mi ha fatto riflettere sul ruolo che possono avere gli “oriundi” per dare qualche risposta agli annosi problemi che attanagliano l’area compresa nel perimetro del PNCVDA: difesa dell’ambiente, contrasto all’abusivismo edilizio, decremento demografico …

Chi vive fuori la sua vita professionale e familiare mantenendo un legame affettivo con amici e parenti che ancora resistono negli oltre cento borghi cilentani ha una visione più distaccata e, se vogliamo, più disincantata delle problematiche. Hanno la possibilità di essere franchi e di non farsi coinvolgere in situazioni contingenti legati a piccoli interessi sia di carattere politico amministrativo sia da argomentazioni più astratte e generiche come “troppi vincoli che condizionano lo sviluppo”.

Infatti, come si è potuto evincere dalle tre relazioni il patrimonio storico, enogastronomico e ambientale è ancora intatto e, visto dall’esterno con l’occhio benevolo di chi “ama” la terra dei padri, ricco di fascino che attrae.

Uscire dallo “splendido isolamento” senza tradire l’essenza di un territorio!

Questa consapevolezza potrà crescere se chi è costretto a vivere in aree, sì più evolute economicamente e in termini di servizi, ma congestionate da una vita vissuta di “corsa”, saprà restituire ai residenti l’immagine forte che il territorio ha all’esterno.

Se poi a dirlo è figlio di questa terra, allora sarà più semplice farlo capire.

Dopotutto, sono in tanti che nell’area compresa nel PNCVDA hanno avviato centinaia di piccole aziende impegnate a trasformare i prodotti della terra in reddito su cui si regge la vita di intere famiglie e centinaia di addetti.

Uno spaccato di questo mondo è stato presente proprio al Santa Caterina- Amendola. Infatti, Macelleria Passaro – Trentinara, Panificio – Biscottificio – L’Antica Panetteria – Monteforte Cilento, La Cilentana Salumi – Trentinara, Azienda Agricola Lanza – Matinella di Albanella, Antiche Ricette Cilentane – Vincenzo Mautone – Rutino, Caseificio Aziendale Tenuta Lanza – Matinella di Albanella, Cilento & Tradizione – Laboratorio artigianale prodotti tipici locali – Trentinara, Azienza Agricola “La Cantina dei Nonni” – Castelcivita.

Queste aziende hanno messo in mostra e fatto assaggiare ai “Cilentani a Salerno” i loro prodotti rigorosamente marcati dalla terra dalla quale sono stati tratti. Si tratta dell’area compresa nel PNCVDA, l’area protetta antropizzata più grande d’Europa.

Lascia il tuo commento
commenti