C’era una volta, un piccolo villaggio di montagna, che anche se era piccolo, c’erano tanti e tanti bambini che scorazzavano nei prati. Negli ultimi anni la cicogna ne aveva lasciati tanti sui comignoli delle case.

Una scuola da ingrandire

Quando suonava la campanella i bimbi facevano a gara per entrare dal portone, per correre in classe, accaparrarsi una sedia e un banco. Erano così tanti stipati e compressi nelle aule.

I Piccoli
Cilento domenica 01 ottobre 2017
di La Redazione
scuola del mondo
scuola del mondo © web


C’era una volta, un piccolo villaggio di montagna, che anche se era piccolo, c’erano tanti e tanti bambini che scorazzavano nei prati. Negli ultimi anni la cicogna ne aveva lasciati tanti sui comignoli delle case. E ora i bambini non ci stavano più nella scuola del paese.
Quando suonava la campanella i bimbi facevano a gara per entrare dal portone, per correre in classe, accaparrarsi una sedia e un banco. Erano così tanti stipati e compressi nelle aule che i bambini che sedevano in fondo alla stanza dovevano alzarsi in piedi per vedere la lavagna.

“Non è possibile continuare così – disse Samuele – Siamo in troppi e la scuola è troppo piccola!”
“Sìiiii – risposero in coro i bambini – Hai ragione! Ci vuole una nuova scuola!”
“Una nuova scuola? – chiese Valerio – Ma è impossibile! Non ci sono i soldi per farne una nuova, chi la pagherà?”
“E allora costruiamola noi, no? Che ci vuole? Due mattoni e via!” disse Samuele.
“Ma chi è capace di farlo? – chiese di nuovo Valerio – Tu? Sei geometra, ingegnere, muratore e architetto?”
Ovviamente Samuele rispose di no: “E allora come si fa? Qualcosa bisognerà pur fare? No?”

Ed ecco l’idea geniale: “Ingrandiamo questa!” disse Giulio, il bambino più grande della scuola.
“E come? Diccelo tu che sei il maggiore di noi e ha i studiato più di tutti!” dissero i bambini.
“E’ semplice! Non dicono tutti che nelle cose bisogna mettere un po’ di buona volontà? Se c’è quella si riesce a far tutto, no? E allora mettiamocene un sacco” disse ancora Giulio.
“D’accordo, ma come ingrandiamo la scuola?”
“Facciano un passo avanti i bambini più grandi e robusti della scuola! Andate in bagno, prendete il sapone e passatelo sui muri. Il sapone non rende scivolose le cose?”
“Sì e allora? Ma cosa vuoi fare? Non capiamo”.

“Spingeremo i muri della scuola fino a spostarli! E il sapone ci renderà più facile la cosa, no?”
“Bravo, bella idea, proviamo subito!” dissero gli scolari.
Così i bambini andarono nel giardino della scuola, si tolsero i grembiuli e li appoggiarono sul cancello. Rientrarono nell’edificio e tutti in fila lungo le pareti cominciarono a spingere i muri.
“Dai forza, su!”
“Ufff, che fatica!”

E spingi tu che spingo io, dopo due ore i bambini erano tutti sudati e rossi come dei peperoni.
Lascia il tuo commento
commenti
Le più commentate
Le più lette