Le materie prime sono estratti vegetali, ottenuti da piante officinali spontanee coltivate in Cilento.

L'Officina Eleatica di Gloria e Nicola

Ad Ascea nasce Officina Eleatica, un laboratorio di cosmetici a km0, ottenuti da piante fresche officinali spontanee o coltivate nel Parco Nazionale del Cilento.

Attualità
Cilento giovedì 10 giugno 2021
di Anais Di Stefano
Raccolta erbe spontanee
Raccolta erbe spontanee © Officina

Il Parco nazionale del Cilento, Vallo di diano e Alburni è popolato da una molteplicità di piante ed erbe. Ed è percorrendone i sentieri che nasce l’idea di Gloria e Nicola, due giovani imprenditori cilentani, di fondare l’Officina Eleatica, un laboratorio naturale di cosmetici: «Più esploravamo – mi raccontano – più ci rendevano conto che tutte quelle piante studiate sui libri, in realtà erano a nostra disposizione, nel nostro territorio».

Gloria e Nicola, poco più che trentenni, si conoscono durante l’università: lui laureando, lei dottoranda presso la facoltà di Farmacia di Siena. E proprio nei laboratori di chimica sboccia l’amore. Un amore che poi farà nascere anche il desiderio di ritornare alla propria terra. E mettere su, così, un progetto che accorpasse competenze acquisite e valorizzazione del territorio, ancora troppo poco conosciuto. Non negano di aver riscontrato molte difficoltà, ampliate dalla pandemia, ma hanno combattuto con determinazione ed entusiasmo per il loro sogno.

Così, a fine 2020 nasce Officina Eleatica. Un laboratorio artigianale, che produce cosmetici a km0. Le materie prime sono estratti vegetali, ottenuti da piante fresche officinali spontanee o coltivate nel nostro Parco. Per ‘pianta officinale’ (da “officina”, laboratorio dove le piante venivano lavorate dai maestri speziali) si intende pianta dotata di proprietà terapeutiche o preventive e perciò utilizzata anche per scopi farmaceutici. In natura, sono tante le specie allo stato spontaneo, mentre altre sono coltivabili. Quelle maggiormente usate per i loro prodotti sono: calendula, malva, rosmarino, lavanda, mirto. Dalle proprietà lenitive, addolcenti, antisettiche o stringenti, a seconda della propria pelle, con aggiunta di un’eccellenza cilentana, il Fico bianco del Cilento Dop.

In autonomia, si occupano dell’intero processo che poi dà vita al cosmetico: dalla raccolta manuale delle piante spontanee alla trasformazione fino al confezionamento. I prodotti – testati dermatologicamente - sono sicuri per la pelle e per l’ambiente: sostenibili perché hanno cura delle persone e della natura; il processo produttivo è artigianale; filiera controllata con materie a km0; ingredienti biodegradabili e a basso impatto ambientale; packaging con materiali sicuri e riciclabili.

Il laboratorio è ad Ascea. Dove secoli fa fu fondata la Scuola Eleatica nonché patria del filosofo Parmenide. È noto, del resto, che Velia venisse scelta per il suo clima mite e per le proprietà curative riservate alle acque termali. Non solo, pensiamo all’eredità della Scuola Medica Salernitana. Nelle infermerie dei conventi, venivano curati e soccorsi guerrieri e pellegrini. Mentre, nel Giardino dei Semplici si coltivavano le erbe con cui si confezionavano i medicamenti. Insomma, erbe e piante venivano impiegata già nell’antichità per i loro innumerevoli benefici. Tra le erbe, per esempio, spicca il mirto. Citato persino da Plinio il Vecchio – tra i più importanti studiosi del regno vegetale nella Roma antica. Nella sua opera “ Naturalis Historia”, fa riferimento al “myrtus coniugalis”, usato per decorare la casa di giovani sposi in segno di fecondità e serenità. Siamo soliti conferirgli unicità per l’aroma che rilascia alla famosa mozzarella nella mortella (presidio Slow Food). Eppure, grazie alle sue proprietà – balsamico, digestivo, antisettico, astringente – viene impiegato anche per la cura del viso e del corpo.

La giovane coppia, appassionata di trekking e di natura, è sempre alla ricerca di nuovi percorsi. Il loro mettersi in cammino – anche per sperimentare nuovi abbinamenti – è un po’ come mappare il territorio. Fruirne e, allo stesso tempo, renderci partecipi di un vasto patrimonio botanico. All’apparenza a sé stante eppure essenziale.

Anais Di Stefano

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