“In primis occorre fare uno screening del fegato”

Cancro del fegato e delle vie biliari: medici a confronto

In apertura i saluti del sindaco Francesco Cavallone, del sindaco di Auletta Pietro Pessolano, del consigliere Mida Alessandro Carrazza e del dirigente Scuola Mas Antonina Moscato.

Attualità
Cilento domenica 13 gennaio 2019
di Antonella Citro
Convegno cancro fegato
Convegno cancro fegato © Unico

“Cancro del fegato e delle vie biliari” è il titolo dell’incontro che si è tenuto sabato pomeriggio a Sala Consilina promosso dal Mas centro studi e presieduto dal primario di Ortopedia dell’ospedale di Polla, Antonio Caronna. In apertura i saluti del sindaco Francesco Cavallone, del sindaco di Auletta Pietro Pessolano, del consigliere Mida Alessandro Carrazza e del dirigente Scuola Mas Antonina Moscato. «Non pensiamo soltanto a fare formazione in senso specifico del termine - dice – bensì cerchiamo di fornire degli strumenti attraverso l’informazione dei nostri convegni medico scientifici per divulgare determinare tematiche. Questi incontri possono essere utili per trasferire nozioni e informazioni alla platea». E allora gli interventi sono stati aperti da Gabriele Mare igienista, Uoc Geriatria di Polla che ha parlato dell’anatomia del fegato, Teresa Pascale ha discusso invece della dieta corretta per la prevenzione del cancro del fegato. Carmine Soldovieri ha invece argomentato sugli agenti chimici responsabili del cancro del fegato. «Possiamo citare quelli di origine industriale o più propriamente occupazionali - dice – citiamo le tossine presenti nelle arachidi e soprattutto granaglie. Il cloruro di vinile monomero viene usato soprattutto solo per produrre Pvc di cui sono fatte le famose bottiglie di plastica o i tubi nei quali passa l’acqua, dannosi solo quando vengono incendiati e rilasciano una nube tossica. Poi ci sta un’altra classe di agenti chimici che troviamo negli alimenti in particolare l’alcol che è veramente devastante perché tramite la cirrosi si ha più probabilità di sviluppare un cancro». Alfonso Cutolo ha parlato degli esami di laboratorio e degli aspetti patologici e markers tumorali, «Innanzitutto occorre fare uno screening sulla funzionalità del fegato - afferma – poi analizzare la bilirubina, andiamo a vedere cosa le cellule epatiche hanno messo in circolo come le transaminasi, l’alfachetoproteina e albumina. Quando il cancro attacca il fegato, ne differenzia le cellule e le fa diventare primitive come se fossero cellule del feto. Bisogna seguire la malattia nel tempo». A chiudere il primario di chirurgia del Curto di Polla, Massimo Di Palma, che ha invece relazionato sulle terapie innovative e prospettive future «Importante è la diagnosi nella fase iniziale – rivela – l’indagine principe è l’ecografia al fegato che va eseguita periodicamente soprattutto nei pazienti portatori di epatite C e B».

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