Invio lettera in risposta all'articolo del 21 Giugno 2019 dal titolo "Se l'agricoltura salverà il Cilento" firmato dal Prof. Giuseppe Liuccio

Lettera dall'Assessorato all'Agricoltura del Comune di Capaccio Paestum

Il tramonto delle civiltà contadine, purtroppo, va di pari passo con lo spopolamento delle aree interne, i cui abitanti sono costretti a scappare, in cerca di prospettive migliori di vita.

Attualità
Cilento lunedì 24 giugno 2019
di Ettore Bellelli
Giuseppe Liuccio
Giuseppe Liuccio © Giuseppe Liuccio

Il territorio Cilentano è naturalmente predisposto all’agricoltura e all’allevamento. Siamo da sempre legati alla terra economicamente, culturalmente e antropologicamente.

Il tramonto delle civiltà contadine, purtroppo, va di pari passo con lo spopolamento delle aree interne, i cui abitanti sono costretti a scappare, in cerca di prospettive migliori di vita.

Il mondo intorno a noi sta cambiando, l’informatizzazione e l’automazione diventano indispensabili strumenti per rimanere competitivi, anche nel primo settore.

Tenuto presente ciò, bisogna pensare a un ritorno all’agricoltura su basi diverse rispetto a quelle su cui poggiava la civiltà costruita dai nostri avi. Nell’era della tecnologia bisogna puntare su un nuovo linguaggio e nuove metodologie per poter intercettare la domanda di prodotti sempre più ricercati. Bisogna puntare sul biologico, sulla qualità e sui prodotti tipici che il nostro territorio offre.

Naturalmente per fare ciò è necessario lo sforzo di tutti gli addetti ai lavori, il settore agricoltura deve viaggiare di pari passo con i settori del turismo e dell’ambiente.

Le nuove idee che stanno riscuotendo grande successo, quelle del turismo rurale, degli orti urbani, dei piccoli impianti a biomasse alimentati con gli scarti agricoli, insieme ai nuovi sistemi di accesso al credito, messi in campo in ambito europeo e regionale, non possono che far crescere questo settore e creare nuove opportunità di self-employment per i giovani, in un territorio che offre grandi possibilità in questo senso.

Il ritorno dalle coltivazioni intensive a piccole produzioni di qualità è un processo difficile e ambizioso, ma con lo sforzo di questa amministrazione e dei giovani imprenditori di Capaccio Paestum può diventare realtà.

Da parte di questa amministrazione c’è la volontà di ascoltare tutti gli strati della popolazione perché solo con la partecipazione e il confronto si possono raggiungere gli obiettivi prefissati e fissarne di nuovi.

Capaccio Paestum ha il grande pregio di avere artisti, scrittori, registi, attori; persone che offrono opportunità uniche a questa comunità, mai messe a frutto da parte delle precedenti amministrazioni.

L’invito che ha lanciato pochi giorni fa il professor Giuseppe Liuccio è uno sprono a programmare una produzione artistica locale che tenga conto delle peculiarità del territorio.

Il professore coglie appieno un grave problema del nostro territorio.

Il tramonto della civiltà contadina e il decadimento di un sistema basato sui piccoli paesi, non ha segnato solo l’inizio della società dei consumi, ma anche la fine di tradizioni, consuetudini sociali e valori contadini che erano sopravvissuti a generazioni. L’unico modo per far rivivere oggi quelle tradizioni è inculcare ai giovani cilentani quei valori che erano il fulcro della vita per i nostri nonni.

Per raggiungere questo obiettivo sono di essenziale importanza le iniziative di “rivoluzione culturale” e dei parchi didattici avanzati dal Prof. Liuccio.

Le nostre tipicità agricole, traino economico e culturale, dovranno essere, ancor di più, l’elemento identificativo del territorio.

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