Pellegrino: “Chiediamo la dichiarazione di stato di emergenza perché servono provvedimenti eccezionali”

Cinghiali, il Parco “chiama” il Governo

Cinghiali, Paolo Russo (FI): “Iniziative urgenti per sicurezza cittadini ed agricoltori”. Scende in campo anche l’Uncem.

Attualità
Cilento giovedì 10 ottobre 2019
di Oreste Mottola
P A R C O  C I L E N T O  D I A N O  A L B U R N I
P A R C O C I L E N T O D I A N O A L B U R N I © Unico

Il Presidente del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, Tommaso Pellegrino, ha voluto smentire alcuni luoghi comuni e toglier da dosso al Parco alcune responsabilità. “Il Parco - ha chiarito - non ha mai immesso nemmeno un cinghiale nella propria area di competenza, e sta già mettendo in campo tutte le azioni consentite dalle normative vigenti per combattere l’emergenza. A partire dai selecontrollori, che in pochi mesi hanno abbattuto 2300 cinghiali, ed ai quali è consentito agire tutto l’anno, dal 1° gennaio al 31 dicembre”. Oltre alla formazione dei selecontrollori, il Parco ha messo in campo altre azioni, tra i quali l’attivazione di centri di cattura e di raccolta, indispensabili per attivare la filiera delle carni dei cinghiali. Inoltre sono in corso indennizzi per i danni causati all’interno dell’area Parco.

Danni all’agricoltura e alla stessa circolazione stradale. L’emergenza cinghiali sta causando difficoltà eccezionali, e per affrontarla vanno adottati provvedimenti altrettanto eccezionali: con questa premessa il Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano ed Alburni inoltrerà formale richiesta al Governo – tramite i Ministeri dell’Ambiente e dell’Agricoltura – dello Stato di Emergenza Nazionale. È una delle principali linee d’azione decise nel corso del Consiglio Direttivo straordinario convocato dal presidente Tommaso Pellegrino a Vallo della Lucania, presso la sala conferenze del Centro Studi e Ricerche sulla Biodiversità del Parco, in seduta monotematica proprio per affrontare la problematica degli ungulati, sempre più fuori controllo.

L’iniziativa del PNCVDA travalica i confini locali e indica una strada obbligata che deve condurre prima verso una reale presa di coscienza dell’emergenza in atto, e poi ad una prospettiva risolutiva. Che si preannuncia molto difficile, e che nel caso specifico dell’area Parco non può prescindere da azioni coordinate con le aree contigue e da iniziative che devono vedere protagoniste anche la Regione Campania e la Provincia di Salerno. Pellegrino è voluto andare anche oltre alcune risultanze del dibattito scientifico tra gli zoologi. La paura è che il “territorio” non possa più aspettare e che in alcune zone ci siano episodi di ribellione contro cose ed attività del Parco. Ora l’iniziativa è stata nei fatti passata al ministro dell’Ambiente, Sergio Costa. Non è dato sapere ancora a quali iniziative di immediata attuazione e con risultati certi si pensi. I “selecontrollori”, cacciatori addestrati ed incentivati, è quella più praticabile.

Cosa ne pensano

Paolo Russo (FI): “Iniziative urgenti per sicurezza cittadini ed agricoltori”

“Iniziative straordinarie per sostenere gli agricoltori e le comunità del Cilento costretti a fronteggiare il fenomeno dell’invasione dei cinghiali che tanti danni sta provocando agli agricoltori ed alla sicurezza dei cittadini”: così il deputato di Forza Italia, Paolo Russo.

“Stare accanto alle aziende che non solo producono reddito e lavoro ma preservano uno dei più bei posti della Campania e dell’Italia è il primo dovere di chi governa la nostra regione ed il nostro Paese. Un dovere - aggiunge Russo - che diventa un imperativo quando è a rischio anche l'incolumità delle persone”.

“Si ascoltino - conclude il deputato - i sindaci e le associazioni che, come Coldiretti, hanno ben chiaro il quadro della situazione ed invocano soluzioni urgenti”.

“Emergenza cinghiali”, ieri se n’è discusso al Parco nazionale del Cilento Vallo di Diano e Alburni. Si è sottolineato che ormai ci troviamo di fronte ad una emergenza nazionale. Tutte le Istituzioni devono fare la loro parte, il Parco da solo non può farcela, c’è bisogno di misure straordinarie e che possano superare problemi normativi che impediscono la risoluzione del problema.

La posizione dell’Uncem

“Vanno rafforzate le misure avviate con i selecontrollori, le case di caccia e le azioni legate alla filiera della carne, ecc. Vanno superati ritardi e sottovalutazioni del fenomeno che coinvolge anche le aree contigue e le azioni della Regione e della Provincia – spiega Vincenzo Luciano, presidente UNCEM e vicesindaco di Aquara – Abbiamo bisogno di un piano straordinario che riduca al massimo una emergenza che ha messo in ginocchio tantissime aziende agricole, e che rende vulnerabile il nostro territorio anche sotto il profilo sanitario e della pubblica e privata incolumità”.

Poi aggiunge: Come UNCEM ho sottolineato la necessità che venga subito richiesto un tavolo Ministeriale che coinvolga anche la Provincia e la Regione, e che vengano emanate misure straordinarie, ricalibratendo anche il piano operativo regolarmente approvato dall’ISPRA e dal Ministero dell’Ambiente”.

A tal proposito può essere utile l’incontro programmato per il giorno 9 presso la Prefettura di Salerno, che potrebbe sfociare nella convocazione del Comitato per la sicurezza, “che tanti utile si è dimostrato per il problema degli bovini selvatici nel territorio della Valle del Calore”, dice Luciano. “Infatti ho portato, in rappresentanza del Comune di Aquara, la straordinaria esperienza appena conclusasi con S. E. Il Prefetto, che ha praticamente risolto il problema anche dei danni causati da un numero rilevante di animali vaccini vaganti inselvatichiti, che avevano compromesso la vita di tante aziende agricole del territorio della Valle del Calore”, prosegue.

“Come UNCEM e come Comune di Aquara seguiremo e daremo ogni contributo possibile, affinché il nostro Parco possa uscire dall’emergenza”, conclude.

Lascia il tuo commento
commenti