Unico Patrimonio. Ottobre 2019 #04 Cilentomondo

Il caso della RAGO, fatturato da 20 milioni e cresce del 25% all'anno

Battipaglia da sola vale il 60% della quarta gamma italiana, il secondo esportatore europeo di rucola.

Attualità
Cilento domenica 08 dicembre 2019
di Oreste Mottola
Rosario Rago
Rosario Rago © Unico

L’azienda Rago si trova in una zona in forte e accelerata crescita, non di una delle aree più depresse del Mezzogiorno. Qui, dove un tempo c’erano campi di fragole, oggi sorge un importante polo di produzione di ortaggi, destinati a essere imbustati freschi e venduti nel mondo: la cosiddetta “quarta gamma”. Nella valle a sud di Salerno si registrano investimenti continui d’imprese locali e no.

E proprio tra Battipaglia, Pontecagnano, il Cilento e il Vallo di Diano è prevalsa dunque la voglia di voltare pagina. Tra i sette comuni di Eboli, Battipaglia, Pontecagnano Faiano, Bellizzi, Montecorvino Pugliano, Capaccio, Altavilla e Albanella, Serre in dieci anni sono sorte circa 3mila aziende (agricole e di trasformazione e spesso l’uno e l’altro) con un’occupazione di 9mila persone circa, che – secondo le stime di Confagricoltura – realizzano un fatturato annuo di 2, 5 miliardi (in crescita costante del 15% annuo), per il 30% all’estero. Qui la superficie occupata dalle serre, dove si coltivano rucola, lattuga, radicchio, scarole, e verdurine a foglia (le più pregiate), è ormai pari a circa 4mila ettari. Ed è in crescita. Qui sorge il secondo polo della quarta gamma d’Italia, nato proprio come gemmazione del primo che si estende tra Bergamo e Padova: sono numerose le imprese del Nord – come La Linea Verde, Ortoromi – o estere come Bonduelle, già affermate nel settore che, avendo scoperto le grandi potenzialità della piana a sud di Salerno, da quindici anni a questa parte hanno cominciato a investire, coltivare, produrre quarta gamma, tessere rapporti con imprenditori locali.

LE CONDIZIONI PER LO SVILUPPO E GLI OTTO RACCOLTI ALL’ANNO

Nella pianura stretta fra i monti Alburni, a pochi metri sul livello del mare, le condizioni per coltivare e trasformare prodotto fresco sono, infatti, eccezionali. Rosario Rago, uno degli imprenditori locali parla di «un microclima ideale e di produzioni in serre non riscaldate, che fanno sì che si possano ottenere almeno otto raccolti l’anno contro i quattro di altri territori tra Italia e Spagna». Il pioniere è Santo Bellina, imprenditore di Bergamo, sbarcato a Battipaglia nel 1990. Avvia la produzione consorziandosi con agricoltori locali, poi inaugura uno stabilimento industriale. Poi nel 2001 cede la sua Ortobel che a quell’epoca fattura 120 miliardi di vecchie lire. E ritorna alla produzione primaria. Oggi l’Op Maggiolina, da lui promossa, ha 110 ettari di terreno di proprietà e di cinquanta in affitto, dove produce verdure di prima gamma: coltivate, raccolte e confezionate senza lavare. La novità è che per il 90% si tratta di prodotti biologici.

NEI MESI INVERNALI NELLA PIANA DEL SELE C’E’ LA MIGLIORE PRODUZIONE D’EUROPA

Nel 2001 Bellina vende a Bonduelle. La società francese affida la produzione agricola all’Op (Organizzazione produttiva) Oasi che riunisce 28 aziende locali, mentre gestisce direttamente la trasformazione . «Nei mesi invernali – spiega Andrea Montagna, direttore commerciale Bonduelle fresh Italia – la produzione della Piana del Sele per quantità e qualità è la migliore d’Europa». A Battipaglia Bonduelle ha un impianto tecnologicamente molto avanzato, in cui la verdura passa da macchina a macchina, in una sorta di tunnel sotto vetro, e con poca presenza di lavoratori.

IL CASO DELLA RAGO, FATTURATO DA 20 MILIONI E CRESCE DEL 25% ALL’ANNO

Intorno alle grandi aziende negli anni si è costituita una filiera produttiva, le cui parti (agricola e industriale) lavorano in sintonia. «Lavoriamo in stretta collaborazione», conferma Francesco Punzi, giovane bocconiano oggi impegnato nel gruppo di famiglia leader di OpOasi. L’azienda Punzi è considerata un campione e modello d’innovazione per aver adottato tecnologie per il monitoraggio delle coltivazioni importate da Israele e basate su un algoritmo. Tanto da essere stata scelta come testimonial d’innovazione per il corso in Agrobusiness della Bocconi. Ci sono poi aziende locali che, dopo aver rifornito quelle più grandi e venute dal Nord, si sono strutturate in modo da completare al proprio interno il ciclo di produzione. Come la Rago di Battipaglia che lavora prima gamma (verdure coltivate, raccolte e vendute), la seconda (verdure coltivate, raccolte e imbustate senza lavarle) e quarta gamma, quella delle verdure coltivate, raccolte, lavate e imbustate. Il gruppo che fa capo ai tre fratelli Rago registra un fatturato di 20 milioni, che cresce in media del 25% di anno in anno. Risultati conquistati anche grazie a consistenti investimenti in tecnologie e sostenibilità.

A Pontecagnano Lineaverde di Brescia opera attraverso la controllata del Sud Ortomad, azienda gestita dai fratelli Maddalo che con 300 dipendenti tra campagna e industria realizza un giro d’affari di trentacinque milioni.

Le imprese esistenti crescono e altre, spesso di giovani, se ne costituiscono. Il Consorzio di bonifica nel 2017 ha rilasciato autorizzazioni per 500 ettari e da inizio 2018 ha ricevuto altre domande. Intanto cresce il bisogno d’infrastrutture: canali di scarico delle acque, nuove idrovore, l’aeroporto che c’è, ma non è più di una pista, e soprattutto le strade, dissestate e carenti. Gli operatori su questo tema s’infuriano

-----

BATTIPAGLIA DA SOLA VALE IL 60% DELLA QUARTA GAMMA ITALIANA, IL SECONDO ESPORTATORE EUROPEO DI RUCOLA

Tra le affascinanti spiagge del litorale sud della costa di Salerno, racchiuso tra la Costiera Amalfitana e le meravigliose baie del Cilento, in Campania, si estende la Piana di Sele, una pianura di origine alluvionale di circa 500 km quadrati che, un tempo territorio paludoso e melmoso, oggi è una delle zone più fertili del Meridione d’Italia. Qui, nel comune di Battipaglia, si produce e commercializza oltre il 60% delle insalate di IV gamma vendute in Italia (ovvero le erbette in busta pronte per essere consumate). Qui conosciamo la famiglia di Rosario Rago che da cinque generazioni coltiva queste fertili terre, ma è stato capace di portare innovazione ed essere modello d’impresa per questa zona d’Italia. Quella di Rosario e i familiari Antonio, Gaetano, Mariano ed Emilio è la storia di una grande famiglia che da oltre 100 anni lavora questa fertile terra. Oggi la loro azienda ha raggiunto un traguardo importante: è il secondo esportatore europeo di rucola, oltre che fornitore dei principali distributori italiani ed esteri di insalata di IV gamma. La loro è un’azienda moderna, attenta anche alla sostenibilità ambientale. Per questo i Rago hanno realizzato una filiera circolare che può contare su: una struttura di 5000 mq interamente ricoperti di pannelli fotovoltaici 180 ettari di terreno coltivato un impianto di compostaggio in fase di completamento un parco verde di quindici. 000 m² per il bilanciamento della CO² emessa dagli impianti produttivi.

La Piana del Sele nasce come pianura alluvionale che nei secoli ha subito l’inondazione del fiume Sele. Fino a circa 150 anni fa era un acquitrino, poi fu bonificata e da allora è una zona fertile estesa per dodici. 000 ettari: una delle oasi agricole più ricche d’Italia, con un microclima perfetto grazie alla vicinanza del mare e alla protezione delle montagne alle sue spalle.
Vi si praticano colture intensive a serre e frutteti di fragole, pesche, nettarine ed erbette per la I V gamma: insalata in busta pronta per essere consumata. A fianco della Piana si estende l’agricoltura di collina, vocata alla viticoltura e olivicoltura. La Piana è famosa anche per l’allevamento bufalino, con un patrimonio di oltre sette. 000 capi da latte con cui si produce la mozzarella, e per un altro prodotto degno di nota che sta rischiando di scomparire: il Fiaschello Battipagliese, una varietà di pomodoro autoctono che si caratterizza per la forma ad ampollina, il colore rosso vermiglio, un profumo intenso ma dolce e la polpa ricca e corposa.

Lascia il tuo commento
commenti