Il Covid-19 esige maggiore organizzazione, selettività e responsabilità

Le nostre spiagge pronte alla riapertura

L'assessore Valentina Pica: "Accessi contingentati anche alle spiagge libere per garantire sicurezza"

Attualità
Cilento mercoledì 20 maggio 2020
di Anais Di Stefano
Scogliera di Ascea
Scogliera di Ascea © Unico

Sin dall’antichità, il mare è il protagonista dell’incontro tra uomini e merci. Di viaggi dettati dal fato o alla ricerca dell’ignoto. Protagonista di scontri e battaglie. Nelle sue acque si sono consumate tempeste, ma anche morti. Dai suoi fondali, però, è possibile anche riemergere. Non dimenticherò mai la volta in cui lessi di un ‘tuffo nell’ignoto’. Ne “La lunga strada di sabbia”, Pasolini racconta del suo viaggio lungo l’Italia, da Ventimiglia a Trieste. A bordo di una Fiat 1100, durante tutto il mese di luglio, attraversa il Meridione. Dal suo taccuino emergerà una critica socio-politica dovuta all’incuria dei ceti dirigenti. Ma tratteggerà anche un Paese meraviglioso, affascinante, a tratti divino. Ebbene, giunto sull’ultimo lembo di costa – raggiunge un’isola di fronte Porto Palo – a notte fonda, decide di buttarsi giù per riemergere. Un’improvvisa uscita dalla storia, nelle acque mediterranee, per poi risalire e fondersi nuovamente con il caos ignoto e originario.

La sua è una discesa simbolica, poetica. Ma ecco potrebbe interessare tutti noi. Un perdersi, per poi risalire. Un tuffo nel vuoto per poi riprenderci le nostre vite. Spericolate, imperfette, infelici… cosa importa. Pasolini, nel ’59, non racconta un’Italia poi così diversa dalla nostra. E a ben guardare i nostri luoghi siamo smossi da quel fascino che aveva descritto lui. D’altronde la Campania si riconferma terza in classifica per qualità di acque. Ed oggi può vantare dell’ottenimento di 19 Bandiere Blu, di cui 13 cilentane. Salgono, inoltre, a 10 i siti marittimi premiati nella sezione ‘Approdi’. La Fee – Foundation for Enviromental Education – ha tenuto la cerimonia online, dando agli amministratori territoriali carica e speranza per l’estate 2020. Nel napoletano potremo tuffarci nelle acque di Massa Lubrense, Vico Equense, Anacapri e Sorrento. Così da salire su un gozzo e recarci nella Grotta Azzurra o fare un bagno nelle splendide insenature dedicata alla Regina Giovanna. Scendendo verso Sud incontriamo la costa del Cilento. Tanti i luoghi da esplorare: da Capaccio ad Agropoli; da Castellabate a Casal Velino; da Ascea a Sapri. Calette, insenature, sentieri selvaggi che sboccano sul mare, spiagge chilometriche e sabbiose.

Le nostre spiagge sono pronte alla riapertura. Quest’anno con maggiore organizzazione, selettività, responsabilità e protezione causa Covid-19. Ciò che conta, però, è abbandonare le nostre abitazioni e vivere un’estate quanto più normale. Certo, evitando l’affollamento e mantenendo la distanza sociale. Su questo almeno le linee guida sono chiare, dandoci un’anticipazione di come ci destreggeremo tra lettini e ombrelloni. Stabilimenti balneari con postazioni prestabilite; percorsi/corridoi per zona solarium, casse di bar e ristoranti; spiagge libere affidate alla gestione dei Comuni; cartellonistica specifica; controlli serrati anche con l’utilizzo di app; strutture ricettive riadattate.

Nonostante le tante limitazioni, il Cilento desidera ripartire e attende i suoi turisti. Piena soddisfazione anche per il Comune di Ascea. «Un effetto strano quello di partecipare ad una videoconferenza dietro ad una scrivania – spiega Valentina Pica, assessore al Turismo – senza poter gioire insieme al resto d’Italia. Un orgoglio territoriale, tuttavia, che conferma il lavoro svolto di anno in anno da tutte le amministrazioni costiere del Cilento. Perché Bandiera Blu è un riconoscimento al lavoro fatto fino a questo momento».

La consegna dei vessilli – tenutasi simbolicamente giovedì 14 maggio – arriva in un momento particolare ed incerto. Comuni, strutture ricettive, stabilimenti balneari sono in attesa per poter condurre al meglio la stagione. «Noi ad Ascea avevamo già ipotizzato – in base anche alle nuove indicazione – una gestione della spiaggia pubblica, con libera fruizione, prevedendo accessi contingentati». Un tipo di gestione controllata – prosegue l’assessore – che comporterà «uno sforzo immane da parte del personale preposto al controllo, ma che richiederà senso civico e responsabilità da parte dei cittadini». A questi ultimi, pertanto, si chiede di mantenere quelle abitudini green acquisite durante l’isolamento. Così da non compromettere l’ambiente. Insomma, garantire una stagione turistica in sicurezza, mantenendo il distanziamento sociale. Ma facendo in modo che si possa godere di una vacanza senza restrizioni per milioni di italiani che vorranno lasciarsi alle spalle i mesi del lockdown.

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