Segreto del vertiginoso successo che fin dalle primissime edizioni ha riscosso “La Costanza” è il rigore storico con cui è stato progettato e realizzato l’evento

Teggiano, 1993: la Pro Loco dà vita a “Alla Tavola della Principessa Costanza”

Sotto la guida quasi trentennale dell’allora presidente, Prof. Elio Cantelmi, ha esercitato un forte impatto propulsivo sulla valorizzazione e pubblicizzazione del patrimonio artistico-culturale locale e sul suo sviluppo.

Attualità
Cilento giovedì 02 luglio 2020
di Angela Cimino
Il Prof. Elio Cantelmi  “Alla Tavola della Principessa Costanza”
Il Prof. Elio Cantelmi “Alla Tavola della Principessa Costanza” © Unico

Le persone che lasciano il segno sono solitamente coloro che si sono distinte per pensiero e/o azioni elevati a beneficio della comunità. Nel caso di Teggiano, un segno impresso a caratteri indelebili nella memoria collettiva dei suoi abitanti è l’opera della Pro Loco, i cui membri sotto la guida quasi trentennale dell’allora presidente, Prof. Elio Cantelmi, mossi dall’amore grande per il proprio paese, hanno esercitato un forte impatto propulsivo sulla valorizzazione e pubblicizzazione del patrimonio artistico-culturale locale e sullo sviluppo di Teggiano come luogo di turismo.

Era l’11 agosto del 1993 quando nel borgo che ben ha conservato le sue caratteristiche di Ioppidum romano, un tempo roccaforte inespugnabile dei Sanseverino, conti di Marsico e principi di Salerno, al suon di tamburi, musiche antiche e danze medievali, tra spari di cannoni e sfilate in abiti d’epoca, si inaugurava la I edizione di quello che sarebbe divenuto uno degli eventi più emozionanti e spettacolari dell’estate campana, la rievocazione storica denominata “Alla Tavola della Principessa Costanza”, la cui eco, oggi, dopo ben 26 edizioni, ha conquistato una certa risonanza anche a livello nazionale.

Dal latino “a favore del luogo” l’associazione locale ha realizzato al meglio lo scopo di promozione e sviluppo del territorio cui è deputata. ‹‹Prendendo spunto da manifestazioni simili che all’epoca già si erano imposte nel centro Italia - spiega il prof. Elio Cantelmi - abbiamo pensato ad una rievocazione storica di un grande avvenimento del XV secolo: il matrimonio di Antonello Sanseverino, Principe di Salerno e Signore di Diano, con Costanza, figlia secondogenita di Federico da Montefeltro, Duca di Urbino››.

L’evento, che dal 1993 ha luogo ogni anno l’11, 12 e 13 di agosto, si apre a matrimonio già avvenuto a Urbino (1480). In occasione della visita dei principi al loro feudo, che aveva il privilegio di ospitarli per qualche giorno durante l’estate, vengono organizzati grandiosi festeggiamenti ai quali prende parte la popolazione tutta.

Segreto del vertiginoso successo che fin dalle primissime edizioni ha riscosso “La Costanza” è il rigore storico con cui è stato progettato e realizzato l’evento: la cura nei minimi particolari a cominciare dai costumi, per i quali sono stati redatti veri e propri “cataloghi” di modelli, stoffe, guarnizioni, scarpe ecc. alle ambientazioni, dai vecchi mestieri agli alimenti da proporre nelle taverne al fine di ricostruire il quadro cittadino dianense nel suo momento di massimo splendore. ‹‹Forse la caratteristica principale della nostra “Festa Medioevale” - afferma Cantelmi - è di aver fatto calare i partecipanti in un suggestivo ambiente medioevale costituito da figuranti, ricostruzioni, spettacoli di giocolieri, musici, dai vicoli del centro storico fino ad arrivare a spendere con i Ducati, i Tarì e i Tornesi, appositamente coniati sulle vecchie monete medioevali. La sensazione di chiunque è sempre stata quella di essere ritornati indietro nei secoli››.

Tre serate di puro spettacolo ed emozioni, i cui momenti salienti sono la rievocazione di un consiglio comunale dell’epoca realmente avvenuto, il palio dei sei antichi casali che componevano lo Stato di Diano e l’assalto al Castello, - spettacolo aggiunto negli ultimi dieci anni - in cui nel 1485 ebbe luogo la famosa “Congiura dei Baroni”.

Una rievocazione storica, al contempo manifestazione culturale e gastronomica, che se da un lato ha generato una straordinaria promozione turistica grazie soprattutto al passaparola delle decine di migliaia di visitatori, dall’altro ha suscitato una presa di coscienza degli stessi Teggianesi del grande valore artistico di tutto il Centro Storico e della grandissima potenzialità turistica del loro paese. ‹‹È questa – afferma Cantelmi - la conseguenza più grande che una simile manifestazione ha generato: “nuovi occhi” per vedere la “vecchia edilizia” non più come un ammasso di case da rimodernare con facciate al quarzo e lucenti infissi in alluminio ma edifici da restaurare e valorizzare con interventi mirati alla loro salvaguardia››.

Angela Cimino

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I commenti degli utenti
  • Rino De Lucia ha scritto il 04 luglio 2020 alle 22:08 :

    Finalmente uno scritto che rende il giusto merito all'amico Elio Cantelmi per essere stato uno dei padri, probabilmente il più importante e rappresentativo, della kermesse rievocativa in costume che ogni anno - di sicuro però salterà il corrente per le restrizioni dovute al problema del coronavirus - ad agosto mette Teggiano al centro del nostro comprensorio e non solo, come meta turistica. Rispondi a Rino De Lucia

  • Tommaso Rosa [socio della Pro Loco] ha scritto il 03 luglio 2020 alle 16:59 :

    L'articolo mi è piaciuto anche se presenta alcune inesattezze. Rispondi a Tommaso Rosa [socio della Pro Loco]

    Nicola Amabile ha scritto il 05 luglio 2020 alle 18:20 :

    Posso chiederle quali sono le inesattezze a cui si riferisce? Rispondi a Nicola Amabile