​Un gesto che assurge a simbolo acquista un potere rivoluzionario. È l'impeto a una ribellione verso ciò che non può essere mai giustificato.

A San Giovanni (Stella Cilento) nasce "Largo Mirabal": un angolo regalato alla memoria

Una panchina, una fontana, una scultura. Un posto in cui sedersi, lasciare il ricordo fluire, e fissarne gli esiti in un'immagine sola, che rifiuta ogni forma di abuso sulle donne.

Attualità
Cilento mercoledì 25 novembre 2020
di Francesca Schiavo Rappo
Largo Mirabal, San Giovanni (Stella Cilento)
Largo Mirabal, San Giovanni (Stella Cilento) © Unico

Un gesto che assurge a simbolo acquista un potere rivoluzionario. È l'impeto a una ribellione verso ciò che non può essere mai giustificato.

Il 25 novembre si celebra la Giornata internazionale contro la violenza sulle donne. La ricorrenza è stata istituita il 17 dicembre del 1999 dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite, ma, come molte altre celebrazioni istituzionali, riceve la sua legittimazione da un fatto storico risalente al 1960: l'uccisione delle sorelle Mirabal. Tre donne della Repubblica Dominicana, considerate scomode dal regime del generale di brigata Guardia Nazionale Rafael Leónidas Trujillo (1930-1961), dittatore.

Quella di Trujillo fu tra le dittature più sanguinose dell'età contemporanea e la vicenda delle sorelle Mirabal è solo una delle vicende di sopruso, oppressione e violenza che i suoi oppositori subirono.

Recandosi a far visita ai loro mariti in carcere, furono bloccate sulla strada da agenti del Servizio di informazione militare. Furono portate in un luogo isolato, e qui, a bordo dell'auto, torturate, stuprate, massacrate a colpi di bastone e strangolate.

Il brutale assassinio fu fortemente sentito dall'opinione pubblica, tanto che "il caso Mirabal" divenne simbolo della rivoluzione al regime.

La memoria dell'atrocità del trattamento ricorda a chiunque che qualsiasi forma di violenza va contrastata. Ad oggi il numero di donne che ha subìto almeno una forma di violenza fisica o sessuale ammonta a 2 milioni 435 mila, l'11,3% delle donne dai 16 ai 70 anni.

Sono 1 milione 517 mila (il 7%) le donne che hanno subìto violenza fisica. Le vittime della violenza sessuale sono 1 milione 369 mila (il 6,4%); le donne che hanno subìto stupri o tentati stupri sono 246 mila, (1,2%) (fonte Istat).

Una scarpetta rossa e ancora: le donne di Juarez, la città femminicida, idea dell'artista messicana Elina Chauvet. E il colore del sangue versato, senza avere nessuna colpa.

Largo Mirabal a San Giovanni è solo un angolo regalato alla memoria. Una panchina, una fontana, una scultura. Un posto in cui sedersi, lasciare il ricordo fluire, e fissarne gli esiti in un'immagine sola, che rifiuta ogni forma di abuso sulle donne. Lo spazio è stato inoltre donato al paese dall'intera comunità, in modo totalmente gratuito, moltissime sono state le collaborazioni, sia nella sistemazione dell'area che nel suo allestimento. Chi ha potuto e voluto ha partecipato attivamente, e così, Largo Mirabal è anche diventato un esempio di cittadinanza condivisa, di comune impegno per arricchire il borgo di un percorso della memoria. Come i suoi vicoli, anche largo Mirabal conduce ad un'altra prospettiva sul mondo, e sulle modalità di pensare alla donna e alla sua persona. La violenza esercitata in modo massivo su una categoria sociale è dominanza e la parità di genere non dovrebbe più essere messa in discussione. Un paese che sperimenta la bellezza del prendersi cura del suo territorio e contemporaneamente sceglie di dire "no" alla violenza di genere, seppur con un piccolo simbolo, ha fatto due volte bene.

Francesca Schiavo Rappo

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