"“La Prova del Cuoco” e “Masterchef” sono gli esempi più comuni. Questo fenomeno, involontariamente, è la rovina di tantissimi giovani"

Gli chef lavorano in cucina, non in televisione

​È difficile fare zapping a qualsiasi ora e non trovare un canale che parla di cucina

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Cilento martedì 09 gennaio 2018
di DIBBì
Gli chef lavorano in cucina, non in televisione
Gli chef lavorano in cucina, non in televisione © web

È difficile fare zapping a qualsiasi ora e non trovare un canale che parla di cucina. “La Prova del Cuoco” e “Masterchef” sono gli esempi più comuni. Questo fenomeno, involontariamente, è la rovina di tantissimi giovani. Sono programmi che portano i ragazzi (e i genitori) a pensare che, chi intraprende questa carriera, facilmente può diventare chef o aprire un’attività. Infatti, le richieste nelle scuole alberghiere per diventare cuochi è in continuo crescendo a danno di altri mestieri del settore, come addetti al servizio di sala o alla reception. I veri cuochi o chef non lavorano in televisione, ma in cucina e vi posso assicurare che non è un mestiere semplice come sembra. In televisione gli chef puntano a dimostrare la loro bravura, ma alla fine finiscono per esaltare soprattutto il loro carattere difficile, che è importante per fare audience. Per esperienza diretta, posso affermare che la maggior parte delle ricette che vengono preparate in TV sono belle da vedere, ma spesso sono immangiabili. Lavorare in cucina è molto interessante e si possono avere tantissime soddisfazioni, ma è un lavoro che chiede una grande dose di passione e sacrificio.

In una intervista del 2015, Gualtiero Marchesi, il più grande chef italiano dell’ultimo secolo, ha affermato che sono in tanti i cuochi che vogliono fare i creativi, ma sono in pochi a conoscere le basi della cucina. Non capiscono che è già difficile essere dei bravi esecutori, cioè prendere una ricetta e ripeterla fino all’ esasperazione, finché non si riproduce in modo perfetto. Aggiungono, interpretano, mettono del loro, ma non sanno trattare un filetto, né regolare la cottura della pasta o del riso. Altro che talent show che illudono i ragazzi. In cucina non ci si può improvvisare. Come nella musica, non si può diventare compositori senza essere prima dei perfetti esecutori. E questo richiede anni di allenamento e infinite ore davanti ai fornelli.

Non posso che essere d’accordo con il grande Marchesi ed invito i giovani a riflettere prima di intraprendere questa strada e ribadisco che i veri chef stanno in cucina e non in televisione!


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