La materia grigia decodifica onde dotate di una determinata “vibrazione” (frequenza)  e le converte in immagini che noi osserviamo.

I 2 estremi ottici

L'illusorio “nulla olografico” e “l'infinità” del microscopio elettronico, con immagini ingrandite oltre un milione di volte.

Cultura
Cilento giovedì 18 febbraio 2021
di Giuffrida Farina
I due estremi ottici
I due estremi ottici © Giuffrida Farina

Lo scorso articolo abbiamo analizzato alcune scoperte e  teorie del fisico francese Jean Fourier, spalancanti  un percorso conducente alla nascita della Televisione.L’odierno articolo contiene: un brano scientifico descrittivo (del “nulla olografico” e della “infinità” del microscopio elettronico) ed una conclusiva parte grafica/illustrativa dei due temi,di carattere fantasioso. Dunque,aggiungiamo altre due diramazioni scientifiche scaturenti da idee,elaborazioni matematiche e teorie di Fourier: 1) la rivelazione degli ologrammi; 2) altra notevolissima scoperta:il cervello umano opera in base ai principi contenuti nella Sua Trasformata,ovvero la - in tal modo definita - “Trasformata di Fourier”; difatti,le ricerche effettuate,intorno agli anni ’70,da Russel e Karen De Valois,sono sfociate in inoppugnabili verifiche e prove supportate da scienziati di tutto il mondo;in sintesi, la materia grigia decodifica onde dotate di una determinata “vibrazione” (frequenza)  e le converte in immagini che noi osserviamo: Fourier fornì una poderosa veste matematica alla decodificazione del cervello. Domanda: Ma queste immagini  rappresentano “vera realtà”, oppure sono  “illusori ologrammi” del mondo fisico? Potremmo citare Montale,il suo intimo segreto consistente nel non osservare  alberi/case/colli,definiti “inganno consueto”,”vuoto”,”nulla”…Che si convertirà in nuova materia/energia?La Fisica/Ottica affronta questo problema attraverso l’olografia. È una tecnica fotografica ideata da Dennis Gabor, fisico ungherese  (1900-1979);in virtù di tale metodo,lo scienziato ricevé nel 1971 il premio Nobel per la Fisica. Compì gli studi a Budapest e a Berlino,in Germania iniziò l’attività di ricercatore in qualità di ingegnere presso la Siemens; divenne,nel 1948 professore all’Imperial College di Londra, indirizzando le sue ricerche intorno ai problemi posti dall’Ottica elettronica (microscopi elettronici,piccole forme ed immagini vengono amplificate sfruttando fasci  di elettroni).Grazie all’avvento del laser,riuscì ad attuare la metodologia olografica. Illustreremo,in maniera “leggera”,innanzitutto il microscopio elettronico,descrivendone il principio di funzionamento e le applicazioni;poi,in termini semplici,chiariremo la tecnica olografica. Partiamo dal primo strumento,che consente all'osservatore una visione “ravvicinata” di strutture minute,comoda per opportuni esami ed analisi. I microscopi sono suddivisi in 2 categorie: microscopi luminosi (ottici) e microscopi elettronici. L’apparecchio ottico utilizza un insieme di lenti d’ingrandimento (obiettivo,vicino all’oggetto da osservare,ed oculare,dove appoggiamo l’occhio) inserite nel “tubo portalenti” ed ispezionanti  piccolissimi oggetti e minuscole strutture che non possono essere distintamente osservate ad occhio nudo,quali ad esempio le cellule.Oltre al sistema ottico, il microscopio possiede un sistema di illuminazione e una struttura di sostegno (stativo). Utilizza la rifrazione della luce (visibile e ultravioletta):la rifrazione è una “bifrazione”,una duplice frazione visiva in quanto un oggetto (es. un’asta di legno) immerso in 2 mezzi differenti (l’asta per metà è in acqua,l’altra metà è esposta all’aria)  appare come fosse stato piegato. In sintesi:i primi esperimenti dimostrarono che 2 lenti,montate in modo appropriato su una superficie cilindrica,manifestavano la capacità d’ingrandire le immagini. Galileo Galilei (1564-1642) immenso scienziato ed eccezionale praticone,costruì il primo apparato per una visuale d’immagini allargate,il cannocchiale, in virtù del quale strumento dimostrò che la Terra non è al centro dell’Universo ma ruota insieme a tutti gli altri pianeti intorno al Sole.Il ricercatore olandese van Leeuwenhoek (1632-1723) fu il primo ad osservare batteri e protozoi grazie a sue ricerche ed osservazioni che contribuirono a gettare le basi per le scienze della batteriologia e della protozoologia;utilizzando un microscopio di sua costruzione,riuscì ad osservare  le forme ed il comportamento dei microrganismi,è dunque considerato quale padre della Microbiologia. Nel caso  del microscopio elettronico,un fascio di particelle (elettroni) viene accelerato, in tal modo viene a generarsi “la luce” necessaria per ispezionare l’oggetto,poi un sistema di lenti  provvede alla formazione ed ingrandimento della immagine.Per distinguere particolari “oltremodo minuscoli” si ricorre a tal tipo di apparecchio:col microscopio elettronico è possibile ottenere un’immagine ingrandita oltre un milione di volte.Passiamo al “travestimento olografico”. Perché definirlo in tal modo?Ecco,potremmo inserire in tale contesto una poesia di Montale,perno della quale è  l’aspetto della materia terrena:alberi/case/colli che appaiono alla nostra vista sono entità illusorie, un inganno,vera realtà è il vuoto;tutto quel che ci circonda,tutti gli elementi,rappresentano travestimenti olografici. L’olografia è una tecnologia laser che consente la registrazione fotografica di oggetti nella loro estensione 3D,tridimensionale;aspetto singolare,l’ologramma (l’immagine olografica) viene a crearsi quando l’albero,la casa,il colle vengono colpiti dai raggi laser,ovvero da una luce laser;ma i tre montaliani elementi,in una prima fase non sono tali,in quanto si manifestano (sulla pellicola olografica) con una sequenza di cerchi,simili alle linee circolari che nascono quando si getta un sasso in uno stagno,formazioni ondose che si allargano in successione. Però,in una seconda fase,illuminando con luce laser questi cerchi presenti sulla pellicola,accade che -miracolosamente- osserviamo,nella loro tridimensionalità,l’albero,la casa,il colle; Montale mi perdonerà per i continui riferimenti a questa “prodigiosa” triade:dunque,vedremo apparire,nella loro “realità e solidità” i 3 sunnominati elementi. Attenzione,tale miracolosa comparsa persiste sino a quando è tenuta accesa la luce laser su di essi indirizzata,ma non appena viene spenta questa luce laser,quel che si riscontra sulla pellicola è la simultanea scomparsa dei 3 ologrammi.Sinteticamente:desideriamo fotografare un paesaggio impiegando la tecnica olografica,”imprimendolo” su una pellicola olografica. L’allegata raffigurazione illustra il principio olografico:Un “cannone” laser (nel disegno C.L.) spara un raggio (R.i.);questo raggio incidente R.i. impatta su uno specchio:una parte (R.a. 2 ovvero Raggio attivo 2) attraversa la superficie dello specchio,mentre un’altra metà di raggio (R.r. 1) viene riflessa,ossia rimbalza sullo specchio ed in direzione obliqua colpisce l’oggetto da riprodurre (S=soggetto),dove subisce un nuovo rimbalzo dunque perviene sulla figura d’interferenza (F.I.);in essa F.I. vengono a formarsi delle onde circolari (l’ologramma). Ora,tali figure d’”onde ologrammatiche” impresse sulla pellicola olografica,sono ulteriormente convertibili:trasformabili nella immagine tridimensionale dell’albero-casa-colle,grazie all’impiego di una ulteriore luce laser illuminante la pellicola olografica; su di essa vedremo apparire i 3 reali “Montaliani elementi”. Ma in effetti,tali reali “Montaliani elementi” sono un inganno visivo,entità illusorie:difatti,spegnendo la luce laser riscontriamo la scomparsa degli elementi fotografati,insomma nessuna stabile permanenza di figura ritratta disattivando la lampada laser,non rimane alcunché di impresso. Applicazioni dell’olografia tridimensionale:l’utilizzazione pratica di tale metodo d’indagine,è universale;nel senso che viene applicato  in ogni settore della attività umana,dalla Medicina alla Ingegneria,dalla Cinematografia all’Architettura,dall’Arte ai circuiti integrati (miniaturizzati) della Microelettronica…Relativamente alla consueta rappresentazione grafica in accordo con i temi trattati:TV olografica e microscopio elettronico sono inglobati in una mia futuristica duplice visuale:la “visionaria” rappresentazione d’un Personaggio che verrà partorito dalla TV olografica,l’Homo Olograficus.Un altro futuro Personaggio che ho ideato,l’Homo Microscopium-Saepem,è un Essere tecnologico-naturistico “Microscopio-Siepe”:il futuro  essere umano riuscirà ad amplificare la sua visuale milioni di volte rispetto a quella attuale;inoltre,inquadro l’elemento “siepe” analogo all’essere umano,attuando esso elemento  una duplice azione:difensiva ed ornamentale.Credo sintetizzabile,in tali 2 atti, l’esistenza; tanto dell’umano Homo Sapiens, quanto della triade umano-tecnologica:HomoVidens, Homo Olograficus, Homo Microscopium-Saepem.  

Giuffrida Farina

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