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Il MOA ad Eboli e i Musei dello sbarco a Salerno e a Nettuno

Ecco i musei da visitare per conoscere a fondo lo sbarco degli alleati

Cultura
Cilento venerdì 22 settembre 2017
di Veronica Gatta
Operazione Avalanche
Operazione Avalanche © unico

MOA – Eboli

Il Museo dell’Operazione Avalanche si trova all’interno del complesso monumentale del XV secolo detto della SS. Trinità. L’edificio, per la sua struttura, riveste particolare importanza storica per la sua architettura rinascimentale. Il museo, inaugurato il 9 settembre 2012, dispone di uno spazio multimediale e tridimensionale che, attraverso immagini, musiche, video, fotografie e reperti, è in grado di raccontare i diversi accadimenti legati agli eventi dell’Operazione Avalanche.

L’allestimento statico del Museo, che occupa circa 1.500 m2, è improntato, da un lato, alla ricostruzione dell’aspetto militare con armi, divise, cimeli, dei 4 eserciti protagonisti dei combattimenti, in buona parte frutto delle varie campagne di scavo intraprese nella zona dei combattimenti; dall’altro, con oggetti della cultura materiale dell’epoca, diari di guerra, documenti ufficiali e scritture private, a rievocare le condizioni di vita, l’immaginario collettivo, gli stili di vita delle comunità campane che furono catapultate al centro del conflitto più cruento della storia dell’umanità.

L’orgoglio del Museo della Operazione Avalanche è la Sala Emozionale. In questa sala, attraverso l’uso delle moderne tecnologie, lo spettatore è trasportato sirettamente sui campi di battaglia della Operation Avalanche.

Qui sono allocati due schermi (uno verticale e uno orizzontale) che proiettano contemporaneamente immagini e filmati dell’operazione militare. Lo schermo verticale mostra filmati storici accompagnati dai commenti audio di Robert Capa, John Steinbeck e Jack Belden. Lo schermo orizzontale, che si sviluppa su una carta topografica in 3D, mostra la mappa della guerra e i luoghi dello sbarco e della battaglia. Per lo spettatore, la visita della Sala Emozionale rappresenta un’esperienza unica e commovente.

Parco della memoria della Campania - Il Museo dello Sbarco e Salerno Capitale

L’Associazione “Parco della Memoria della Campania” è nata con l’intento di ricordare gli avvenimenti della nostra regione nel 1943-1944: lo Sbarco Alleato a Salerno, il successivo periodo di Salerno Capitale provvisoria, il campo di concentramento ebreo di Campagna, le gloriose Quattro Giornate di Napoli, le criminali stragi di civili da parte dei nazisti in tanti comuni della nostra regione, le vittime dei bombardamenti, la battaglia di Mignano Montelungo… solo per ricordarne alcuni.

Il Museo dello Sbarco vuole offrire agli adulti un’occasione per ricordare eventi vissuti in prima persona o dai proprio familiari, per i più giovani, e, specialmente per gli studenti, è un invito a scoprire i musei non solo come contenitori di documenti ma anche come luoghi di “memoria viva”. Gli oggetti contenuti in questo museo sono reali, possiedono un’aura di autenticità, affascinano, possono essere toccati e possono suscitare quel timore reverenziale che fa del cimelio il motivo di un’analisi ravvicinata dei fatti storici.

Museo dello Sbarco Alleato – Nettuno

Il 22 gennaio 1944, alle due di notte, la flotta del VI corpo d'armata alleata, agli ordini del generale John Porter Lucas, munita di 253 unità anfibie e 140 unità da guerra, iniziò lo sbarco sulla costa di Nettuno e Anzio. Il 31 maggio gli alleati entrarono a Velletri e Frosinone. Il 4 giugno, dopo aver espugnato la linea di resistenza sui Colli Albani, combattevano nei sobborghi di Roma e a mezzogiorno del 5 giugno 1944, un comunicato speciale annunciava la liberazione di Roma. Allontanatasi la guerra, i nettunesi sfollati nell'Italia meridionale, potevano tornare nelle loro case, insieme con la statua della Madonna delle Grazie, che era stata portata al sicuro a Roma. Il Museo dello sbarco alleato, all'interno del Forte Sangallo, conserva preziosi documenti, suppellettili, uniformi, elmetti, fotografie d'epoca, mappe, resoconti dei corrispondenti di guerra, filmati in videocassetta, riproduzione di giornali d'epoca e materiale bellico rinvenuto nella zona di Nettuno ed Anzio. È meta costante di reduci e loro familiari, studenti e cittadini comuni.

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