Intervista a Biancarosa Di Ruocco della compagnia teatrale “Per Gioco”

Teatro a Capaccio Paestum

La magia del palcoscenico rende migliore il mondo, lo abbellisce, lo esalta e lo trasforma, seppur nella sua casualità, in una affascinante arte umana.

Cultura
Cilento lunedì 07 ottobre 2019
di Glicerio Taurisano
Compagnia Teatrale Per Gioco
Compagnia Teatrale Per Gioco © Unico

Dare un senso alla vita, così si esprimeva il grande Eduardo nel descrivere il teatro. E in fondo in fondo aveva ragione, specialmente se, quel senso della vita, vorremmo trovarlo oggi tra mille difficoltà sociali, culturali e comunicative. Chissà, magari è proprio attraverso il teatro che noi individui possiamo tirare fuori da un libro la poesia per renderla umana, così come narrava il poeta e regista teatrale spagnolo Federico Garcia Lorca. Ecco dunque che la magia del palcoscenico rende migliore il mondo, lo abbellisce, lo esalta e lo trasforma, seppur nella sua casualità, in una affascinante arte umana. A Capaccio Paestum non abbiamo, ancora, un teatro attraverso il quale bravi attori possono trasferire al pubblico sensazioni, divertimento e cultura. Ma abbiamo però compagnie teatrali con bravi attori, Ed è proprio nella possibilità di avere un luogo dove recitare che abbiamo incontrato sul territorio la Compagnia Teatrale “Per Gioco”, nella persona di Biancarosa Di Ruocco, insegnante, regista teatrale e bravissima attrice; così da incamminarci verso la conoscenza di questa antica arte che i greci la vollero prima come rilevanza religiosa e in seguito di importanza sociale.

Quando è nata la vostra Compagnia e su idea di chi?

La nostra compagnia nasce nel 2017 con la chiara intenzione di divertirci, su richiesta di un gruppo di persone intenzionate a fare teatro, quindi Io (Biancarosa Di Ruocco, n.d.r.) e Don Giuseppe Sette (Parroco di Ponte Barizzo e Gromola, n.d.r.) abbiamo organizzato questo team artistico dimostratosi da subito affiatato e propenso alla recitazione.

La scelta del nome è casuale?

È proprio grazie al fatto che la compagnia è nata per divertirci e far divertire che prende il nome “Per Gioco”, il gioco della finzione e il fatto che sono stati tanti, giovani e meno giovani con una età compresa dai venti ai cinquant'anni, a volersi mettere, appunto, in gioco.

Quanti spettacoli avete fatto fino ad oggi e chi sono gli attori?

Abbiamo realizzato sei spettacoli. Gli attori sono ragazzi e adulti del comune di Capaccio Paestum e a volte partecipano anche persone di Agropoli e comuni limitrofi.

Quali commedie preferite portare in scena?

Di solito mettiamo in scena delle commedie ma quest'anno ci siamo cimentati anche con due Musical che trattano argomenti di importanza sociale. Uno sul bullismo e l'altro sulle morti su strade.

Quale è stata la scuola formativa per recitare?

La formazione si base sulle mie conoscenze professionali; infatti mi occupo della regia e della preparazione artistica.

Come e in base a cosa vi dividete i ruoli da recitare?

Di solito l'assegnazione avviene sulla base della disponibilità delle persone, poi successivamente si legge il copione e a seconda delle caratteristiche dei personaggi vengono assegnati i ruoli.

Potete descriverci una vostra messa in scena attraverso quali impegni, lavori e responsabilità avviene?

Per quanto riguarda gli impegni ciascuno assume compiti specifici che richiedono la conoscenza del copione e quindi la presenza costante alle prove, che di solito si svolgono con due incontri settimanali, e in prossimità della data dello spettacolo anche tutti i giorni. I nostri spettacoli vengono messi in scena a Ponte Barizzo ma anche alla Provvidenza (Cine-Teatro, n.d.r.) di Vallo della Lucania nonché in altri posti del Cilento.

E' stato difficile trovare a Capaccio Paestum persone appassionate di teatro e brave nel recitare?

Trovare persone interessate al teatro non è stato per niente difficile; qui sul territorio sono molte le persone amanti di quest'arte e che hanno inoltre anche capacità espressive e comunicative, abilità queste indispensabili nella recitazione.

Alcuni giorni fa l'Amministrazione Comunale ha annunciato la conclusione dell'accordo per ripristinare l'ex Cinema Miriam, il quale sarà destinato in un Cine-Teatro, la compagnia teatrale "Per Gioco", avendo ormai esperienza nonché persone preparate nel settore, quali suggerimenti darebbe in merito?

Noi tutti della compagnia teatrale “Per Gioco” suggeriamo di valorizzare, attraverso dei laboratori permanenti tutte le attività che ruotano intorno al teatro. Quindi mettere in risalto non solo la capacità attoriale ma anche autoriale, scenografica, registica e prettamente tecnica. Con lo scopo di far funzionare la struttura teatrale mettendo in campo tutte le risorse presenti sul territorio, che sono espressione artistica a 360 gradi. Tutto questo a partire dalle scuole le quali rappresentanola massima risorsa esistente. In sostanza avere un teatro sì, ma con la possibilità che questo sia anche un luogo di studio, di cultura e di aggregazione.

Una vostra frase per definire il teatro?

Il teatro è la terapia adatta a tutti quelli che hanno qualcosa dentro e sentono l'esigenza di tirarlo fuori.

Progetti per il futuro?

Il progetto ultimo che abbiamo realizzato è una commedia in tre atti, scritta da un autore napoletano e da noi riadattata. Il titolo è “A ricchezza d'a povertà”. Siamo andati in scena sabato 28 settembre 2019 a Ponte Barizzo nella piazza della Chiesa. Dopodiché inizierà un laboratorio teatrale che avrà la sua durata fino a maggio. All'interno del laboratorio si apprenderanno varie tecniche teatrali e ha lo scopo di formare tutti coloro che vogliono avvicinarsi e interessarsi al teatro. In seguito verrà presentato un saggio che si svilupperà nel corso del laboratorio stesso.

Un ringraziamento alla regista della Compagnia Teatrale “Per Gioco” Biancarosa Di Ruocco per la sua disponibilità e a tutto il gruppo di attori, dei quali siamo certi che, unitamente ad altre compagnie e attori del territorio, potranno regalarci il sapore della magia teatrale con l'auspicio che finalmente si possa avere anche un teatro dove esprimersi e soprattutto accrescere la cultura territoriale.

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