La struttura di rete descrive lo schema paradigmatico della televisione.

Cinque moderne rivoluzioni sensibilmente modificanti l’assetto sociale

E' in corso una lenta ed inesorabile realizzazione della creazione di un modello selettivo ed elitario di società, azione tale da sconcertare ed impallidire persino Darwin.

Cultura
Cilento lunedì 26 ottobre 2020
di Giuffrida Farina
Cinque moderne rivoluzioni sensibilmente modificanti l’assetto sociale
Cinque moderne rivoluzioni sensibilmente modificanti l’assetto sociale © Giuffrida Farina

È ormai chiarissimo, penso abbiamo compreso tutti in quanto agevolmente intuibili due concetti: la nostra privacy viene continuamente violata, inoltre è in corso una lenta ed inesorabile realizzazione della creazione di un modello selettivo ed elitario di società, azione tale da sconcertare ed impallidire persino Darwin, che di queste cose se ne intendeva. Stati e potenti Organizzazioni controllano tranquillamente la nostra vita privata e tutti i nostri movimenti, in rete e al di fuori di essa: film che guardiamo, e-mail scambiate, foto che scattiamo, i giochi preferiti dei ragazzini, le chat e le notizie che attirano sono maggiormente coinvolgenti ai fini di un dialogo (telematico), e via proseguendo… Coloro che ci sorvegliano lo sanno. Attentamente vigilano e conoscono alla perfezione le nostre “mosse sociali”. Con le odierne tecnologie (da quelle note sino a quelle al popolo mondiale ignote, di queste ultime chissà quante ne esistono) è possibile scandagliare tutto intorno a noi. Social Network, affini reti sociali ed Organizzazioni che le coordinano, adesso rappresentano regimi autoritari; il controllo rigoroso della rete implica che i sudditi (utenti di rete telematica) non sviluppino pericolosi pensieri “rivoluzionari”. E quand’anche oggi si raggiungesse una situazione talmente drammatica da indurre le popolazioni del mondo alla rivolta, si può esser certi che la rivoluzione non avverrà mai: qualora lo scenario si incanalasse in una condizione insostenibile per i cittadini, ridotti a fame e miseria assolute, gli Stati si attiverebbero in maniera da elargire ai sudditi una parte delle loro richieste, soddisfacendo parzialmente quel che invocano, in modo da tenerli tranquilli e impossibilitati ad ulteriori velleità rivoluzionarie. Insomma, nei “paesi industrializzati”, guerre civili scaturenti da un acuirsi di tale odierno contesto, non scoppieranno mai. Di converso, ve ne sono centinaia nel mondo coinvolgenti piccole Realtà, le industrie belliche introitano in abbondanza vendendo armi da utilizzare in tali conflitti. Sui quali viene steso un impietoso silenzio. Tornando alle reti telematiche, anche utilizzando reti private virtuali dove identità e contenuti dovrebbero risultare segreti, essi possono essere facilmente bypassati attraverso (anche in tale evenienza a noi sconosciute) iper evolute tecnologie. Dunque, non vi è necessità di idealmente osservare il futuro, attualmente applicazioni spia sui cellulari consentono alla Rete di Controllo Mondiale il monitoraggio di tutte le nostre attività. Inclusa quella del manifestare il libero pensiero da parte di chiunque, non vincolato a preordinati modelli: modalità illusoria di far sentire liberi i sudditi: l’Egemone torreggiante Padronanza, consente ai sottoposti di scrivere qualsiasi cosa, in maniera che essi assoggettati si illudano di non essere sottomessi ad alcun dominio, che posseggano una sorta di sovranità… Esprimibile manifestando la cultura del disprezzo e della svalutazione nei confronti di persone che in realtà rappresentano “pure idee”: è ovvio che chi detiene il potere abbia tutto l’interesse di “utenti telematici l’un contro l’altro armati” in luogo del palesare rispetto ed amore reciproci, in tal modo vengono perentoriamente allontanati pericolosi pensieri… I circuiti elettrici e le particelle che si scambiano fotoni tra di loro rappresentano esempi di interconnessione tra reti; molti sono gli esempi interessanti le “reti”, ad esempio la catena alimentare, la rete elettrica, la rete telefonica, le trasmissioni di programmi televisivi. La struttura di rete (da una sola FONTE CENTRALE a tantissimi UTILIZZATORI IDENTICI) descrive lo schema paradigmatico della televisione: si tratta di un mezzo di trasmissione che distribuisce istantaneamente una singola fonte al pubblico, analogamente i programmi radiofonici e qualsiasi video in diretta sugli odierni social media. Ecco, e se i detentori del potere mondiale tendessero ad un tipo di analoga società? La distribuzione simultanea di ordini ad un popolo mondiale “osservante” (ubbidiente): questo modello concernerà gli esseri umani? Credo evidente l’aspetto della televisione imponente una spersonalizzazione dell’individuo, esistendo per chiunque la possibilità di apparire inquadrato da una telecamera: fattore trainante della creazione dell’immediatamente visibile ovvero dell'immagine del soggetto inquadrato che si illude di essere una sorta di rivoluzionario Danton/Marat/Robespierre coinvolgente le masse oppresse ovvero i telespettatori… E cosa potrebbe risultare più efficace del fornire una tale illusione, per colui (per le entità) che deve (devono) mantenere il potere? La continua pressante oscillazione, altalena di terrore/fine del terrore e viceversa che stiamo vivendo: possiamo evidenziare un esempio di Fisica, concernente l’equilibrio. Il termine evoca stabilità, difatti in Fisica rappresenta lo stato di un corpo “a riposo”, fermo, dunque tutte le forze su esso agenti si controbilanciano. Si manifesta in 3 forme: vi è equilibrio stabile (esempio del pendolo, o di una pallina appesa a un filo) quando un corpo, sollecitato, ritorna nella posizione iniziale senza alcun apporto esterno; poi c’è l’equilibrio instabile, esempio d’esso è fornito da una matita “in piedi” sulla punta, essa cadrà sul tavolo; infine l’equilibrio indifferente, esiste quando il corpo, nonostante subisca un movimento, rimane in equilibrio in qualsiasi posizione, a titolo d’esempio un oggetto spostato su un tavolo. Ecco, si sta preparando la succitata forma di equilibrio pendolare stabile, insomma un altalenante sequenza di terrore/fine terrore e viceversa, condizione idonea, anzi ideale, per la “stabile permanenza” del potere. L’associata immagine evidenzia 5 “moderne rivoluzioni” che hanno perentoriamente trasformato la condizione della Collettività: l’utilizzo della rete telematica Internet, la realtà costituite dagli incontri virtuali onde scambiarsi foto/video/messaggi, l’avvento dei dispositivi mobili e sensori “percepenti” la realtà, il localismo politico e l’incrementato percento di fenomeni di autonomia e di polarizzazione.

Giuffrida Farina

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