il 'Fondo di sostegno ai comuni marginali' per gli anni 2021-2023. Si tratta in totale di 180 milioni euro assegnati a 1.187 comuni,

Parco del Cilento Diano Alburni, assegnato il 'Fondo di sostegno ai comuni marginali’

Sono 50 i comuni compresi nel perimetro del parco destinatari del fondo

Economia
Cilento venerdì 09 settembre 2022
di Bartolo Scandizzo
Morigerati foto tratta dal Calendario del Cammino del Parco di Gabriele Conforti
Morigerati foto tratta dal Calendario del Cammino del Parco di Gabriele Conforti © Unico Settimanale

È stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri che ripartisce il 'Fondo di sostegno ai comuni marginali' per gli anni 2021-2023. Si tratta in totale di 180 milioni euro assegnati a 1.187 comuni, selezionati per le loro condizioni particolarmente svantaggiate, in quanto a forte rischio di spopolamento, con un Indice di vulnerabilità sociale e materiale (IVSM) elevato e con un basso livello di redditi della popolazione residente.

Attraverso questi criteri, il DPCM - adottato su proposta del ministro per il Sud e la Coesione territoriale - individua 1.101 comuni meridionali, ai quali andranno oltre 171 milioni di euro (il 95,2% del totale), 52 comuni dell'Italia centrale (per 5,5 milioni di euro) e 34 del Nord (3,1 milioni di euro). L'elenco completo dei comuni beneficiari e del relativo contributo assegnato è disponibile qui.

Nell’area del Parco Nazionale del Cilento Vallo di Diano e Alburni sono 50 i comuni destinatari del fondo. I destinatari del finanziamento sono stati selezionati in base ai seguenti criteri: Popolazione nel 2019, perdita di abitanti dal 1981 al 2019, distanza media di reddito dalla media dei comuni italiani, dati sullo spopolamento, numero abitanti attuali e reddito pro-capite dei residenti.

Saltano all’occhio, però, alcuni comuni come Sala Consilina, Teggiano, Padula, Roccadaspide, Sassano che, soprattutto chi vive in questo territorio, li considera centri importanti che attirano molti cittadini dalle aree interne svuotando i paesi collinari e montani che orbitano intorno ad essi. Pertanto, da un lato si vorrebbe dare un aiuto ai comuni che vorrebbero trattenere, dall'altro si incentiva i pù grandi ad aumentare la loro forza di attrazione!

Infatti, le risorse potranno essere utilizzate per tre categorie di interventi nei territori soggetti a spopolamento:

  • adeguamento di immobili comunali da concedere in comodato d'uso gratuito per l'apertura di attività commerciali, artigianali o professionali;
  • concessione di contributi per l'avvio di attività commerciali, artigianali e agricole;
  • concessione di contributi a favore di chi trasferisce la propria residenza e dimora abituale nei comuni delle aree interne, come concorso per le spese di acquisto e ristrutturazione dell'immobile (massimo 5.000 euro a beneficiario).

Inoltre, i comuni svantaggiati potranno concedere gratuitamente propri immobili da adibire ad abitazione principale o per svolgere lavoro agile.

Il Dipartimento per le politiche di coesione ha pubblicato le FAQ per rispondere ai quesiti più ricorrenti in merito ai contenuti del DPCM. Lo stesso Dipartimento provvederà all'erogazione del Fondo per l'annualità 2021. All'Agenzia per la coesione territoriale spetterà invece monitorare l'effettivo utilizzo delle risorse. Infatti, se il comune non avrà attribuito il contributo ai soggetti beneficiari entro sei mesi dalla chiusura dell'annualità precedente, esso sarà integralmente o parzialmente revocato. A tale verifica sarà subordinata anche l'erogazione delle successive annualità.

Pertanto sarebbe importante che i sindaci destinatari di risorse destinate a finanziare precisi interventi tesi a trattenere e ad attrarre risorse umane nei loro comuni comunicassero in modo preciso come sono state o saranno impiegate e quali risultati sono stati raggiunti o si intendono raggiungere nell’immediato futuro.

Nel nostro tempo siamo invasi di centinaia di messaggi al giorno per renderci partecipi di ogni evento programmato per rallegrare la nostra vita "sociale", ed è relativamente facile rendere partecipi i cittadini di iniziative che hanno l’obiettivo di mantenere in “vita” i borghi avviati ad un lento quanto inesorabile declino demografico.

L'Ente Parco che potrebbe assumere un ruolo di coordinamento dando supporto ai 50 comuni destinatari del fondo, come in tante altre occasioni, preferisce tenersi fuori dalla mischia per evitare di farsi trascinare in dinamiche che, solo se governate,  sarebbero in grado di dare un senso di unità del territorio che, purtroppo, è di là da venire.

Quell'unità che è necessaria se si vorrà tentare di dare un'anima all'area compresa nel perimetro del Parco. Di questo elemento basilare dovrà tenere conto chi assumerà la guida dell'ente quando sarà passata l'orgia politica-elettorale che da tempo tiene ferma ogni cosa.

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