Nel 2018, Luigi Scorziello e Antonio Marino le hanno dato una casa funzionale alle ambizioni per il futuro

Rocco D’Urso, Antonio Marino e 200 soci fondatori crearono la Bcc di Aquara nel 1977

"Di tutte le Bcc che conosco, la Bcc di Aquara è stata l’ultima a dotarsi di una struttura operativa definitiva nonostante una crescita che negli oltre 40 anni di vita non ha avuto soluzione di continuità"

Economia
Cilento martedì 11 settembre 2018
di Bartolo Scandizzo
Antonio Marino e Rocco D’Urso
Antonio Marino e Rocco D’Urso © Unico Settimanale

La Bcc di Aquara oggi ha una sede! Una casa di proprietà costruita nel tempo lungo di un’intera esistenza: 41 anni. Di tutte le Bcc che conosco è stata l’ultima a dotarsi di una struttura operativa definitiva nonostante una crescita che negli oltre 40 anni di vita non ha avuto soluzione di continuità. Nell’intervista che il direttore, Antonio Marino, ci ha concesso nell’occasione dell’inaugurazione della sede sulla SS 18 in Capaccio Paestum, ha dichiarato “La Banca è cresciuta ed è in grado di sopportare agevolmente le quote di ammortamento della spesa per la nuova sede di proprietà”. Più volte ho affrontato con lui questo argomento e la risposta che mi continuava a dare era che “con i soldi che si sarebbero dovuti immobilizzare per acquistare una sede, preferiva renderli disponibili per prestarli ai soci ed ai clienti”. Per anni si è andati avanti con una struttura direttiva diffusa sul territorio e organizzata tra Aquara, Capaccio Capodi fiume e le singole filiali dove Antonio Marino ha esercitato una direzione diffusa coadiuvato da Luigi Scorziello a gestire le relazioni con enti e associazioni.

Si è trattato di un modo singolare di interpretare i ruoli di direttore e di presidente. Una presenza costante sul territorio che ha esteso ben oltre i luoghi deputati all’erogazione del credito (sede centrale e filiali) la possibilità di approcciare i problemi, discuterne con soci e clienti, acquisire credibilità, organizzare il consenso, gestire i problemi.

Questo, però, non deve far pensare che si sia trattato di un modo “allegro” di fare banca. Anzi, lo scrupolo con cui è gestita l’erogazione finale di prestiti, concessione di mutui, presa in carico di capitali … è stato sempre scrupoloso, oserei dire “maniacale”.

Non questa l’occasione per fare bilanci definitivi di un’esperienza ultra quarantennale di una classe dirigente. Ma ricordare come è stato possibile che una piccola banca nata tra le colline della Valle del Calore in un paese posto sulla sponda Alburnina del fiume è un esercizio utile a dare atto a chi ha fatto bene il proprio mestiere.

Nel preparare questo numero di Unico dedicato alla festa della Bcc di Aquara che apre la sua nuova sede, siamo andati a scorrere i numeri arretrati de nostro giornale (http://www.unicosettimanale.it/archivio) nato nel 1995. Ebbene, ogni articolo, intervista, evento che ha riguardato la banca richiama alla mente una piccola tappa di avvicinamento alla realtà che oggi abbiamo davanti agli occhi.

Ricordo con un pizzico di emozione l’intervista che feci a Rocco D’Urso nella sua casa di Aquara. Si fece trovare con un socio fondatore e ci sedemmo intorno ad un tavolo e cominciammo a parlare. Era un dovente di scuola media in pensione. Parlammo prima un po’ di argomenti legati alla scuola e poi entrammo nel merito dell’incontro: ricordare insieme la storia della banca che aveva fondata, anzi rifondata, con Antonio Marino un giovane figlio di questa terra. Rifondata perché Rocco partì dalle esperienze tedesche del 19° di credito sociale, continuò con l’esperienza di cooperazione avviata e poi stroncata sotto il periodo fascista, e infine riportata a nuova vita nel 1977 con l’iniziativa di 200 soci, la metà ancora in vita, che versarono la quota di € 75 al valore di oggi. Rocco D’Urso ha lasciato un’impronta forte su di me. Mi resi conto che, pur spendendo la propria vita in una piccola realtà, si può mirare a realizzare grandi progetti.

La Bcc di Aquara ha dato lavoro a tanti giovani che hanno potuto realizzare il sogno di avere un lavoro e farsi una famiglia qui dove sono nati. Solo questo basterebbe a rendere onore al merito ai 200 coraggiosi soci fondatori ed ai due protagonisti che li cercarono, convinsero e poi guidarono da allora fino ad oggi. Anche le tante aziende e famiglie, che hanno potuto emergere e realizzare i loro sogni di vita, dovrebbero essere riconoscenti a quegli uomini e donne.

Anche la scelta della sede è improntata alla sobrietà e, soprattutto, alla funzionalità. Posizionarsi sulla SS 18 è un modo di riaffermare il principio di voler essere raggiungibile in modo relativamente veloce da ogni realtà in cui la banca ha competenza: da Salerno ad Agropoli passando per Pontecagnano, Battipaglia, Valle del Sele, Eboli, Campagna, Capaccio Paestum, Valle del Calore con Roccadaspide e Castel San Lorenzo, e, a breve, anche ad Agropoli.

Rocco D’Urso, Antonio Marino e 200 soci fondatori fondarono la Bcc di Aquara nel 1977 e l’hanno accompagnata nella sua crescita finora. Nel 2018, Luigi Scorziello e Antonio Marino le hanno dato una casa funzionale alle ambizioni per il futuro che, in ogni caso, non potranno che essere al servizio di vive e svolge l’attività d’impresa nella realtà della provincia a sud di Salerno.

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