Da rivedere la legge 42 ed il ruolo delle Comunità Montane!

L'assessore regionale dell'agricoltura visita la nostra realtà produttiva, articolo dello 01/08/2000

Gennaro Mucciolo ha invitato Vincenzo Aita, neo-assessore regionale all’agricoltura, a conoscere le maggiori aziende agricole della nostra Valle: le cooperative Val Calore, La Rocchese, La Castellese, Difesa Nuova e Il Marrone

Economia
Cilento sabato 23 novembre 2019
di Bartolo Scandizzo
Profilo di Vincenzo Aita
Profilo di Vincenzo Aita © web

L’ospite ha subito aderito e il 18 luglio scorso, accompagnato dal Mucciolo, ha compiuto il suo primo tour nella Valle del Calore conclusosi presso la Coop. Val Calore dove ad accoglierlo c’erano gli altri titolari d’impresa, numerosi Sindaci e professionisti. L’incontro operativo si è così trasformato in un vero e proprio confronto politico economico. Dopo i saluti del Presidente Pasquale Graziuso, Gennaro Mucciolo ha introdotto i lavori invitando i presenti a sottoporre all’Assessore i problemi delle singole aziende o proposte operative su cui richiamare l’attenzione. Gustavo Peduto, direttore della Val Calore, forte dei successi della Cooperativa, ha subito affondato il colpo chiedendo verifiche e controlli sui vigneti denunciati in provincia di Salerno per garantire una concorrenza leale sia relativa alla bontà del prodotto sia agli aspetti fiscali. Ha poi sottolineato la necessità di attrezzare velocemente gli uffici periferici per pianificare il catasto vitivinicolo, che è il presupposto per il reimpianto delle vigne in base alle nuove quote EU. Donato De Rosa, presidente della Comunità Montana Calore Salernitano, ha consegnato ad Aita un elenco di richieste d’interventi inderogabili per il rilancio del ruolo dell’Ente. Ha inoltre sollecitato la Regione a sostenere il “Patto Territoriale Alburni-Calore” (stessa richiesta è stata fatta dal Dott. D’Alessandro della società che ha istruito la pratica). Luigi Scorziello, presidente della Coldiretti Provinciale, ha sottolineato il fatto che la richiesta di sostegno che viene dagli operatori della Valle va assecondata per continuare nella tradizione che ha visto la politica agricola sempre al servizio del cittadino. Geppino Parente ha posto l’accento sul fatto che solo le imprese con fini solidaristici possono dare speranza ad una zona interna con limitate capacità produttive. Ecco perché è stato proposto la creazione di un Distretto Rurale (vedi articolo a parte) il cui studio di fattibilità è stato già avviato e cofinanziato dalla Provincia di Salerno (70 ml), dalla Val Calore (20 ml) e da un istituto bancario (10 ml). Guglielmo Capuano, presidente de “Il Marrone”, ha sollecitato interventi per consentire una sistemazione del terreno dove si trovano i castagneti al fine di rendere praticabile la lavorazione meccanica sia nella fase di pulitura, sia in quella della raccolta. Inoltre ha sottolineato la necessità di aiutare l’azienda nella fase della commercializzazione sia tradizionale, sia via internet. Antonio Conte, consigliere provinciale e presidente della Commissione Agricoltura a palazzo S. Agostino, ha dato piena disponibilità dell’Amministrazione Provinciale a fare la propria parte per sostenere le legittime richieste degli operatori. Ha anche preannunciato un convegno sull’agricoltura in provincia di Salerno dove si potranno individuare strategie unitarie per il rilancio del settore agricolo. Cucco Petrone, consigliere regionale di R.C., ha riconosciuto di avere avuto una lezione di vita durante quest’incontro sia per la serietà con cui sono state sottoposte le questioni, sia per la coerenze con cui da anni in questa Valle si fa cultura d’impresa. L’intervento di Aita ha concluso il dibattito. Dopo avere precisato la linea strategica della giunta Bassolino, tesa a stravolgere e cambiare la struttura piramidale della Regione Campania, e avere sollecitato un rapporto inteso con Province, Comuni e Comunità Montane per creare insieme un decentramento dal basso, è entrato nel merito dei problemi del suo assessorato. Ha dichiarato di volersi confrontare con i problemi, senza ricercare colpe e responsabilità del passato. Ha posto l’accento sulla necessità di dare un respiro interregionale all’azione di promozione in campo agricolo al fine di ricercare sinergie da contrapporre alle multinazionali della distribuzione che, altrimenti, hanno gioco facile nel fare e disfare il mercato sia in termini di prezzi, sia in termini di risorse finanziarie. La stessa ricerca può essere gestita in modo complementare tra le varie Regioni e così anche l’apertura di un ufficio presso l’Unione Europea, per seguire da vicino l’iter delle decisioni e per consentire una rapida e tempestiva istruzione delle pratiche.A tal fine è già previsto un incontro tra i responsabili delle Regioni che si affacciano sul Mediterraneo per creare un coordinamento. E’ inoltre necessario che a livello regionale si intraprenda la strada di una produzione generalizzata di prodotti senza residui tossici che abbia ampia potenzialità di penetrazione nei mercati. Sul piano legislativo bisogna rivedere la legge 42 e aprire un confronto sul ruolo delle Comunità Montane che dovranno assumere un ruolo alto della difesa del territorio che vada oltre la semplice riforestazione o la difesa antincendio. Relativamente agli aiuti alle attività produttive della Valle del Calore, che ha avuto modo di toccare con mano, propone un incontro ristretto con i due Consiglieri regionali presenti, i responsabili delle imprese e i funzionari regionali per verificare nel dettaglio tutti gli aspetti delle proposte. Infine lancia l’idea di sperimentare in piccolo quello che dovrebbe accadere a livello regionale. Una manifestazione intensa, che ho avuto modo di seguire a fianco di due giovani dirigenti della Val Calore. Non sono mancati apprezzamenti o critiche ai vari interventi, ma tutti riconducibili ad un’idea ben precisa di uno sviluppo aziendale. Se anche gli altri presenti avranno vissuto il confronto allo stesso modo, penso che saranno tornati presso le loro aziende con elementi sufficienti per calibrare i programmi su un piano di lungo respiro. Per quel che riguarda il cronista, va segnalata la serietà e la determinazione degli interventi volti a fare della nostra realtà produttiva un sistema integrato in grado di raccogliere la sfida della globalizzazione.


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I commenti degli utenti
  • biesse ha scritto il 24 novembre 2019 alle 16:07 :

    Nel tempo in cui fu pubblicato questo articolo, nessuno avrebbe immaginato che le cooperative presenti all'incontro: La Val Calore, La Rocchese, La Castellese, Difesa Nuova, Il Marrone e un Istituto di credito che "popolavano la nostra Valle del Calore, dopo un decennio quasi tutte sarebbero tutte scomparse dal panorama economico e, soprattutto, sociale della nostra realtà. Senza voler dare colpe e caricare la "croce" sulle spalle degli amministratori che si sono succeduti alla loro guida, si deve prendere atto che di un vero disastro si è trattato sia per il danno economico sia per la decadenza sociale che ne è derivata. Delle coop presenti a quella riunione, solo la Bcc di Aquara è ancora in pista, anzi, è in piena fase di espansione! Sarà stata questione di "manico"? Rispondi a biesse