"Nel momento in cui abbiamo sentito il liquido entrare nel nostro corpo abbiamo capito che lì dentro c'erano soprattutto i baci e gli abbracci dimenticati."

Com'è fatto il vaccino anti Covid19

La testimonianza di Ilaria Donadio una dottoressa del Policlinico di Bari.

I Piccoli
Cilento sabato 13 febbraio 2021
di La Redazione
Com'è fatto il vaccino anti Covid19
Com'è fatto il vaccino anti Covid19 © web

I baci e gli abbracci dimenticati, le gite scolastiche, gli anziani a capotavola nel giorno di Natale". Ilaria Donadio è una dottoressa del Policlinico di Bari, al lavoro in prima linea nella lotta al Coronavirus come anestesista nel reparto Rianimazione Covid dell'ospedale del capoluogo di regione. Come tutti i medici e gli operatori sanitari, è stata fra i primi a sottoporsi al vaccino, unica risposta efficace per contenere la pandemia.

"Oggi ho capito perché quelli che ricevono il vaccino lo esibiscono con un selfie".

"Nel momento in cui abbiamo sentito il liquido entrare nel nostro corpo abbiamo capito che lì dentro c'erano soprattutto i baci e gli abbracci dimenticati - dice la dottoressa - le gite scolastiche, gli anziani a capotavola il giorno di Natale, le mense affollate". "C'erano i ragazzi con lo zaino sulle spalle, i cinema all'aperto, i teatri pieni e il concerto di Vasco che dall'alto sembravamo tanti puntini attaccati. C'era la tavolata di amici al ristorante, prendo la pizza diversa dalla tua così ce la dividiamo, il viaggio a Tokyo senza prenotare, la cena con i compagni del liceo che in fondo siamo sempre gli stessi e la libertà di poter rimanere a casa che poi, chi ci rimane più, dentro quelle quattro mura? C'era il lavoro, gli aerei che ripartono e le stazioni piene".

Sono i gesti del quotidiano che fino all'altro giorno erano scontati, fatti con superficialità, e che adesso - alle prese con distanziamento sociale, mascherine e igienizzanti - sembrano inimmaginabili. Eppure sono lì che aspettano di essere rivissuti, magari con maggiore consapevolezza e gioia. La palestra "con l'odore di sudore", "le candeline soffiate su una torta e poi tutti a mangiare la propria fetta incuranti degli sputi". È mancato quindi "il rossetto rosso che più rosso non si può", come sono mancati "i visi tutti interi" e "gli insegnanti che parlavano zigzagando fra i banchi", e ancora "i vecchi accuditi e coccolati che raccontano sempre la stessa storia e sempre nello stesso modo, ma tu l'ascolti come fosse la prima volta".

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