Non abbiamo mai avuto tanto tempo libero come oggi eppure sembra che sia sempre meno.

La noia che allunga il tempo

Il nostro orologio interno non funziona sempre allo stesso modo…in realtà in testa non abbiamo niente che assomigli a un orologio ma il senso del tempo c’è.

I Piccoli
Cilento mercoledì 07 aprile 2021
di La Redazione
Charlie Brown, Peanuts
Charlie Brown, Peanuts © web

ll nostro orologio interno non funziona sempre allo stesso modo… in testa non abbiamo niente che assomigli a un orologio ma il senso del tempo c’è. 

Nasce in vari punti del cervello, ed è anche influenzato dalle emozioni, dalla memoria e dalle esperienze già fatte. Per questo motivo le ore sembrano a volte volare mentre altre volte diventano interminabili.

Non è ancora chiaro come funzioni questo senso del tempo, ma, sembra che quando ci si trova in pericolo il cervello non lavora più in fretta e il tempo non rallenta affatto e il tempo si allunga nel nostro ricordo. 

E poi il tempo scorre più in fretta per chi è felice!

Succede spesso che una vacanza divertente, trascorsa con gli amici, sembri troppo breve... eppure, rientrando a casa, ci sembra anche di essere stati lontani per un sacco di tempo. La spiegazione è che ogni esperienza intensa appare al nostro cervello troppo rapida mentre si svolge, perché vorremmo che non finisse mai, ma poi si fissa nella memoria come più lunga della realtà, proprio perché è stata importante per noi. Quindi possiamo dire che nel nostro cervello convivono due tipi di tempo, quello dell’esperienza e quello della memoria. Che non sempre coincidono.

È assodato che le emozioni influenzano il tempo che passa. Quindi, eliminando le emozioni il nostro “orologio interno” sarebbe più corretto? Pensiamo proprio di no!

Con l’avvento di Internet, che ha cancellato i tempi morti: ci si può collegare in ogni momento alla Rete per messaggiare gli amici, giocare o informarsi sugli ultimi avvenimenti. Stranamente, questo ha peggiorato le cose perchè abbiamo così tante possibilità che sembra il tempo non basta mai.

Eppure, a metà dell’Ottocento un operaio lavorava circa 4.000 ore all’anno, oggi solo 1.600-1.700. E nessun ragazzo è obbligato a lasciare la scuola per aiutare la famiglia. Insomma, non abbiamo mai avuto tanto tempo libero come oggi eppure sembra che sia sempre meno!

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