Le coltivazioni industriali sono anche una delle cause del consumo e del degrado del suolo.

La natura fa per noi

Le foreste mitigano il riscaldamento globale, riducono il rischio di disastri naturali come le inondazioni, forniscono ossigeno e gran parte dell’acqua dolce.

I Piccoli
Cilento giovedì 29 aprile 2021
di La Redazione
La natura fa per noi
La natura fa per noi © web

Se ci fermassimo per un attimo a riflettere su tutto quello che la Natura fa per noi, non la smetteremmo più di abbracciare gli alberi. Le piante spontanee o coltivate forniscono l’80% del cibo che mangiamo. Le foreste, che ricoprono il 30% della superficie terrestre, sono “casa” per milioni di specie viventi, provvedono al sostentamento diretto di 1,6 miliardi di persone e regalano a tutti gli altri… aria pulita, perché assorbono CO2 e restituiscono ossigeno. La loro attività di “spugne” per anidride carbonica è inoltre fondamentale per combattere il riscaldamento globale.

L’agricoltura è il motore dell’alimentazione umana, un’attività che pratichiamo da 10.000 anni e dalla quale dipendiamo direttamente. Ma le coltivazioni industriali sono anche una delle cause del consumo e del degrado del suolo, contribuiscono alla deforestazione e sono una fonte di disturbo per la vita animale nonché una delle attività più inquinanti per il suolo, le acque e l’atmosfera.

Le foreste sono gli ecosistemi più ricchi e variegati della Terra, mitigano il riscaldamento globale, riducono il rischio di disastri naturali come le inondazioni, forniscono ossigeno e gran parte dell’acqua dolce che utilizziamo. La deforestazione e il degrado delle foreste continuano però a ritmi allarmanti: dal 1990, sono andati perduti 420 milioni di ettari di questi polmoni verdi per convertire lo spazio che occupavano ad usi diversi come gli scopi agricoli e soprattutto nelle aree tropicali come l’Amazzonia. Fortunatamente, negli ultimi 30 anni i ritmi di distruzione delle foreste sono un po’ rallentati. Comunque restano importanti le relazioni tra le piante terrestri o acquatiche con il suolo e i suoi microrganismi, i vertebrati e gli invertebrati come gli insetti impollinatori. Intervenire quindi, su uno soltanto di questi elementi, provoca conseguenze a catena anche su tutti gli altri.

 

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