La Festa nazionale del 25 aprile ci ricorda il giorno in cui, nel 1945, Milano, la città simbolo, veniva liberata dai nazisti e dai fascisti e rappresentava il nuovo inizio dell'Italia democratica, libera e repubblicana.

Il 25 aprile di 74 anni fa l’Italia veniva LIBERATA

“Bella Ciao” una canzone partigiana.

I Piccoli
Cilento martedì 23 aprile 2019
di La Redazione
Il 25 aprile di 74 anni fa l’Italia veniva LIBERATA
Il 25 aprile di 74 anni fa l’Italia veniva LIBERATA © n. c.

«Forse non farò cose importanti, ma la storia è fatta di piccoli gesti anonimi, forse domani morirò, magari prima di quel tedesco, ma tutte le cose che farò prima di morire e la mia morte stessa saranno pezzetti di storia, e tutti i pensieri che sto facendo adesso influiscono sulla mia storia di domani, sulla storia di domani del genere umano».

A pronunciare queste parole è Pin, un ragazzino, protagonista del libro di Italo Calvino “Il sentiero dei nidi di ragno”. Pin è povero, e sta soffrendo durante la Seconda Guerra mondiale, ma non è povero di coraggio e di voglia di fare qualcosa, anche di piccolo, per il suo Paese e per porre fine alla guerra, al fascismo e al nazismo. Pin è un personaggio di fantasia, ma in realtà, tutto è stato possibile perché sono stati in tantissimi a credere di poter far qualcosa unendosi insieme in quella che è stata chiamata la lotta di Resistenza.

“Bella Ciao” una canzone partigiana

Stamattina mi son svegliato

oh bella ciao, bella ciao, bella ciao, ciao, ciao,

Stamattina mi son svegliato

e ho trovato l’invasor.

Oh partigiano, portami via

oh bella ciao, bella ciao, bella ciao, ciao, ciao,

oh partigiano, portami via,

che mi sento di morir.

E se io muoio lassù in montagna

oh bella ciao, bella ciao, bella ciao, ciao, ciao,

e se io muoio lassù in montagna

tu mi devi seppellir.

E seppellire sulla montagna,

oh bella ciao, bella ciao, bella ciao, ciao, ciao,

seppellire sulla montagna

sotto l’ombra di un bel fior.

E quelle genti che passeranno,

oh bella ciao, bella ciao, bella ciao, ciao, ciao,

e quelle genti che passeranno

mi diranno: "Che bel fior".

È questo il fiore del partigiano,

oh bella ciao, bella ciao, bella ciao, ciao, ciao,

è questo il fiore del partigiano

morto per la libertà.

Bella Ciao, il simbolo dei Partigiani, nasce 70anni fa circa. Era il 1943, quando durante la seconda guerra mondiale, i nostri bisnonni si riunirono nel movimento della Resistenza e presero le armi per liberare l’Italia da fascisti e nazisti.

Nel 1925, il fondatore del partito fascista, Benito Mussolini, aveva instaurato una di dittatura in Italia. Da solo al comando, il “Duce” aveva imposto le “Leggi fasciste” e in pratica nessuno poteva opporsi al regime e nemmeno criticare le sue decisioni.

Nel 1939, il capo del partito nazista, il tedesco Adolf Hitler, diede inizio alla Seconda Guerra Mondiale. L’anno successivo, il Duce decise di scendere in campo al suo fianco.

Nel 1943 il nostro Paese era diviso in due: da una parte le truppe americane e inglesi che da Sud cominciarono a liberare l'Italia dai fascisti e dalle truppe tedesche e dall’altra, al Nord, invece, Mussolini fondava uno Stato, la Repubblica Sociale Italiana, per governare i territori sotto il controllo tedesco.

Ed è soprattutto al nord che molti italiani decisero di opporsi a questa occupazione ed ecco i Partigiani. Ognuno con un suo compito, un nome di battaglia e una propria brigata. Si nascondevano fra i monti, soprattutto sugli Appennini, mentre le donne tenevano i contatti, portando in bici o a piedi i messaggi e gli ordini. C’erano contadini, operai, studenti, parroci, persone di ogni tipo che si organizzarono nel movimento di Resistenza agli “invasori” di cui parla “Bella Ciao”, diventata la canzone simbolo di quella lotta.

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