La moneta unica venne introdotta ufficialmente il primo gennaio del 1999 in undici Paesi, tra cui l'Italia, anche se fisicamente le banconote e le monete iniziarono a circolare solo tre anni dopo, il primo gennaio del 2002

L'Euro compie 20 anni

Il primo gennaio 1999 l'euro venne introdotto per tutte le modalità di pagamento non fisiche, come i trasferimenti elettronici, ai tassi di cambio fissati dal Consiglio europeo, l'istituzione Ue che riunisce i capi di Stato...

I Piccoli
Cilento giovedì 02 maggio 2019
di La Redazione
Moneta euro
Moneta euro © n. c.

Figlia del trattato di Maastricht del 1992, la moneta unica entrò ufficialmente in vigore il primo gennaio del 1999. L'euro compie vent'anni e in Europa c'è oggi una generazione di maggiorenni che non hanno mai conosciuto un'altra moneta nazionale, giovani che sono quindi immuni dalla nostalgia della lira, del marco, della peseta o della dracma.

La moneta unica venne introdotta ufficialmente il primo gennaio del 1999 in undici Paesi, tra cui l'Italia, anche se fisicamente le banconote e le monete iniziarono a circolare solo tre anni dopo, il primo gennaio del 2002. Il primo gennaio 1999 l'euro venne introdotto per tutte le modalità di pagamento non fisiche, come i trasferimenti elettronici, ai tassi di cambio fissati dal Consiglio europeo, l'istituzione Ue che riunisce i capi di Stato e di governo, sulla base dei valori di mercato delle divise nazionali al 31 dicembre 1998.

Il primo gennaio 1999 l'euro sostituì la lira italiana e il cambio fu fissato a 1.936,27 lire per un euro, il cui corso legale è terminato il 28 febbraio del 2002. Sui 15 Paesi che allora componevano l'Ue, aderirono in 11. La Grecia si aggiunse due anni dopo, essendo rientrata nei parametri nel corso del 2000, abbandonando la dracma. Sono passati poi all'euro gli altri 7 Paesi che oggi fanno parte dell'Eurozona: la Slovenia, che ha abbandonato il tallero dal gennaio 2007; Cipro, che ha lasciato la lira nel gennaio 2008, come Malta che aveva la lira maltese; la Slovacchia, senza la corona dal gennaio 2009; l'Estonia, che ha abbandonato la corona estone nel 2011; la Lettonia, orfana del lats dal 2014, e infine la Lituania, che ha abbandonato il litas nel 2015.

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