Si sono appena svolte le elezioni europee e nei paesi membri si è votato per rinnovare il Parlamento Europeo. Scopriamo a cosa serve tutto ciò

Parliamo di Europa

Il Parlamento Europeo è formato da un massimo di 750 deputati provenienti dai Paesi membri della UE, più un Presidente. Questo dal Trattato di Lisbona del 2009.

I Piccoli
Cilento giovedì 06 giugno 2019
di La Redazione
Bandiera europea
Bandiera europea © web

Il Parlamento Europeo è l'istituzione che, insieme al Consiglio dell'Unione Europea, detiene il potere legislativo dell'Unione Europea (UE).

Si riunì per la prima volta nel 1952 e da allora ne ha fatto di strada.

Le sue sedi sono tre: una a Bruxelles (Belgio), una a Strasburgo (Francia) e una in Lussemburgo.

Il Parlamento Europeo è formato da un massimo di 750 deputati provenienti dai Paesi membri della UE, più un Presidente. Questo dal Trattato di Lisbona del 2009. Ogni Paese elegge un numero di rappresentanti in rapporto al numero degli abitanti. Ad esempio l'Italia, nel 2019 porterà a Bruxelles 76 deputati eletti, mentre Cipro, che è molto più piccola, solamente 6.

Le elezioni europee si tengono ogni cinque anni. I gruppi parlamentari che compongono il Parlamento non sono divisi per nazionalità, ma per schieramento politico. Ciò vuol dire che siederanno insieme componenti di nazioni diverse ma che hanno la stessa idea politica. Il Presidente, che rappresenta l’Istituzione, viene eletto ogni due anni e mezzo e approva il bilancio finale.

Le funzioni

Il Parlamento Europeo lavora per commissioni che presentano proposte di legge che vengono discusse dai gruppi politici. Al termine di tali discussioni, la proposta legislativa viene portata in Parlamento dove gli eurodeputati votano se approvarla o meno.

Adotta la legislazione dell'UE insieme al Consiglio dell'UE sulla base delle proposte della Commissione europea.

Decide sugli accordi internazionali.

Si esprime in merito all'ingresso in UE di nuovi Stati membri.

Rivede il programma di lavoro della Commissione e le chiede di presentare proposte legislative.

Supervisiona tutte le istituzioni dell’UE

Elegge il presidente della Commissione, approva la Commissione o ne chiede le dimissioni.

Approva il modo in cui sono stati spesi i bilanci dell’Unione europea.

Esamina le petizioni dei cittadini e avvia indagini

Discute la politica monetaria con la Banca centrale europea

Rivolge interrogazioni alla Commissione e al Consiglio

Controlla lo svolgimento delle operazioni elettorali

Un po’ di storia

Un percorso lungo, a volte faticoso, e in continua evoluzione. Dal 1951 a oggi, l’Unione Europea (Ue) ne ha fatta di strada. Sono state 6 le nazioni che hanno dato vita al grande progetto che ha unito i cittadini di tutta Europa. Oggi i Paesi che fanno parte dell'Ue sono 28.

Gli obiettivi di fondo erano: creare e mantenere la pace, risolvere i problemi insieme, collaborare e ricominciare fianco a fianco… così alla fine della Seconda Guerra Mondiale (1945), che aveva portato distruzione in quasi tutto il continente europeo, i leader di Belgio, Francia, Germania, Italia, Lussemburgo e Paesi Bassi si unirono per dare vita ad un’alleanza che portasse prosperità e benessere in Europa.

Nel 1951 nasce la CE.CA., Comunità del Carbone e dell'Acciaio per instaurare un mercato comune di queste due materiali importanti che servivano non soltanto a far funzionare le fabbriche ma anche a fabbricare armi e strumenti di guerra.

Il 25 marzo 1957 viene siglato il Trattato di Roma e i sei Stati firmano, costituendo la Comunità Economica Europea (CEE), eleggendo una Commissione e un Consiglio dei Ministri e stabilendo la costituzione di un Parlamento europeo e di una Corte di giustizia. Da quel giorno, i sei stati fondatori hanno lavorato per il libero movimento dei beni, dei servizi, dei laboratori, per sviluppare insieme il commercio, l’agricoltura, i trasporti.

Nel gennaio del 1973 entrano nella CEE Danimarca, Irlanda e Regno Unito, mentre nel 1981 si aggiunge la Grecia. Nel 1986 aderiscono anche Spagna e Portogallo. Diventa pian piano un’organizzazione che si impegna in numerosi settori come ambiente, salute, sicurezza, giustizia.

Il 7 febbraio 1992, con il trattato di Maastricht il nome di Comunità economica europea viene sostituito da Unione Europea (Ue). In questa occasione vengono adottati l'Inno alla Gioia, tratto dalla Nona sinfonia di Beethoven, e la bandiera con 12 stelle, simbolo delle nazioni che avevano firmato il trattato, disposte in cerchio come perfezione e completezza su uno sfondo blu che richiama il cielo scuro dell'occidente.

Oggi l’Unione Europea accoglie 28 Stati, 19 dei quali hanno adottato la moneta unica, l’Euro, dal 1° gennaio 2002 che ha sostituito man mano le monete e banconote che si utilizzavano in precedenza nei vari Stati.

Nel 2009 entra in vigore il Trattato di Lisbona, che modifica alcuni aspetti del Trattato di Maastricht e la rende più democratica e più forte.

Con la Convenzione di Schengen ci si può spostare liberamente da un Paese europeo all'altro senza mostrare il passaporto e le merci possono circolare liberamente all'interno dell'area composta dai Paesi firmatari. Il nome del trattato deriva dalla piccola città del Lussemburgo dove gli accordi vennero stipulati.

Ogni Stato che entra a far parte dell'Unione Europea mantiene la propria lingua, le proprie tradizioni, la propria cultura e i propri interessi. L’Ue ha tra gli obiettivi quello di assicurare la libera circolazione di beni, servizi, capitali e persone e di proteggere i diritti dei cittadini.

Non mancano tuttavia i problemi e alcuni Stati hanno più volte manifestato l’intenzione di uscire dall’Unione europea, ritenendo i vantaggi offerte dall’Europa inferiori alle regole da rispettare. L'esempio più lampante è il Regno Unito, che dopo essersi espresso con un referendum sulla Brexit, ora sta pianificando con molte difficoltà l'abbandono della UE.

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