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Toy Story 4

È la nostra fantasia a incantare e dare valore alle cose.

I Piccoli
Cilento giovedì 04 luglio 2019
di La Redazione
Toy Story 4
Toy Story 4 © web

Woody sa bene quale deve essere lo scopo di vita d’un giocattolo rispettabile, e cioè “regalare al bambino i momenti più belli della sua infanzia”. Che si trattasse di Andy o di Bonnie, ha fatto il possibile per prendersi cura di loro. E così, quando il nuovo progetto scolastico di Bonnie prende vita e diviene un giocattolo a sua volta, chiamato Forky perché è una forchetta di plastica a cui sono stati appiccicati con la colla due occhioni, Woody fa di tutto per mostrare a Forky, che si dichiara “spazzatura” e che pertanto è attratto dai bidoni dell’immondizia, perché dovrebbe sentirsi felice di essere legato a lei, di essere anche lui (come Woody stesso, Mr Patata, Buzz Lightyear e Rex) un giocattolo. Ma quando Bonnie porta con sé tutta la banda in un viaggio assieme alla sua famiglia, Woody finisce in una deviazione inaspettata che lo porterà a riunirsi con la sua amica scomparsa Bo Peep. Ma Bo, pur essendo una delicata pastorella di porcellana, mostra di cavarsela bene nella sua nuova vita indipendente ed avventurosa; e muovendosi con più grazia ed abilità d’un samurai. Senza più un bambino o una bambina a suo fianco, Bo dichiara a Woody di sentirsi comunque felice e realizzata. Woody spera di riabbracciare la sua amata Bonnie, ma l’incontro con Bo ed il suo viaggio lungo e difficile lo costringeranno a mettersi in discussione, a chiedersi cosa vuole davvero, a pensare ad una nuova fase per la sua vita, poiché si renderà conto che anche il “nuovo e l’inaspettato” può essere soddisfacente, se non di più, quanto il passato e le care e vecchie abitudini: ciò che importa è spalancare sempre più gli orizzonti, “Verso l’infinito ed oltre!”. Cos’altro c’insegna il film? A riavvicinarci alla fantasia. I giocattoli, come tutto ciò che ci circonda, divengono vivi solo se c’innamoriamo o ci affezioniamo a loro. È la nostra fantasia a incantare e dare valore alle cose, e non c’è bisogno di mode passeggere e di giocare solo e soltanto ai videogiochi, quando con le nostre mani, che possono stringere e toccare, possiamo sentire davvero: così come ha fatto Bonnie, che, creando e credendo in Forky, ha infine creato un’amicizia intramontabile che le farà scoprire il cuore di se stessa.

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