La scuola nella crescita dei ragazzi è un cantiere immenso, complesso, entusiasmante, che attiva opportunità di sapere sterminate attraverso una molteplicità di linguaggi

Gli insegnanti… ma quanto sono importanti!

Dai 3 ai 18 anni i ragazzi vivono a scuola e vi apprendono le abilità sociali, il saper stare con gli altri e il costruire relazioni, ma anche il saper stare con se stessi.

I Piccoli
Cilento mercoledì 11 settembre 2019
di La Redazione
Insegnanti
Insegnanti © web

Marco Rossi-Doria, formatore di docenti e primo maestro "di strada" in Italia, condivide una riflessione sul ruolo della scuola nella crescita dei ragazzi

È un cantiere immenso, complesso, entusiasmante, che attiva opportunità di sapere sterminate attraverso una molteplicità di linguaggi che incontrano persone con uguali diritti alla conoscenza ma diversissime tra loro.

Dai 3 ai 18 anni ragazzi vivono a scuola e vi apprendono le abilità sociali, il saper stare con gli altri e Il costruire relazioni, ma anche il saper stare con se stessi.

Come disse Freud, è un luogo intermedio, dove si fa e l’esperienza della vita ma non nella situazione compiutamente reale. Tre “r” permettono questa possibilità: regole, relazione, riti.

In questo tempo di crisi della tenuta educativa, con tanti episodi intollerabili, le regole consentono un serio e pacato presidio del limite, che serve agli esseri umani per crescere in modo equilibrato. E queste, per avere senso, devono essere accompagnate da un sistema di relazioni, garantito da una comunità educante e da una ritrovata ritualità comunitaria nella vita scolastica.

Gli insegnanti, in tutto questo, ne sono i promotori e i garanti. Esserne consapevoli ci chiama a una rinnovata professionalità e, a far valere, più che in passato, la nostra insostituibile funzione sociale e civile dinanzi alla comunità nazionale.

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