Il periodo natalizio in Svezia, come in molti paesi del Nord, inizia il 13 dicembre, festa di Santa Lucia, e finisce dopo un mese esatto. Anche i norvegesi, come gli svedesi, amano decorare l'albero e la casa.

​Natale: usi, tradizioni e costumi nel mondo

In lingua islandese, Natale si dice Jol, i folletti di quest’isola si chiamano, infatti, jolasveinar. Il Natale in Argentina cade d'estate! Come in molti paesi di cultura ispanica, in Messico i bambini ricevono doni per l'Epifania

I Piccoli
Cilento sabato 21 dicembre 2019
di La Redazione
New years eve
New years eve © web

IN SVEZIA

Il periodo natalizio in Svezia, come in molti paesi del Nord, inizia il 13 dicembre, festa di Santa Lucia, e finisce dopo un mese esatto, con un giro rituale della famiglia intorno all’albero di Natale.

La mattina del 13 dicembre, la figlia più giovane di ogni famiglia indossa una veste e mette sul capo una coroncina adorna di tessuto verde e sette candeline intrecciate e, così abbigliata, porta caffè, latte e biscotti alla famiglia che è ancora a riposare sotto il tepore delle coperte.

Gli svedesi tengono molto all’addobbo della casa a Natale. Le abitazioni sono riempite di fiori rossi, rosa, bianchi o blu chiaro, specialmente giacinti colorati. E nel giardino viene collocato un covone di grano per gli uccellini. Ai piedi dell'albero di Natale, per auspicare buona fortuna, viene posto un caprone di paglia. Per il cenone, invece, il piatto tradizionale è il prosciutto arrosto.

Il modo in cui vengono consegnati i regali in Svezia è davvero curioso: in svedese, regalo di Natale si dice "joklappar" (colpo di Natale). Fino a poco tempo fa era tradizione che chi faceva il regalo dovesse bussare con veemenza alla porta domandando: "Ci sono bambini buoni in questa casa?". La risposta naturalmente era sì! E così, una volta aperta la porta, il dono era buttato subito per terra e la persona scappava per non essere riconosciuta. Insieme al regalo vengono spesso consegnate delle poesie che poi sono lette ad alta voce il giorno di Natale.

IN FINLANDIA E IN NORVEGIA

Anche i norvegesi, come gli svedesi, amano decorare l'albero e la casa. Sulla porta d’ingresso viene posta una corona e davanti alla casa, come simbolo di buona sorte e prosperità, vengono sistemati alcuni fasci di grano e un caprone di paglia, come in Svezia.

A ogni finestra è appesa una stella e, in casa, si trovano tulipani e i giacinti. Il 24 dicembre è tradizione accendere una candela sulle tombe dei propri cari e alla sera c’è la grande cena: qui non possono mancare le deliziose cialde a forma di cuore! Durante la serata si danza e si canta attorno all’albero di Natale con danze tipiche.

La Finlandia invece è la patria di Babbo Natale. Babbo Natale abita infatti in Lapponia, in un piccolo villaggio che si chiama Korvatunturii. Tutte le lettere spedite a Babbo Natale arrivano all’ufficio postale di Korvatunturii.

Nelle case finlandesi la notte di Natale ha un sapore davvero magico: vengono accese candele in ogni casa e anche al cimitero, sulle tombe di coloro che non ci sono più.

Dopo venti giorni dal Natale, l’abete viene spogliato delle sue decorazioni e tolto dall’abitazione.

IN DANIMARCA

Le strade danesi, soprattutto il parco di Tivoli a Copenaghen, sono illuminate a festa. L'atmosfera è davvero suggestiva e ovunque si trovano ghirlande fatte con rami di abete. I bambini danesi scrivono le lettere a Babbo Natale e, proprio in occasione delle festività, vengono emessi francobolli speciali.

La cena tradizionale di Natale inizia alle 18 e si conclude servendo il riso al latte. All’interno di uno dei piatti si cela una mandorla: chi la troverà avrà diritto a un maialino portafortuna fatto proprio di mandorle!

Per tradizione, a fine pasto, il papà aggiunge all'albero delle bandierine danesi, candele e cuoricini rossi e bianchi (i colori della Danimarca). Poi accende le candele e, una volta terminata l’operazione, chiama la famiglia al completo.

IN ISLANDA

In lingua islandese, Natale si dice Jol, i folletti di quest’isola si chiamano, infatti, jolasveinar. Dall'inizio del mese di dicembre i bambini mettono sul davanzale della finestra della loro casa una scarpetta: se durante l’anno si sono comportati bene riceveranno il dono tanto sospirato, se invece sono stati cattivi… una patata!

Anche per gli islandesi il periodo natalizio si conclude il 6 gennaio: come in Italia.

IN ARGENTINA

Il Natale in Argentina cade d'estate!

Questo Paese, infatti, si trova nell'emisfero australe, dove le stagioni sono invertite rispetto al nostro emisfero boreale. In quel periodo la temperatura può arrivare anche a 35 gradi. Altro che paesaggi innevati!

Come negli altri paesi ispanici, la tradizione voleva che i regali fossero scambiati il 6 gennaio. I bambini lasciavano le scarpe fuori dalla porta con un catino pieno d'acqua e un po' di biada per i cavalli. Al loro risveglio, i ragazzi avrebbero trovato i doni. Adesso, però, anche in Argentina i doni vengono scambiati il giorno di Natale.

Il Natale in Argentina (e anche in Brasile) non è solo privo della neve ma anche del simbolo natalizio per eccellenza: l'abete! Infatti in quel Paese non cresce.

Per questo, a Natale, le famiglie argentine addobbano le palme o ricorrono ad alberi di Natale artificiali. La tradizione del presepe, invece, è molto sentita.

Il 6 gennaio, per gli argentini, rimane comunque un giorno speciale da celebrare con un dolce speciale: la rosea de los Reye, un ciambellone all’interno del quale vengono nascoste uova sode e piccole bamboline.

IN BRASILE

Il Brasile è un crocevia di culture e influenze culturali dal mondo, prime su tutte quelle africane. In Brasile, infatti, si seguono molti culti religiosi che mescolano le tradizioni cristiane dei santi con gli spiriti delle religioni africane e questo miscuglio, spesso, dà origine a riti assai particolari.

Il Natale più folcloristico è quello organizzato a Gramado (nella Serra Gaúcha) che prende il nome di Natal Luz e dura dal 18 dicembre all’11 gennaio.

Il vivace spirito brasiliano riempie le vie della cittadina costruita ai tempi del periodo coloniale tedesco e si intreccia con le tradizioni tipiche del Natale però... sotto il sole estivo, non in mezzo alla neve! Anche se, all'ingresso della città, è posto un grande albero di Natale illuminato.

Sempre a Gramado si svolge inoltre l’annuale raduno di tutti i Babbi Natale del Sud America bardati di tutto punto come da tradizione nonostante la temperatura altissima!

Il 24 dicembre si celebra la Nativitaten: una sorta di musical a cui partecipano ballerini e cantanti, con fuochi d’artificio ed effetti speciali. Lo spettacolo rappresenta la natività di Gesù partendo dal momento della Creazione e passando per il battesimo di Gesù nel fiume Giordano.

Lo spirito è giocoso perché si deve mettere in scena la felicità del mondo per la nascita del Salvatore.

A cavallo tra Natale e Capodanno la città viene animata da diversi altri spettacoli teatrali, tra i quali spicca La fabbrica del Natale, musical ambientato in una sorta di "fabbrica dei giocattoli" e la Grande Sfilata (il 25 dicembre e il primo gennaio) in cui Babbo Natale sfila sulla sua slitta tra due ali di folla, accompagnato da carri allegorici che richiamano il tema del Natale.

IN MESSICO

Come in molti paesi di cultura ispanica, in Messico i bambini ricevono doni per l'Epifania, non il 25 dicembre. Ma non per questo il loro Natale è meno divertente: il giorno di Natale, infatti, viene organizzato un popolare gioco, la "piñata" molto simile al nostro gioco della "pignatta".

Le piñatas sono delle brocche di terracotta decorate ripiene di caramelle e regalini. Sono coloratissime e fantasiose e possono avere la forma di animali uccelli o palle. Il gioco viene fatto di sera, dopo le preghiere della Posada (una processione che ricorda l'odissea di Giuseppe e Maria la notte della Natività). Nel gioco, i bambini, bendati, devono colpire con un bastone la piñata e romperla guadagnando così il "ripieno".

NELLE FILIPPINE

Il Natale è una festa molto sentita! Dai dolci fatti di riso ai canti di Natale che si sentono nelle strade, scopri le tradizioni natalizie dell'arcipelago delle Filippine.

Maligayang Pasko! È questo il modo di augurare "Buon Natale" nelle isole dell'arcipelago delle Filippine.Il paese è a maggioranza di religione cattolica, per questo il Natale è una festività molto sentita.

Già dal mese di settembre si iniziano a intonare, per le strade, i canti di Natale.

I festeggiamenti veri e propri iniziano il 16 dicembre con la celebrazione della prima misa de gallo, cioè la "messa del gallo". Si chiama così per via dell'ora in cui ha luogo: le 4 del mattino! Sono stati i frati spagnoli, durante la colonizzazione del XVI secolo, ad avviare la tradizione: i contadini potevano così andare a messa e poi nei campi.

Per tutto il periodo natalizio verranno celebrate messe dopo le quali vengono consumati i "bi bibingka" e i "puto bumbong", dei dolci fatti di riso venduti sul sagrato della chiesa.

Nelle Filippine il culmine delle celebrazioni natalizie è il 24 dicembre.In questo giorno viene messa in scena la Panunuluyan: una coppia, vestita come Giuseppe e Maria, bussa alle porte delle case in cerca di alloggio e lo troverà solo una volta arrivata alla chiesa, poco prima che inizi la tradizionale messa natalizia chiamata la Misa de Aguinaldo.

Durante questa messa la coppia che ha fatto la parte di Giuseppe e Maria sfila, con un gruppo di bambini, verso il presepio.Quando la donna che ha interpretato il ruolo Maria posa la statua del bambino Gesù nella culla viene intonato il Gloria.

Dopo la messa tutte le famiglie fanno ritorno a casa a mangiare.Le finestre sono addobbate con lanterne, chiamate polar, che simboleggiano la stella che ha aiutato i Re Magi nel percorso verso Betlemme.

La tipica cena di Natale filippina (la Noche Buena) prevede come portate: prosciutto, pollo arrosto, formaggio, cioccolata calda e mele, uva, arance.

Durante tutte le feste alcune persone vanno in giro per le case per intonare i canti natalizi alle famiglie.Per ricompensarle viene offerto loro il "salabat", una bibita calda fatta di zenzero e dei "kakanin", dei dolci al riso.

IN GRECIA

In Grecia si pratica la religione cristiana di rito Greco-ortodosso: per questo motivo le tradizioni sono differenti rispetto a quelle del culto cristiano cattolico romano, ossia quello diffuso in paesi come l'Italia.

Ecco allora che in Grecia non è tradizione fare l'albero, né ricevere i regali da Babbo Natale.

La ragione è che queste due usanze non sono legate in modo religioso alla nascita di Gesù e dunque i Greci ne hanno inventato di proprie.

Al posto dell'albero di Natale, ad esempio, vengono decorati riccamente dei modelli di barche a vela di legno. Tuttavia anche in Grecia, come in altri Paesi, oggi è normale trovare alberi di Natale e altri simboli natalizi non strettamente legati alla religione greco-ortodossa.

In Grecia il periodo di celebrazione natalizia va dal 24 dicembre all’8 gennaio. Il 24 dicembre, secondo la tradizione, i bimbi si svegliano presto e ai loro piedi trovano una sacca e un bastone , con i quali vanno in giro per le case a caccia di frutta secca e biscotti, chiamati "kourabiédes".

Durante il loro giro cantano e suonano i triangoli e i tamburi, recitano poesie dedicate al Natale e intonano inni alla nascita di Gesù.

Il 25 dicembre vanno a messa la mattina e poi la famiglia tutta si riunisce per consumare un ricco pranzo. Il piatto tipico è la "galopoula" ossia della carne di tacchino farcita con castagne e frutta secca.

Per ricevere i doni veri e propri, però, i bambini dovranno aspettare fino al primo gennaio: sarà San Basilio a portarglieli.

Anche il pasto del primo giorno dell'anno è particolarmente ricco e si conclude con una " vassilopita", un pane dolce che nasconde al suo interno una monetina: chi la trova avrà un anno fortunato e prospero.Per cui, se a Capodanno vi trovate in Grecia, occhio... a dove mettete i denti!

Il 6 gennaio, infine, si festeggia il battesimo di Gesù la festa si chiama "Theofania" e viene svolta in prossimità di un corso d'acqua.Durante la celebrazione viene rappresentata in chiave simbolica la nascita della luce.

Il rito prevede la purificazione e la benedizione dell'acqua.Un crocifisso viene poi gettato in mare o nel fiume.A questo punto i più coraggiosi si tuffano nelle acque gelide di gennaio per recuperare la croce e vengono poi ricompensati con una benedizione speciale!

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