L'anno bisestile è la soluzione a un problema che ha sempre fatto molto studiare gli astronomi per trovare una soluzione fra anno solare e anno civile. Quest'ultimo, di 365 giorni, non è esattamente uguale all'anno solare

Che cos’è l’anno bisestile

Se l'anno civile non andasse di pari passo con l'anno solare, si avrebbe uno spostamento delle stagioni nell'arco dell'anno. L'equinozio di primavera potrebbe finire per scivolare, col tempo, dal 21 marzo verso aprile...

I Piccoli
Cilento mercoledì 19 febbraio 2020
di La Redazione
Anno bisestile
Anno bisestile © web

Il 2020 è un anno bisestile… ma cosa significa e per quale motivo ogni 4 anni si aggiunge un giorno al mese di febbraio…

L'anno bisestile è la soluzione a un problema che ha sempre fatto molto studiare gli astronomi per trovare una soluzione fra anno solare e anno civile. Quest'ultimo, di 365 giorni, non è esattamente uguale all'anno solare, che misura 365 giorni, 5 ore, 48 minuti e 45 secondi.

Se l'anno civile non andasse di pari passo con l'anno solare, si avrebbe uno spostamento delle stagioni nell'arco dell'anno. L'equinozio di primavera potrebbe finire per scivolare, col tempo, dal 21 marzo verso aprile, poi a maggio, a giugno, ecc. Un problema, per una società che si basa sull'agricoltura e sui cicli delle stagioni!

Il ritardo dell'anno civile che si accumula ogni anno su quello solare ci porta alla soluzione di avere nel calendario un giorno in più ogni quattro anni.

Nei secoli…

Ai tempi di Romolo, intorno al VIII secolo a.C., l'anno civile era di 304 giorni, divisi in 10 mesi. I mesi di gennaio e febbraio furono aggiunti da Numa Pompilio, che ha così portato l'anno a 355 giorni, equivalente all'anno lunare. Tuttavia, la differenza di circa dieci giorni e mezzo fra l'anno solare e quello civile provocò col tempo una grandissima confusione tra tempo civile e tempo delle stagioni.

Giulio Cesare, nel 46 a.C., fece a una nuova riforma seguendo le indicazioni dell'astronomo Alessandrino Sosigene. Non a caso, il 46 a.C. fu definito da Cesare l'ultimus annus confusionis ossia l'ultimo anno di confusione.

Fu così inaugurato il calendario giuliano. L'anno divenne di 365 giorni e ogni quattro anni si aggiungeva un giorno in più. L'anno con il giorno aggiuntivo fu detto bisestile, perché si scelse di raddoppiare il 23 febbraio, il giorno sextus ovvero il sesto giorno prima delle calende di marzo. Doppio giorno sesto, quindi "bisesto"!

Subito dopo la morte di Cesare, si ricominciò a commettere errori, finché Augusto sistemò di nuovo le cose, anche se il calendario civile e l'anno solare continuavano a non andar molto d'accordo!

Per questo secoli dopo, nel 1582, papa Gregorio XIII fece di nuovo ordine e, calcoli alla mano, arrivò a formulare il cosiddetto calendario gregoriano, quello che usiamo tuttora. Con questa riforma divennero bisestili tutti gli anni non terminanti con due zeri e divisibili per quattro, e quegli anni terminanti con due zeri ma divisibili per 400.

Curiosità

Una tradizione irlandese antichissima, ad esempio, vuole che le donne possano dichiararsi agli uomini solo il 29 febbraio. Altro che San Valentino! In caso di rifiuto poi, l’uomo doveva addolcire la delusione della donna con un bacio, un dono in denaro (una sterlina) e un paio di guanti o un abito di seta.

Dal 1980 in Francia, e solo il 29 febbraio, esce in edicola il giornale “La Bougie du Sapeur”. I profitti della vendita vanno tutti in beneficenza.

In Svezia il 1712 fu un anno "doppiamente bisestile", cioè con il 29 e il 30 febbraio. Il 1 ottobre 1929, invece, l'Unione Sovietica iniziò ad utilizzare il calendario rivoluzionario sovietico, nel quale ogni mese aveva 30 giorni, e i rimanenti 5 o 6 giorni erano festività senza mese. Quindi nel 1930 e nel 1931 ci fu un 30 febbraio!

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