Per due mesi Lira ed Euro si tennero a braccetto ed erano in contemporanea validi

​Il 28 febbraio 2002 scompariva la lira

Il simbolo dell'Euro prende ispirazione dalla lettera epsilon dell’alfabeto greco, un omaggio alla culla della civiltà occidentale per eccellenza, ma rimanda anche alla prima lettera di “Europa”

I Piccoli
Cilento martedì 10 marzo 2020
di Gina Chiacchiaro
Vecchi pezzi in metallo e su carta della Lira
Vecchi pezzi in metallo e su carta della Lira © web

Correva l’anno 2002 quando, dopo oltre un secolo di utilizzo, la lira faceva la sua scomparsa.

I più affezionati probabilmente ricorderanno quel momento con un pizzico di nostalgia, ma avranno anche memoria di come il passaggio dalla lira all’euro avvenne in maniera graduale. Le prime banconote e monete in euro avevano infatti iniziato a fare capolino sul mercato già dal 1° gennaio del 2002, un modo come un altro per facilitare la loro entrata in vigore e per permettere ai cittadini di iniziare a prendere confidenza.

Lo scetticismo nei confronti della nuova valuta aveva generato non poche polemiche, ma nonostante ciò dal 1° marzo 2002 la lira veniva definitivamente considerata fuori corso. L’euro non rappresentava una novità assoluta: era già stata introdotta nel 1999, ma come moneta per gli scambi virtuali.

Per due mesi fu possibile effettuare qualsiasi acquisto pagando in euro o in lira.

Anche se dal 1° marzo la vecchia lira non era più considerata come moneta di scambio, per diversi anni è stato possibile cambiare le ultime banconote e monete in proprio possesso presso gli sportelli bancari.

Perché l’euro? Il suo simbolo prende ispirazione dalla lettera epsilon dell’alfabeto greco, un omaggio alla culla della civiltà occidentale per eccellenza, ma rimanda anche alla prima lettera di “Europa”. Ed è questo che le autorità politiche dei Paesi membri dell’Ue hanno voluto favorire: ovvero un processo di unificazione monetaria che ponesse fine alle crisi finanziarie e valutarie che avevano caratterizzato il Novecento. La promozione di una moneta europea unica prende ufficialmente il via nel 2002, in dodici dei quindici stati membri di allora, per poi proseguire negli anni successivi con la sua adozione da parte di altri Paesi membri.

L’Italia vive un periodo di crisi su più fronti. Inoltre uno studio tedesco pubblicato dal “Centro per la politica europea” afferma che l’Italia è il Paese che ha subìto maggiori perdite a quasi vent’anni dall’entrata in vigore dell’euro. Il rapporto, che ha preso in analisi solo 8 Paesi su 19 dell’area euro, ha rivelato che il Bel Paese ha perso circa 4.300 miliardi di euro.

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