Già Aristarco di Samo, nel III secolo a.C., metteva il Sole al centro del sistema solare

​Chi ha dato il nome ai pianeti?

"Nel chiamare i vari pianeti i greci fecero riferimento agli dei dell’Olimpo. Gli altri che ancora non si conoscevano vennero chiamati utilizzando lo stesso metodo, per rimanere in armonia con la tradizione."

I Piccoli
Cilento giovedì 25 giugno 2020
di Gina Chiacchiaro
Da sinistra, Sole, Mercurio, Venere, Terra, Luna, Marte
Da sinistra, Sole, Mercurio, Venere, Terra, Luna, Marte © web

Pianeta deriva dal greco planetes che significa “errante”, “vagante”. Tale nome è stato dato, fin dall’antichità, ai corpi celesti come Luna, Marte, Mercurio, Venere… Perché nel cielo sembrano mutare la loro posizione rispetto alle cosiddette stelle fisse. Dai Greci a Copernico. A dare il nome ai singoli pianeti furono proprio gli astronomi greci che, nel corso dei secoli, svolsero approfonditi studi sul sistema solare. Basta pensare ad Aristarco di Samo, vissuto nel III secolo a.C., che considerava il Sole al centro del sistema solare. Ma la teoria fu accettata soltanto diciotto secoli più tardi, quando la ripropose l’astronomo polacco Niccolò Copernico.

Nel chiamare i vari pianeti, i greci fecero riferimento agli dei dell’Olimpo. Così abbiamo che al pianeta più luminoso, Venere, venne attribuito il nome della dea della bellezza; a quello che si muove più velocemente, il nome di Mercurio, messaggero degli dei; a Marte, pianeta dal colore rossastro, il nome del dio della guerra; Giove, che è il pianeta più grande, fu abbinato alla divinità più importante della mitologia; per Saturno, che era il più lontano, si scelse il dio padre di Giove e di altre divinità. I pianeti Urano, Nettuno e Plutone, a quel tempo, non erano ancora noti perché troppo lontani e non visibili solo con strumenti ottici. Infatti furono scoperti successivamente: nel 1781, nel 1846 e nel 1930 ma vennero ugualmente battezzati con nomi tratti dalla mitologia greca, per rispetto alla tradizione.

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