Come spesso accade, quando si tratta di invenzioni, tutti sono pronti ad accaparrarsene il merito

Il gelato

Alla fine del IX secolo, in Sicilia, gli Arabi trovarono la soluzione per dolcificare il ghiaccio con la canna da zucchero. Intanto in Sardegna nasceva la carapigna, un insieme di latte di pecora, frutta secca e neve.

I Piccoli
Cilento domenica 12 luglio 2020
di Gina Chiacchiaro
Il gelato
Il gelato © web

C'è chi non cambia mai la scelta dei gusti, chi ama le combinazioni più ardite e chi non ha un gusto preferito, eppure il gelato piace a tutti…ma chi lo ha inventato e perché è il dolce più amato dell'estate?

Durante l'antichità, per trovare un po' di fresco durante le tremende giornate estive, l'unica soluzione era refrigerare frutta, latte e miele. Pochi secoli più tardi, alla fine del IX secolo, gli Arabi trovarono in Sicilia la soluzione per dolcificare il ghiaccio con la canna da zucchero. Intanto in Sardegna nasceva la carapigna, un insieme di latte di pecora, frutta secca e neve.

Durante il Medioevo venivano congelati i primi succhi di frutta, ma soltanto nel 1686 Francesco Procopio dei Coltelli, un cuoco siciliano, riuscì a creare la miscela perfetta per confezionare il gelato.

Francesco, infatti, inventò una macchina apposita per la preparazione e riuscì addirittura ad aprire un locale a Parigi, il Café Procope, dove si potevano trovare "acque gelate" ossia granite, gelati di frutta e sorbetti ai gusti più svariati. Erano così buoni, da attirare famosi intellettuali dell'epoca tra cui: Voltaire, George Sand, Balzac, Victor Hugo, Diderot, D'Alembert, De Musset, il Dottor Guillotin e, si dice, addirittura Napoleone, che una sera lasciò in pegno il suo bicorno, il celebre copricapo col quale compare in molti dipinti, perché non aveva il denaro necessario a pagare i gelati offerti ai suoi amici.

Come spesso accade, quando si tratta di invenzioni, tutti sono pronti ad accaparrarsene il merito e così, secondo altri studiosi, il primo mastro gelataio fu Ruggeri di Firenze che propose il nuovo fresco dolce grazie a un preparato di panna, zabaione e frutta!

Alla fine, quindi, chi ha inventato il gelato? Secondo noi è sufficiente che sia stato un italiano, per farcelo amare ancora di più!

Curiosità sul gelato

La parola sorbetto deriva dall’arabo sherbet (dolce neve) dove in tempi antichissimi sulle coste meridionali del Mediterraneo si mescolava la neve con succhi di frutta e miele per ottenere una bevanda molto densa e refrigerante. Oggi si intende per sorbetto il gelato fatto a base di acqua.

In Oriente ed Egitto i Faraoni offrivano agli ospiti calici d'argento divisi a metà, una piena di neve e l'altra di succhi di frutta.

La neve che veniva usata nell'Antica Roma per la preparazione di quello che è considerato l'antenato del gelato veniva portata a Roma dal Terminillo ma anche per nave dall' Etna e dal Vesuvio rifornendo le "Thermopolia" sorta di chioschietti disseminati lungo le strade.

Il biscotto gelato è stato inventato a Parigi nel 1803 da Alessandro Tortoni nel Café Napolitaine, frequentato, addirittura da Napoleone. Sempre a lui si deve l'invenzione della tranche napolitaine, proprio dal nome del locale: un gelato a più strati (in genere tre) tagliato a fette.

Un certo Mr Bosio detiene il primato per l'apertura, nel luglio del 1800, della prima gelateria in America , si chiamava Ice cream House e si trovava al 59 di South Fifth Street di Germantown nei dintorni di Philadelphia, in Pennsylvania.

I gusti preferiti dagli italiani sono cioccolato (27%), nocciola (20%), limone (13%), fragola (12%), crema (10%), stracciatella (9%) e pistacchio (8%). A consumare più gelato sono i giovani single sotto i 35 anni che vivono nel Nord Italia. Vai a votare il tuo gusto preferito!

Il Banana split ovvero la coppa composta da una banana spaccata su cui sono disposte tre palline di gelato al gusto di fragola, cioccolato e vaniglia, coperta di panna montata, fu inventata in America da David E. Strickler.

Carapina è il nome del contenitore in acciaio all'interno del quale viene versata la miscela che la mantecatrice renderà gelato.

Si chiama Faludeh or Paludeh una preparazione gelata persiana, la più famosa è quella nella splendida città di Shiraz, fatta con vermicelli di riso, succo di limone, acqua di rose e gelato allo zafferano.

In occasione del Festival del Gelato, Giorgio Zanatta ha inventato un gusto che porta il nome di Papa Francesco! Si tratta di una crema, chantilly variegata al “dulce de leche” e cioccolato gianduia. La scelta dei gusti è un omaggio alla terra argentina da cui proviene il Pontefice e alle origini piemontesi della famiglia Bergoglio.

Fino a non troppi anni fa, quando le gelaterie non erano così diffuse, gli ambulanti erano numerosi. I primi, a metà Ottocento, venivano dal Bellunese, rimasti senza lavoro per la crisi economica, portarono il gelato italiano nelle capitali d'Europa.

Fra i tanti musei italiani, ce n'è uno interamente dedicato al gelato. È il Gelato Museum Carpignani di Anzola Emilia, poco distante da Bologna. Strutturato su tre livelli, racconta la storia dell'alimento più goloso del mondo, dai pozzi di neve dell'antichità fino ai giorni nostri.

Per migliorarne la sensazione in bocca, gli addetti ai lavori la chiamano “palatabilità”, contiene molta aria, fino al 130 per cento. Per fortuna si paga a peso!

Orientarsi nel buio con un cono, fra poco forse sarà possibile. L'inglese Charlie Henry ha replicato la reazione chimica che fa diventare luminescenti le meduse e l'ha inserita in un gelato, per ora disponibile al gusto di vaniglia, limone e aragosta. Adesso si tratta di rendere stabile la ricetta e accertarsi che non faccia male.


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