Ci sarebbe anche da sottolineare che in molti comuni c'è un'altra emergenza: l'impiego produttivo di decine di edifici ristrutturati grazie ad investimenti pubblici ma che restano desolatamente vuoti.

Al voto al voto!

In 4 comuni il risultato è già scontato: Ceraso, Controne, Teggiano e Moio delle Civitella.

Politica
Cilento martedì 14 settembre 2021
di Bartolo Scandizzo
Riunione dei Sindaci
Riunione dei Sindaci © Unico

Si torna a votare per molti comuni dell'area del Parco del Cilento, Vallo di Diano e Alburni (PNCVDA). Le urne saranno aperte domenica 3 ottobre 2021 dalle 7:30 del e chiuse lunedì 4 ottobre alle ore 14:00. Nel giornale e sul sito pubblichiamo i nomi dei candidati sindaci e quelli dei consiglieri che supporteranno le loro "ambizioni".

Si tratta di comuni piccoli e grandi che, in ogni caso, non superano i 15.000 abitanti, soglia oltre la quale si può andare al ballottaggio qualora nessuno dei candidati superi il 50% + 1 degli aventi diritto. Pertanto già nella serata del 4 ottobre si conosceranno i sindaci e i consiglieri eletti.

Nel corso degli ultimi due decenni si è molto modificato il ruolo del primo cittadino: da gestore dall'esercizio di un potere locale che garantiva a monte rispetto e prestigio, oltre a possibili salti in avanti nella carriera politica, a gestore di servizi generalisti alla popolazione fino a richieste pressanti di singoli cittadini. Insomma una prima istanza alla quale rivolgersi per ogni emergenza percepita o reale!

Ovviamente non è un fenomeno nuovo, soprattutto nei piccoli comuni, dove da sempre medici, avvocati, insegnanti hanno detenuto il monopolio degli aspiranti alla poltrona di primi cittadini. Infatti, oltre ai candidati sindaci, anche i consiglieri candidati a sostegno dei capilista venivano e vengono pescati in queste categorie lavorative: infermieri, commercialisti, ragionieri, piccoli imprenditori... Il fardello che oggi pesa sulle spalle dei sindaci diventa sempre più difficile quanto più la popolazione del comune che amministra è avanti negli anni.

Ecco perché la ricerca del consenso ha svoltato verso la soddisfazione dei bisogni secondari della popolazione anziana, dando per scontato che acqua, luce, e servizi vari siano già garantiti. Resta un grande buco nero, reso ancora più nero con la pandemia da coronavirus che i primi cittadini devono illuminare: l'assistenza domiciliare alla persona con l'aggiunta di quella sanitaria! Pur essendo "operativi" 5 Piani di zona in base alla popolazione nell'area del PNCVDA con imponenti risorse impegnate dalla regione Campania, i limiti relativi ai servizi alla persona sono ancora tutti da verificare e colmare. https://www.unicosettimanale.it/news/attualita/615506/pianidi-zona-ancora-fra - gili-come-le-personeche-dovrebbero-assistere Come sono da porre in primo piano le problematiche legate all'altro "buco nero" rappresentato di centri storici, in parte anche ristrutturati sotto l'aspetto dei servizi pubblici (illuminazione, fognature, rete internet ...) ma abbandonati dai residenti e dall'attenzione dei proprietari che si sono spostati in altre zone del paese se non in altre regioni o stati europei e mondiali.

Ci sarebbe anche da sottolineare che in molti comuni c'è un'altra emergenza: l'impiego produttivo di decine di edifici ristrutturati grazie ad investimenti pubblici ma che restano desolatamente vuoti. Il PNCVDA, che in molti casi è stato finanziatore e proprietario e i comuni che li hanno proposti a finanziamento non possono continuare a disinteressarsi del loro destino perché sarebbe come lasciare andare alla deriva decine di milioni di euro impegnati e spesi per acquisirli, ristrutturati e arredati di tutto punto. 

La grande occasione di avere nel consiglio direttivo dell'ente parco una maggioranza schiacciante di sindaci (6 + il direttore, tutti primi cittadini di piccoli comuni) come è accaduto nell'ultima consiliatura è andata sprecata! Ecco perchè chi si candida ad amministrare il proprio comune ci si aspettano idee precise su come andare oltre lo status quo, sia nei borghi che amministrano sia nelle assemblee dove sono chiamati a scegliere i loro rappresentanti sia nei centri dove si amministra il potere sovra comunale dove agiscono per conto degli altri. Idee, queste, che dovrebbero essere parte essenziale del loro programma di governo perché nel mondo interconnesso, com'è il nostro, non è possibile essere un'isola, ma connettersi al resto dell'arcipelago di cui si fa parte.

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