Non si conoscono i motivi della levata di scudi di un gruppo di cui fanno parte i 6 consiglieri (tra cui Nino Pagano) a cui Palumbo ha affidato “deleghe” importanti relativamente ai progetti messi in campo

Una crepa si è aperta tra la maggioranza che sostiene Franco Palumbo

Palumbo ha l’esperienza per spalmare balsamo sulle ferite superficiali apparse sull’amor proprio dei suoi giovani e meno giovani consiglieri, come è nelle condizioni per rintuzzare anche gli attacchi di chi, come Pagano...

Politica
Cilento martedì 09 ottobre 2018
di Moncil
Il
Il "compleanno" di Palumbo © n. c.

La prima vistosa crepa nel gruppo che ha portato Francesco Palumdo sulla poltrona più alta del palazzo della Città dei Templi si sta manifestando con la costituzione di un gruppo di 6 consiglieri con a capo il presidente del Consiglio comunale Nino Pagano. Non si conoscono i motivi della levata di scudi di un gruppo di cui fanno parte consiglieri a cui Palumbo ha affidato “deleghe” importanti relativamente ai progetti messi in campo. Ma è facile immaginare che dietro ci siano i classici mal di pancia che compaiono quasi sempre dopo il periodo di rodaggio che fa prendere coscienza ai “neofiti” arrivati nel mondo della politica di quanto sia importante non solo essere ma anche apparire.

Palumbo ha l’esperienza per spalmare balsamo sulle ferite superficiali apparse sull’amor proprio dei suoi giovani e meno giovani consiglieri, come è nelle condizioni per rintuzzare anche gli attacchi di chi, come Pagano, ha esperienza da vendere e che conosce bene le dinamiche che muovono l’azione amministrativa.

Certamente, questo nuovo sommovimento tra le fila della maggioranza eletta nelle liste che hanno appoggiato l’ex sindaco di Giungano dopo l’esclusione dalla giunta di Giuseppe Troncone e Teresa Palmieri, è un colpo che potrebbe essere fatale al prosieguo dell’esperienza amministrativa in atto.

Inoltre, è evidente che l’accentramento del potere decisionale nelle sole mani del sindaco e dello staff appare uno sbilanciamento troppo vistoso che si nota ad “occhio nudo”. Potrebbe essere questo il punto su cui si consuma lo scontro hce finora è rimasto sotto traccia.

I sei consiglieri “rivoltosi” non sono in grado, allo stato, di aggregare i consiglieri di opposizione che, fin dal primo momento, non si sono messi di traverso sulla strada intrapresa dalla nuova amministrazione. Ma se il gruppo dovesse dichiararsi in modo esplicito all’opposizione del sindaco che li ha guidati durante la trionfante campagna elettorale, allora le cose potrebbero cambiare.

Certamente appare difficile immaginare un’altra interruzione di traumatica di un’esperienza amministrativa a Capaccio Paestum, però siamo abituati ormai a vedersi materializzare eventi che nemmeno chi mette in moto la macchina è poi in grado di arrestare.

I “capitani coraggiosi” che in passato si sono messi a capo dei ribaltoni contro Pasquale Marino ed Enzo Sica, sono tagliati fuori dal giro per cui è difficile costruire una fronda stando con tutti i piedi fuori dal consiglio, né i consiglieri di opposizione presenti tra gli scranni dell’opposizione hanno mostrato di voler andare oltre all’opposizione “costruttiva” che si sono impegnati a praticare quando hanno accettato la nomina a rappresentanti del popolo.

Già nel consiglio comunale di martedì 9 ottobre si potrà “misurare” lo stato dell’unione tra il clima che c’è tra il sindaco e la sua maggioranza.

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