Dopo l'uscita di scena come sindaco dall'arena politica, oggi anche l'uomo lascia questo mondo circondato dalla famiglia e dagli amici che non gli hanno fatto mancare la loro vicinanza

Franco Palumbo è morto

Conosco Franco da molti anni, fin da quando si candidò per la prima volta a sindaco di Giungano. L’uomo non si è mai separato dal ruolo pubblico che ha ricoperto sia come servitore dello stato da carabiniere, sia come sindaco.

Politica
Cilento lunedì 18 marzo 2019
di Bartolo Scandizzo
Franco Palumbo
Franco Palumbo © Unico

Sono stati gli operai della comunità montana Calore Salernitano impegnati in lavori di pulizia sulla strada vicino casa a darmi la notizia che, dopo l'uscita di scena come sindaco dall'arena politica, oggi anche l'uomo Franco Palumbo ci ha lasciato circondato dalla famiglia e dagli amici che non gli hanno fatto mancare la loro vicinanza. i funerali sono previsti a Giungano mercoledì, mentre la salma rimarrà in contrada Rettifilo per 24 ore per consentire a quanti lo vorranno fare di rendere omaggio all'uomo e al politico che, in ogni caso, ha segnato la vita della comunità capaccese e pestana.

Conosco Franco da molti anni, fin da quando si candidò per la prima volta a sindaco di Giungano. L’uomo non si è mai separato dal ruolo pubblico che ha ricoperto sia come servitore dello stato da carabiniere, sia come sindaco.

La parlata affabile condita dal sorriso che si apre sulla sua faccia tonda segnata dal vezzo del baffo che ne sottolinea in rossore che gli si accende sulle guance quando è preso dalla discussione o si infervora per l’argomento trattato.

I gesti sempre misurati, ma aperti, dell’uomo che vuole stabilire rapporti empatici con l’interlocutore anche, a volte, andando oltre la naturale volontà di piacere.

L’ultima esperienza amministrativa lo ha segnato sia come uomo che come politico nel bene e nel male.

Nel bene perché gli è riuscita un’impresa da molti considerata impossibile, nel male perché l’impegno profuso ha probabilmente influito nel peggioramento delle sue condizioni di salute.

Franco Palumbo, al di là della fine “ingloriosa” della sua avventura politica nella città dei templi, rimarrà nella storia di Giungano e, soprattutto, in quella di Capaccio Paestum perché è riuscito dove nessun altro ha osato “osare”: scalare da “straniero” la poltrona più alta di palazzo di città.

Già 5 anni prima aveva pensato di fare il grande passo, ma rinunciò per dare ascolto a chi riteneva impossibile che i Capaccesi potessero affidare la gestione del loro comune ad uno che proveniva dalla Chora di Paestum.

Nel 2017, invece, ha avuto l’ardire di gettare il cuore oltre la siepe ed ha scavalcato tutti i dubbi. A dargli una mano la divisione in mille rivoli degli eredi di Italo Voza, allora sindaco uscente. Palumbo seppe incunearsi nelle contraddizioni della politica capaccese intuendo la stanchezza dei cittadini per i “riti” dei protagonisti delle vicende amministrative che da sempre hanno guidato la comunità capaccese – pestana.

Palumbo, al di là degli errori di gestione del gruppo eterogeneo che aveva assemblato, ha avuto un’idea di futuro immaginando soluzioni possibili agli annosi problemi lasciati incancrenire dai suoi predecessori: PUC, fascia pinetata, Delocalizzazione del Mercato ortofrutticolo, delocalizzazione degli spettacoli estivi, sistemazione dell’acquedotto a Capaccio Capoluogo, ruolo delle contrade, Rivitalizzazione del turismo, parco progetti cantierabili …

Chi verrà dopo di lui dovrà sapere fare di meglio per reggere il confronto e non basterà certo l’appello alla capaccesità che pare sia l’argomento principe di tutti si candidati alla successione.

La sua uscita di scena toglierà molti argomenti scontati ai candidati che dovranno guardare avanti per guidare un comune che patrimonio universale e non luogo che appartiene solo a chi vi vive e lavora, più che nello specchietto retrovisore per rinfacciarsi quello che poteva essere e non è stato … ancora!

Dopo il malore che lo colpì alla vigilia di Natale del 2017, nonostante le rassicurazioni sue e del suo staff, Franco non è stato più lo stesso.

Ora che le sue condizioni di salute si sono aggravate e, ancora di più, nel tempo che varrà, i protagonisti della vita politica, economica e sociale di Capaccio Paestum dovranno confrontarsi con le sue idee di sviluppo della città e dimostrare di saper fare meglio ...

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