Mancheranno le sue arringhe, mancheranno i suoi saluti, la sua “concinnitas”, la sua figura rassicurante ed esperta di uomo di cultura, legge e studio, e sicuramente una parte di Felitto si sentirà orfana di questo pater familias

“Essere sindaco di Felitto è un sentimento che ti resta nell’anima”

Caronna, dopo quindici lunghi anni, deporrà la fascia e la consegnerà al successore che verrà decretato il prossimo 26 maggio.

Politica
Cilento lunedì 15 aprile 2019
di Monica Acito
Maurizio Caronna
Maurizio Caronna © Unico

“Essere sindaco di Felitto è un sentimento che ti resta nell’anima”: cosi Maurizio Caronna, affacciato a quel balcone che per tre mandate elettorali lo ha ospitato per i comizi, quel balcone che sembrava essere un prolungamento della sua persona, della sua casa, del suo essere, saluta il popolo felittese.

Caronna, dopo quindici lunghi anni, deporrà la fascia e la consegnerà al successore che verrà decretato il prossimo 26 maggio.

“Tutto finisce, ma è giusto che ci sia un momento democratico il prossimo 26 maggio”, continua Caronna, razionalizzando la propria missione e dimostrando di aver metabolizzato il rito di passaggio che lo attenderà.

Specifica anche il perché di questo suo discorso il 7 di aprile, a inizio primavera e prima ancora dell’inizio della campagna elettorale, che verosimilmente comincerà all’inizio di maggio: un sindaco uscente e che ha deciso di non candidarsi, spiega Caronna, è giusto che si intrometta il meno possibile, perché la sua sarà una funzione “notarile” che consisterà nell’assistere a tutto e nel consegnare la fascia tricolore a chi verrà poi eletto, il giorno della proclamazione il 27 maggio.

Appurato ciò, Caronna si mostra, per l’ultima volta ai felittesi, con la sua verve da arringatore provetto e scafato, con la sua dialettica sciolta e il suo eloquio coinvolgente: parla delle scuole felittesi, che devono rimanere in paese e non chiudere, alza e modula i toni bilanciandoli sapientemente, aiutato da anni di esperienza discorsiva: quel balcone del resto è la sua Arena, e sarà strano per tutti non vederlo più lí. L’essere umano è abitudinario per natura, e la “dipartita” di Caronna sarà un micro trauma per tutti, anche per chi mai lo ammetterà.

Continua, calvaca l’onda e parla di Unione dei Comuni, di fusilli e Sagra, di comunicazione sui social, che è fondamentale per presentarsi bene e porsi nel migliore dei modi agli ascoltatori e fruitori. La “forma”, la struttura, sono sempre stati ornamenti di pregio di Caronna, che è sempre stato impeccabile nei modi di porsi, nel parlato e anche nei contenuti.

Mancheranno le sue arringhe, mancheranno i suoi saluti, la sua “concinnitas”, la sua figura rassicurante ed esperta di uomo di cultura, legge e studio, e sicuramente una parte di Felitto si sentirà un po’ orfana di questo “pater familias”.

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