La mancanza di Tempo da dedicare alla funzione di sindaco ha convinto gli elettori a preferire Alfieri ai due medici della mutua: Sica e Voza

Ricordando Palumbo

Ciuccio potrebbe fare bene al Consorzio di bonifica se saprà motivare la struttura tecnica e amministrativa.

Politica
Cilento mercoledì 04 dicembre 2019
di Bartolo Scandizzo
Palumbo
Palumbo © Unico

Incontro Alter nel corso di una serata tra amici comuni e decidiamo di riprendere a vederci non per caso, ma per confrontarci sui temi dell’attualità politica, economica e sociale della realtà in cui viviamo ed operiamo, ognuno nel suo campo, da tempo.

Ed eccoci seduti nel suo spazioso ufficio con vista sull’azienda, Ego di fronte ad Alter e subito si parte con una raffica di commenti sulla serata appena trascorsa in territorio aquarese ospiti del direttore della Bcc di Aquara, Antonio Marino, che si è prestato al suo paese per fare il sindaco e non perde occasione per “trascinare” i suoi amici di fuori, sempre con ottimi motivi di tipo culinario, a popolare gli incontri che organizza periodicamente nel suo paese …

Alter: “Ma come fa Marino, impegnato com’è, a trovare anche il tempo di fare il sindaco?”

Ego : “Tonino è molto legato alla comunità aquarese e, nonostante abbia dovuto spostare la sede della banca a Capaccio Paestum, sente di dovere e potere dare molto al suo paese quasi come volesse risarcirlo del deflusso di molte funzioni della Bcc verso la pianura offrendosi come <> per 5 anni agli Aquaresi che un po’ amareggiati lo sono.”

Alter: “Resta il fatto che Tonino interpreta il ruolo di direttore in modo tanto originale che efficace.”

Ego : “lo stesso criterio usa nel ruolo di sindaco: ogni tanto chiama a raccolta gli amici della pianura per popolare Aquara di gente che altrimenti non sarebbero mai arrivati nel paese di San Lucido!”

Alter: “Ma parliamo un po’ di Capaccio Paestum … ”

Ego : “Prima di tutto ti propongo di dire poche parole in ricordo di Franco Palumbo che, dopo aver scalato la vetta di un monte impossibile, diventare sindaco di Capaccio Paestum, la sorte l’ha trascinato giù fino nella tomba!”

Alter: “È vero! Franco sapeva assolvere in pieno il ruolo di sindacoe lo aveva dimostrato a Giungano. Prima la malattia, poi la debolezza politica che ne è derivata, infine la morte non gli hanno dato il tempo di completare il rodaggio amministrativo che, in una realtà, presenta problematiche molto più complesse del piccolo comune di Giungano.”

Ego :“Come è potuto accadere che, per ben due volte, il popolo capaccese ha girato le spalle ai suoi concittadini candidati e ha votato per politici arrivati da fuori?”

Alter: “È certamente colpa della classe dirigente del territorio che da troppo tempo non ha saputo dare risposte agli annosi problemi della città che sono stati lasciati incancrenire senza affrontarli con decisione ed efficacia.”

Ego: “Cosa è mancato ad Enzo Sica e Italo Voza, due validi professionisti ed anche abili uomini pubblici eletti a furor di popolo, per soddisfare i bisogni di Capaccio Paestum?”

Alter : “Il tempo! È mancato loro la determinazione a mettere da parte gli studi medici per dedicarsi a tempo pieno alla cura dell’amministrazione comunale. Hanno cercato di conciliare il ruolo di sindaco con l’attenzione con cui assistono la salute dei loro pazienti. Pazienti che, ovviamente, erano anche la fonte da dove attingevano molta parte del consenso personale.”

Ego: “Dopo Franco Palumbo, è salito al governo della Città dei Templi l’altro Franco, ex sindaco di Agropoli. Nei suoi primi 100 giorni ha messo ordine e ha preso possesso della macchina comunale. Nell’ultimo consiglio ha lanciato la sfida con un piano ambizioso: 350 mln di Euro per dare risposte ai bisogni della città!”

Alter: “Alfieri è un uomo pratico e capace. Presidia per oltre 12 ore al giorno la casa comunale e delega gli assessori a rappresentarlo agli eventi, sotto i portici e nelle contrade per sentire il polso dell’opinione pubblica.”

Ego: “Il suo staff lo tiene al riparo dai questuanti e perdigiorno. Esce dal suo ufficio solo quando ritiene di poter raccogliere indicazioni utili al suo lavoro o per capire se gli interlocutori che lo hanno chiamato a presenziare all’evento di turno hanno un vero peso specifico.”

Alter: “la mia impressione è che sta lavorando sodo per mettere il comune al passo con i tempi che i vari soggetti erogatori di risorse, Regione, Europa e Provincia, richiedono.”

Ego: “Potrebbe essere azzoppato dalle indagini in corso come è accaduto in piena campagna elettorale.”

Alter: “Stiamo parlando, appunto, di indagini … prima che si arrivi ad un rinvio a giudizio o ad una sentenza ci vorrà tempo. Per cui dovrebbe poter lavorare senza avere particolari problemi. Salvo fatti nuovi e catastrofici per lui …”

Ego: “Anche il Consorzio di Bonifica di Paestum ha il nuovo presidente: Roberto Ciuccio. Il primo atto della sua presidenza è stato quello di inviare un report alla Corte dei Conti chiedendo verifiche in merito all’attività e alle spese fatte dall’ex commissario Biagio Franza, ora deceduto. Come giudichi il suo avvento nella stanza occupata per primo da Carlo Santini?”

Alter: “Ciuccio è già stato amministratore del consorzio in ruoli più defilati. Ma l’essere riuscito a farsi eleggere presidente è un sintomo di avere stoffa e capacità. Credo anche che il ruolo modifica sensibilmente le persone ed essere presidente influirà fortemente nel modo di procedere d’ora in avanti. Dalle notizie che ho pare che stia lavorando molto e bene e, soprattutto, con impegno e dedizione. Il tempo ci dirà se anche i risultati saranno all’altezza dell’impegno profuso.”

Ego: “Ma anche la struttura tecnica ed operativa deve fare la sua parte. La ritieni ancora all’altezza del compito?”

Alter: “Se il presidente sarà capace di rianimarla con l’esempio e l’abnegazione, anche dirigenti, impiegati ed operai trarranno beneficio dal clima nuovo che si respira nelle stanze della sede di via Magna Graecia. Allora anche la qualità del loro operare sarà all’altezza della situazione.”

Ego: “Ma il consorzio non potrebbe andare oltre l’esistente e immaginare un progetto che faciliti l’introduzione dell’irrigazione a goccia che farebbe risparmiare acqua e denaro ai consorziati ed anche l’ambiente ne trarrebbe benefici?”

Alter: “Per alcune colture come il mais non sarebbe conveniente. Per chi coltiva sotto serra o per colture più redditizie, potrebbe essere una scelta opportuna. Il consorzio dovrebbe essere capace di chiedere ed ottenere contributi per abbattere i costi per la realizzazione dei nuovi impianti. Solo così gli agricoltori potrebbero convincersi a fare la propria parte.”

A questo punto la discussione si addentra in altri e altrettanto interessanti argomenti. Si va a ruota libera senza soluzione di continuità e senza guardare l’orologio. Si parla della necessità delle aziende di ammodernarsi non per aumentare il fatturato a soprattutto per mantenere le posizioni e non arretrare nella graduatoria che il consumatoreaggiorna rispetto alla concorrenza. Non si può definire la qualità, ma quando la si incontra la si riconosce subito!

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