"Negli ultimi anni è stata fatta una scorretta programmazione di quello che doveva essere il fabbisogno dei professionisti della salute e, questo, ha portato una forte sproporzione, una forte mancanza dei medici specialisti."

Federica Orlando di Padula è la nuova presidente del Segretariato Italiano Giovani Medici

“Attenzione alla formazione, al confronto, alle forme contrattuali e all’immissione al lavoro in periodo di Covid. Spero di tornare nel Vallo di Diano”

Sanità
Cilento martedì 01 dicembre 2020
di Antonella Citro
La nuova presidente del Segretariato Italiano Giovani Medici, Federica Orlando
La nuova presidente del Segretariato Italiano Giovani Medici, Federica Orlando © Unico

Federica Orlando di Padula è il nuovo presidente del Segretariato Italiano Giovani Medici. Federica sta ultimando la specializzazione in Medicina Interna alla Sapienza di Roma e da qualche anno è in prima linea a difendere i diritti della sua categoria professionale. “Il Segretariato Italiano Giovani Medici è un’associazione composta da medici under 35, è presente negli atenei e sul territorio nazionale, è presente anche in organi istituzionali come ad esempio il consiglio nazionale degli studenti universitari, nell’osservatorio nazionale e anche nell’Enpam, abbiamo raggiunto delle posizioni che ci rendono interlocutori dei Ministeri e delle forze politiche - dice Federica - l’associazione si occupa di tutti i campi di interesse del giovane medico, seguendolo dagli ultimi anni di corso della formazione in medicina, passando e accompagnandolo nel percorso di formazione post laurea con molto attenzione alla qualità della formazione, interessandoci anche del campo di ricerca e percorsi di dottorato per poi parlare e occuparci degli sbocchi lavorativi del giovane medico nel Sistema Sanitario Nazionale. Un’associazione che va ad avere una visione a 360° su tutta l’attività, le esigenze e le necessità del giovane medico. Questo percorso ha rappresentato per me un importantissimo modo di crescere confrontandomi con diversi colleghi e tutta la realtà nazionale per cui vedermene a capo oggi è una grande emozione e un grande orgoglio”. “Essendo la Sapienza il più grande ateneo, riusciamo ad avere un ruolo da capolista su diverse condizioni - afferma ancora Federica - e rappresenta un punto di riferimento per molti giovani colleghi, è anche un posto da cui nascono diverse azioni sia dirette agli specializzandi che al giovane medico. Penso ad esempio all’attenzione che si sta avendo in questi giorni al ruolo dei giovani medici nella emergenza sanitaria, qui a Roma e nel Lazio, si stanno avendo anche nuove forme contrattuali rivolte appunto al giovane medico. Anche se questo tasto va toccato con la dovuta delicatezza nel senso che, come associazione, ci stiamo occupando della immissione lavorativa soprattutto in questo momento di emergenza dei giovani medici ma quello che l’emergenza ha sottolineato è il forte spettro che aleggia sul nostro Sistema Sanitario Nazionale, ossia nel nostro Paese, mancano medici specialisti e, questo, ha aperto a nuove forme di contrattualizzazione rivolte ai medici però, il problema, è che molto spesso questi nuovi contratti non sempre riescono in maniera completa a tutelare l’operatore sanitario e, quindi, come associazione di categoria stiamo facendo forte opera di sensibilizzazione per far sì che i giovani medici possano lavorare durante questa emergenza, vogliamo prestare il nostro servizio ma vogliamo farlo in una forma tutelata e garantita e che tenga conto delle competenze che abbiamo raggiunto, del profilo di responsabilità di cui possiamo farci capo e della giusta remunerazione e che tenga conto delle nuove responsabilità che andiamo ad affrontare. In questa seconda ondata, il tasso di infezione negli operatori, è infatti molto aumentato”. E poi sulla circostanza di ritornare nel Vallo di Diano, Federica, aggiunge: “Il Vallo di Diano e Padula sono la mia terra e la porto sempre con me nel cuore e ammetto che, soprattutto durante questa emergenza sanitaria, aspetto le notizie del mio territorio ancor prima di leggere quelle di Roma o de Lazio, ho sempre gli occhi puntati sulla mia terra e nutro una grande gratitudine. Mi sono dovuta allontanare per completare la mia formazione ma c’è sempre la speranza di ritornarvi e dare il mio contributo per una terra che appunto porto sempre nel cuore”. La giovane Presidente poi conclude: “Sulla condizione che stiamo vivendo ora noi giovani medici è una realtà che si va a ripercuotere inevitabilmente anche su quella che è la salute pubblica. Il problema del Sistema Sanitario Nazionale è che negli ultimi anni è stata fatta una scorretta programmazione di quello che doveva essere il fabbisogno dei professionisti della salute e, questo, ha portato una forte sproporzione, una forte mancanza dei medici specialisti che si sarebbero dovuti occupare delle malattie emergenti e della cronicità e in generale della salute del cittadino. A questa forte carenza si è provato a tener testa andando ad aumentare fortemente i posti d’ingresso alla facoltà di medicina ma, il problema della formazione del giovane medico non sta lì, ma sta nell’accesso ai corsi di specializzazione perché il nostro Paese prevede che si possa lavorare nel Sistema Sanitario Nazionale soltanto in possesso del titolo di specializzazione. Ciò ha portato il fatto che oltre diecimila medici che sono medici, laureati, abilitati alla professione ma non hanno accesso ad una formazione post laurea e, dall’altra abbiamo una carenza di medici specialisti che non possono occuparsi della salute del cittadino e, tra l’altro, un po’ come sta accadendo in questa emergenza, si va a sopperire a questa forte mancanza di specialisti, andando a proporre dei contratti a tempo determinato che, vanno soltanto a rendere più precario quello che è il lavoro del medico. Il messaggio allora che vorrei trasmettere è che tutte le associazioni di categoria, come quella alla quale io appartengo, ma anche le forze politiche e l’opinione pubblica, vadano a trasmettere in maniera univoca un messaggio ossia è necessario investire nella salute pubblica perché questo va a ripercuotersi sulle cure e la tutela della salute del cittadino”.

Antonella Citro

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