"Il momento più bello della mia carriera? la telefonata del direttore editoriale Mondadori, Enrico Racca."

Intervista a Manlio Castagna, artista internazionale

Vicedirettore di Giffoni Experience per molti anni, debutta nella narrativa fantasy con la saga Petrademone e diventa consulente creativo per il Doha Film Institute.

Spettacolo
Cilento domenica 07 febbraio 2021
di Lucrezia Romussi
Manlio Castagna
Manlio Castagna © Unico

Manlio Castagna, artista internazionale, dall’eccezionale valore morale e artistico, vicedirettore di Giffoni Experience per molti anni, debutta nella narrativa fantasy con la saga Petrademone e diventa consulente creativo per il Doha Film Institute, il più importante istituto culturale in Medio Oriente.

Come è iniziata la tua carriera?

Non la considero una carriera, nel senso stretto del termine. scrivere è una necessità. Di solito non c'è dietro una intenzione di farne un lavoro, almeno non all'inizio. Io ho cominciato professionalmente con Petrademone ed era una storia che nasceva da una esigenza. venivo da una perdita importante e dolorosa per me. La scrittura è stata una terapia salvifica.

Quali sono i tuoi progetti futuri?

Continuare a raccontare storie, ma non solo nei libri, in forma di romanzo. Ho tanto in cantiere. Ma non posso svelare ancora molto. Posso dire che a fine gennaio uscirà il romanzo della serie I misteri di Mercurio, edita da Emons Raga. Un viaggio alla scoperta delle ultime misteriose ore di vita del grande Maestro della luce e delle ombre: CARAVAGGIO. Non è un semplice romanzo per ragazzi, ma un "libro che parla" perché all’interno ci sono dei QR Code per ascoltarlo interamente in audio e con tre espansioni: tre storie speciali, raccontate da Caravaggio in persona.

Qual é stato il momento più bello del tuo percorso lavorativo? 

Senza dubbio la telefonata del direttore editoriale Mondadori -Enrico Racca -che il 28 aprile 2017 mi raggiunse a Doha per comunicarmi che la sua prestigiosa casa editrice avrebbe pubblicato il primo libro della saga Petrademone. Ho pianto di gioia.

Cosa ami di più del tuo lavoro?

La possibilità di vivere una miriade di esistenze. di esplorare stanze della mia mente altrimenti inaccessibili. di conoscere luoghi, situazioni, epoche, dimensioni che mi arricchiscono ad ogni libro. e soprattutto di edificare ponti fatte di parole tra me e chi ascolta le mie storie, è uno scambio straordinario. un viaggio sempre diverso, ogni volta.

Ci parli di "Alice resta a casa"?

ALICE RESTA A CASA diventa un libro che uscirà, io e Marco Ponti abbiamo ripreso, abbiamo riscritto, ci abbiamo lavorato con due fantastiche editor e si è compiuto un piccolo miracolo. Una storia nata per gioco che si alimentava volta per volta, giorno per giorno su Wattpad, senza un progetto di crescita, eravamo spinti dal desiderio di creare qualcosa di bello in un periodo oscuro delle nostre esistenze, bloccate nel surreale lockdown che ha imprigionato tutto il nostro Paese. Volevamo creare una storia che si facesse strada facendo l’ascolto attivo dei nostri lettori, che sono diventati sempre più numerosi. È successo che poi è risultato tra i vincitori dei Wattys2020 categoria Young Adult, anche se ha già aveva attirato l'attenzione di vari editori tra cui quella della mia "famiglia editoriale" (MONDADORI) che ha deciso di offrire una nuova casa alla protagonista. E una nuova pelle alla storia. 

Come presenteresti in poche parole, "Notte delle Malombre"? 

È una storia vera che ha la potenza delle grandi narrazioni di fantasia. è un libro che racconta di tre ragazzi del sud durante la Seconda guerra mondiale che si trovano a vivere la più grande sciagura ferroviaria della storia europea. una vicenda dimenticata che sentivo di dover tirare fuori dai cumuli di polvere dell'oblio per farla conoscere ai tantissimi, troppi, che non conoscevano del destino di morte di oltre 600 persone. È un racconto fantastico, avventuroso e realistico allo stesso tempo. e credo sia per ora il mio romanzo migliore.

Intervista a cura di Lucrezia Romussi

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