Con lei come seconda assistente un’altra donna, Francesca Di Monte di Chieti, una coppia rodata, visto che già il 2 maggio scorso condussero la semifinale di Champions League femminile tra Chelsea e Bayern.

Maria Marotta, classe 1984, primo arbitro donna in serie B

La 37enne cilentana, della sezione di Sapri, entra nella storia debuttando il 10 maggio allo stadio di Reggio Calabria arbitrando Reggina - Frosinone.

Sport
Cilento mercoledì 19 maggio 2021
di Massimiliano De Paola
Maria Marotta, classe 1984, primo arbitro donna in serie B
Maria Marotta, classe 1984, primo arbitro donna in serie B © web

Con il fischio d’inizio di Reggina-Frosinone, valida per l’ultima giornata del campionato cadetto, allo stadio Granillo di Reggio Calabria, Maria Marotta, della sezione di Sapri, entra nella storia del calcio italiano. Il primo arbitro donna a dirigere un incontro di serie B, un traguardo che da domani deve essere la normalità. 

Le parole di Maria Marotta: “Io vorrei proprio che dalla prossima gara si parli di arbitro Marotta e non di arbitro “donna” Marotta, per me e per le mie colleghe in futuro, un arbitro col cognome, non un arbitro donna”. 

Con lei come seconda assistente un’altra donna, Francesca Di Monte di Chieti, una coppia rodata, visto che già il 2 maggio scorso condussero la semifinale di Champions League femminile tra Chelsea e Bayern. Questo in una giornata da condividere con tutte le colleghe: “Io oggi ad ognuna di loro ho detto, oggi venite in campo con me. E, grazie a questo ho avuto la forza di non sbagliare prima di tutto per me, ma poi anche per loro e per chi verrà dopo di me”.

La passione per il calcio nata da piccola, poi venti anni di impegno ed allenamenti: “Un calciatore a fine gara mi ha detto, quante gare di B hai fatto? Quindi dico, nessuno se n’è accorto che era la prima gara. Questo credo che sia il complimento più bello”.

A fine partita gli applausi e una maglia amaranto come ricordo di un giorno speciale: “Ringrazio veramente di cuore tutti quelli che fanno parte del sistema calcio, perché per me oggi è stata una giornata emozionante, ricca, piena, che non dimenticherò credo mai più”. 

Dirigendo Reggina-Frosinone, Maria Marotta è diventata la prima donna ad arbitrare una partita del campionato di Serie B, guadagnandosi un posto nella storia del calcio italiano. 

Ha iniziato ad arbitrare nel 2001, passando nel 2012 in Serie D, fino a diventare dal 1° gennaio 2016 arbitro internazionale. Due anni più tardi, nel 2018, la promozione in Serie C e, in seguito, anche la gioia per essere stata selezionata dall’UEFA per arbitrare agli Europei femminili Under 19 in Scozia. Il 26 agosto 2020 ha arbitrato la finale di Coppa Italia Primavera vinta dalla Fiorentina sul Verona e, il suo nome, lo troviamo anche in occasione di Cosenza-Monopoli, valida per il terzo turno dell’attuale edizione della Coppa Italia.

Il sogno, ora, è quello di approdare un giorno in Serie A e, perché no, anche in Champions League per emulare la sua collega Stephanie Frappart, anche lei 37enne, che è diventata la prima arbitro donna in Champions lo scorso 2 dicembre in occasione di Juventus-Dinamo Kiev.

In Reggina-Frosinone (0-4), Maria aveva tutte le telecamere addosso e lei se l’è cavata egregiamente. 

Marotta fa parte dell’organico degli arbitri di Serie C ed è stata dirottata nella categoria superiore grazie alla norma da poco introdotta. Qualche cartellino giallo distribuito e alla fine grandi sorrisi e strette di mano. “Io le sto parlando con rispetto”, poche parole ma ferme quelle del fischietto classe 1984 durante Reggina-Frosinone, che al 33esimo ha ripreso il giocatore dei ciociari Gori, che protestava per una punizione contro su un suo fallo. Poi l’arbitro, visibilmente emozionata, ha commentato così a fine gara: “Un’emozione immensa e indescrivibile al primo fischio, poi è stata una gara come le altre. Ho arbitrato con concentrazione, determinazione e impegno, la solita passione di ogni domenica. Ho apprezzato tanto l’accoglienza delle due squadre, tutto ciò che i due mister e la dirigenza mi hanno riservato. È stata una giornata che non dimenticherò mai”.

Massimiliano De Paola

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