Il PACC è un tributo alla natura che è stata così generosa con questa terra e vuole essere un riconoscimento ai valori della cultura e dell’essere.

PACC: UN MUSEO EN PLEIN AIR IN CILENTO

I Percorsi d’Arte Contemporanea interessano i comuni collinari da Capaccio a Sapri con un itinerario di circa 100 chilometri.

Turismo
Cilento mercoledì 05 maggio 2021
di La Redazione
Ogliastro Cilento, Mira alla Luna - Pier Tancredi de Colli
Ogliastro Cilento, Mira alla Luna - Pier Tancredi de Colli © Unico

I Percorsi d’Arte Contemporanea in Cilento (PACC) nascono da una virtuosa collaborazione tra pubblico e privato, per valorizzare i borghi dell’entroterra cilentano. Una sorta di rete stabilita su iniziativa della Fondazione de Stefano che ha aggregato intorno al progetto realtà imprenditoriali d’eccellenza come la Tesi, azienda di servizi e tecnologie innovative, un pool di artisti di fama nazionale ed internazionale, la Regione Campania, i Comuni, il Parco Nazionale del Cilento del Vallo di Diano e degli Alburni e la BCC di Buccino e dei Comuni Cilentani. E, grazie alla determinazione, all’entusiasmo e alla volontà di tutti questi soggetti, nonostante le difficoltà che hanno caratterizzato il 2021, il Cilento si presenterà alla riapertura dei flussi turistici con un nuovo attrattore nei comuni collinari di Capaccio, Cicerale, Ogliastro C.To, Prignano, Torchiara, Rutino e Laureana Cilento. Sette Comuni con otto installazioni realizzate in acciaio e firmate da Tommaso Cascella, Pier Tancredi de- Coll’, Giorgio Galli, Gabriele Rothemann e Elio Rumma, quest’ultimo curatore artistico di tutto il PACC. Ideato da Angela Riccio, vera e propria mecenate d’arte e cultura, vice presidente della Fondazione Matteo e Claudina de Stefano che opera dal 1985 nel settore del sociale e della cultura in quanto promotrice di valori, il percorso diverrà il più grande museo en plain air in Italia e forse in Europa snodandosi per circa 100 chilometri da Capaccio fino ad arrivare a Sapri, punta estrema del Cilento. Il PACC è un tributo alla natura che è stata così generosa con questa terra e vuole essere un riconoscimento ai valori della cultura e dell’essere soprattutto nell’interpretazione delle encicliche di Papa Francesco “Laudato si “e “Fratelli tutti, valori che ispirano la Fondazione fin dalla sua istituzione- spiega Angela Riccio,. “La nostra idea è quella di promuovere questi territori attraverso l’arte attirarando  flussi turistici dalla costa verso i comuni dell’entroterra, ricchi di tradizioni e di centri storici degni di interesse. Non solo. Riteniamo anche che queste nostre installazioni possano indurre a  momenti di riflessione sulla natura e sulla solidarietà di fronte ai panorami mozzafiato che fanno da scenario alle opere. “Con il PACC, coniughiamo la nostra filosofia del fare con l’arte, avvalendoci delle tecnologie innovative che utilizziamo  per realizzare componenti di alta ingegneria aereonautica. A questa terra che ci ha accolto vogliamo donare segni duraturi frutto delle capacità delle nostre maestranze” – afferma Luigi Punzo, A.D. della Tesi – Tecnologie e Servizi Innovativi. “Ritengo che il progetto giungerà a compimento nell’arco di un quinquennio e conterà su circa una quarantina di opere- afferma Elio Rumma - curatore artistico del PACC che annovera nel suo curriculum opere presentate al MOMA di New York e alla Tate Gallery di Londra- “mi avvicino a questa avventura artistica con entusiasmo, perché vorrei lasciare un contributo a questa che è la mia terra d’origine”. Le canne di Prignano C.to sono il mio tributo ad un elemento naturale che cresce spontaneo, che si piega ma non si spezza. La mia opera è la citazione della natura che pur vilipesa dall’uomo, riesce anche se a fatica a riprendersi: i colori delle canne rosso, nero, blu e bianco simboleggiano il fuoco, il lutto, il mare e la luce della speranza. Appartiene ad una celebre famiglia di pittori e scultori Tommaso Cascella che, a sua volta, è presente in numerose collezioni pubbliche e private in tutto il mondo, afferma di aver accolto con piacere l’invito a partecipare con quattro opere che interpretano i venti protagonisti del Mediterraneo, Ostro, Maestrale, Levante e Tramontana. E’ l’avvio di un percorso artistico attraverso i borghi collinari del Cilento perché questi - afferma con forza- dovranno diventare sempre più poli di attrazione artistica e cultura. Gabriele Rothemann tedesca, vive e lavora a Vienna ha esposto in tutto il mondo e nel 2018 è stata premiata dalla citta di Vienna come artista dell’anno, “amo il Cilento - afferma Rothemann - e da molti anni vi vengo in vacanza, sempre a Torchiara a Borgo Riccio, base di partenza per bellissime escursioni e sono dunque felice di poter lasciare qui un segno tangibile del mio sentire” La Cruna di Torchiara vuole essere un’invito alla riflessione con un chiaro rimando al vangelo di Luca(18:25) e Matteo (19:24). Giorgio Galli, romano, espone con regolarità in Italia e all’estero, fondatore del gruppo Romano della Neo Astrazione: “Sono entusiasta di partecipare a questo progetto che vede protagonisti luoghi dalle antiche tradizioni e permeati di profonda spiritualità – dice Galli, che ha voluto firmare il San Michele di Rutino dal cui torace filtra la luce della fede e della speranza, ma anche il sole di Cicerale vero inno ai colori della esuberante natura cilentana e l’arco a Laureana Cilento strumento di sussistenza delle antiche popolazioni di queste terre. Pier Tancredi De-Coll’ firma lo stilema della donna che indica il cielo, la via e richiama la parità di genere, la via dello spirito ed è proprio quest’opera che la presidente Barbara de Stefano ha voluto nella piazzetta antistante la sede della Fondazione de Stefano ad Ogliastro Cilento. Un’impresa di vasto respiro che dimostra chiaramente quanto, con l’entusiasmo, la passione e la determinazione, si può arrivare a risultati che, prima di dare inizio all’opera, sembravano impensabili. Il Cilento è terra di cultura e la promozione del territorio è tale quando diventa generatore di turismo e di crescita” – sostiene il Presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca. “Uscire dagli spazi limitati delle gallerie, per consentire alle opere d’arte di spaziare negli orizzonti ampi ed aperti dei panorami cilentani."

 

 

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