L’App è organizzata secondo 18 itinerari. Noi seguiamo il primo: Stazione di Paestum – Tempalta di Roccadaspide. La nostra posizione è indicata da un pallino blu che si muove sul tracciato sulla mappa

Sul Cammino del Parco del Cilento Diano e Alburni

Il 12 luglio 2019, ho raggiunto Bartolo per percorrere insieme un tratto nel “Il Cammino del Parco del Cilento, Diano e Alburni.

Turismo
Cilento venerdì 19 luglio 2019
di Antonio Ruggiero
Sul Cammino del Parco - Partenza da Porta Sirena
Sul Cammino del Parco - Partenza da Porta Sirena © Unico

Sono Antonio e vivo a Taranto, professione “camminante”, come diceva mia madre quando non volevo ritirarmi a casa la sera.

Il 12 luglio 2019, ho raggiunto Bartolo per percorrere insieme un tratto nel “Il Cammino del Parco del Cilento, Diano e Alburni. Dopo una seria di contatti telefonici ci siamo dati appuntamento il pomeriggio del giorno precedente la partenza pressi l’agriturismo San Raphael di Capaccio Paestum, dove abbiamo dormito e cenato con la “collega di cammino”, Silvia Gallo, arrivata da Barletta e che ho conosciuto in questa occasione.

L’incontro iniziale fra noi Gina e Bartolo è molto cordiale. Da subito tra noi si sente una bella energia e si instaura un sereno rapporto di convivenza di esperienze da vivere insieme. Solo chi ha fatto molti cammini (ndr: avanti a tutti il Cammino di Santiago) capisce come tutto questo possa avvenire in modo così naturale e immediato: niente di speciale ma qualcosa di particolare, che sa riconoscere chi è abituato a fare trekking in compagnia.

La disponibilità e l’ospitalità è stata da subito aperta e sincera. Io e Silvia ci siamo sentiti subito a nostro agio. La 1^ tappa è stata la masseria Vannulo, dove trasformano tutti i prodotti derivanti dalle bufale, per gradire un gelato dai sapori di una volta: perfetto. Quindi ci hanno accompagnato a visitare il sito archeologico di Paestum per approdare, affamati, al ristorante del San Raphael gestito dai bravissimi Giuseppe, Manuela e Francesco. Un esempio campano di ospitalità sentita da generazioni nel proprio DNA. Abbiamo mangiato bene, cucina casereccia gustosa e abbandonate ad un prezzo più che giusto. Quindi abbiamo dormito in camere singole su letti comodissimi presso il Bed and Breakfast La Favola Verde. Alle 7.00 di venerdì, appuntamento per la prima tappa del Cammino del Parco del Cilento, Diano e Alburni. Bartolo ci ha dotati di “fratino” arancione da indossare in modo da essere visibili, perché partendo da stazione di Paestum, un tratto iniziale devi farlo per forza sulle strade statati e provinciali. Dopo un breve briefing che ci ha consentito di scaricare l’App del Cammino, abbiamo iniziato a seguire le tracce sul telefonino. Abituato ai cammini più datati come storia dove ogni tanto si trovano le indicazioni stradali: frecce, cartelli, pietre miliari, è sembrato strano seguire il percorso dal monitor di un telefonino, che funge da pianta topografica, ma ormai è cambiato lo stile di vita dell’essere umano. Questo è il futuro e noi l’abbiamo vissuto nel presente. L’App è organizzata secondo 18 itinerari. Noi seguiamo il primo: Stazione di Paestum – Tempalta di Roccadaspide. La nostra posizione è indicata da un pallino blu che si muove sul tracciato sulla mappa pre-caricata sullo schermo del cellulare. Attraversando campagne dai colori naturali riposanti in cui incontravamo distese di coltivazioni finanche serre organizzate con la coltivazione sviluppata in verticale. La prima tappa è obbligatoria nella zona archeologi “bagnata dal sole dell’aurora. A seguire una sosta presso il caseificio Vannulo e poi, dopo aver vissuto l’ebbrezza di penetrare nella cava di pietre Paolino disattiva da anni, eccoci arrivare al San Raphael per una energetica colazione. Procedendo in direzione Santa Sofia di Albanella che raggiungiamo scarpinando per una salita che copre un dislivello di circa 300 mt . arrivati in cima si apre alla vista un belvedere che abbraccia quasi tutta la pian del Sele e l’ampia ansa che disegna il mare fino a Salerno e ancora più in là, la terra rientra nel mare la Costa d’Amalfi fino a punta Campanella che indica l’isola di Capri. Il Santuario di Santa Sofia, del 1700, purtroppo è chiuso alle 12.00, ora di arrivo. Però la nostra parte culturale/religiosa è stata appagata con la visita della cappella “privata” dell’Apocalisse indicata sull’App. Sì, si tratta di una cappella privata costruita nel secolo scorso, più precisamente è stata ultimata nel 1999. Nel 2017 ha avuto anche la “benedizione” canonica dalle competenti autorità religiose con l’autorizzazione a svolgervi funzioni religiose. La cappella è stata costruita per volontà del prof. Gaetano Ricco, persona adorabile e amabile cultore dei classici greci e latini. È una sosta che suggerisco di considerarla obbligatoria anche perché ci sono riferimenti al passaggio delle spoglie di San Matteo durante la traslazione da Casalvelino a Salerno. La cappella è dedicata a San Giovanni l’Evangelista. Dopo un’ora circa si arriva alla fontana “Ventura”, splendido esempio di luogo pubblico dove un tempo ci si approvvigionava di acqua e soprattutto si lavoravano a mano i panni, gli abiti. Per fortuna il rientro lo abbiamo fatto in automobile. Tramite un passaggio organizzato. Bartolo è una persona poliedrica, oggi in pensione, dopo avere fatto tantissimi lavori diversi fra loro, oggi si occupa del giornale “Unico”, un periodico settimanale nato 25 anni fa ed apprezzato nella zona. Anche Gina ha dirige una pubblicazione destinata ai più “Piccoli”: scaricatevi l’App per leggerli comodamente sul vostro cellulare. Per il pranzo siamo ospiti a casa di Bartolo. Durante i momenti conviviali io e Silvia ci guardiamo spesso per “concordare” sul fatto che stiamo vivendo una bella esperienza. Anche durante il cammino non ci sentiamo dei “camminanti”, ma amici che si incontravano dopo tanto tempo. Dobbiamo ringraziare i coniugi Scandizzo capaci di creare una magia che non si può spiegare senza viverla!

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