Unico Patrimonio. Luglio 2019 #02 Il Mare

ASCEA

La Baia d’Argento e la Baia della rondinella, raggiungibili solo via mare, costituiscono un richiamo turistico come pure la Torre del telegrafo, un avamposto eretto a difesa di questo mondo marino.

Turismo
Cilento giovedì 15 agosto 2019
di La Redazione
Ascea marina
Ascea marina © Unico

Ascea è un piccolo comune della provincia di Salerno ricco di tesori. Collocato nel Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano, custodisce la preziosa area archeologica di Elea-Velia, dichiarata Patrimonio dell'Umanità dell'Unesco.

Di origine medievale, vanta sul suo territorio la presenza di sorgenti sulfureo-ferruginose e la stupenda spiaggia di Marina di Ascea, lunga circa 5 km e larga circa 70 m, dalla caratteristica sabbia a granulometria grossa che la rende pulita e priva di polveri. Alla spiaggia segue la scogliera, dominata dalla torre del Telegrafo, impreziosita da cale, falesie, spiaggette e fondali cristallini. La baia d’Argento e la baia della Rondinella, raggiungibili solo via mare, costituiscono un richiamo turistico, come pure lo Scuoglio rinanti, un avamposto eretto a difesa di questo mondo marino.

La località si è guadagnata diversi riconoscimenti: dalla bandiera Blu alle Vele di Legambiente e Touring Club.

La storia di Ascea Marina affonda le sue radici nella Magna Grecia e più tardi nel Medioevo: qui fu fondata e raggiunse il suo massimo splendore la Scuola Filosofica Eleatica, costituita da un gruppo di filosofi presocratici, all’inizio del V secolo, per volere di Parmenide, in collaborazione dei suoi discepoli Melisso di Samo e Zenone. Anni dopo nacque la Scuola Medica Salernitana.

Il curioso nome, attribuito dai Latini, probabilmente colpiti dal cielo limpido ed azzurro, vuol dire “senza nuvole”. Secondo le fonti giunte sino a noi ed in base ai resti archeologici, fu fondata intorno all’anno mille: la popolazione cresceva sempre più in quanto gli abitanti della vicina Castellammare della Bruca, ovvero l’antica Velia, si trasferirono lì per sfuggire alla malaria ed all’impaludamento della piana dell’Alento.

Prese parte anche ai moti cilentani, in seguito ai quali Torgisio De Domicinis morì. Durante gli anni del Regno Delle Due Sicilie, precisamente dal 1811 al 1860, fece parte dell’area di Pisciotta, a sua volta appartenente al Distretto del Vallo dell’antico Regno. Ancora, durante gli anni del Regno D’Italia, entrò a far parte del mandamento di Pisciotta, del Circondario di Vallo della Lucania.

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