La natura nel segno del mito da Saturno ad Attis e Adone colori profumi e sapori dal solstizio d’inverno all’equinozio di primavera

La natura nel segno del mito da Saturno ad Attis e Adone colori profumi e sapori dal solstizio d’inverno all’equinozio di primavera

LIUCCIO GIUSEPPINO I Viaggi del Poeta
Cilento - domenica 22 dicembre 2019
Arance
Arance © Unico Settimanale

Filosofi, astronomi, maghi e sacerdoti si sono appassionati nel corso dei secoli allo studio dell’evoluzione della vita della natura nell’alternarsi delle stagioni

E dove e quando non poteva la razionalità e la scienza si ricorreva al mito che ha creato culti religiosi ed ha fecondato l’arte nella prismaticità multimediale delle sue manifestazioni: letteratura (poesia e narrativa), pittura, musica, teatro e, nei tempi più recenti, cinema ed audiovisivi in genere
Oggi, con mente più disincanta e libera da sovrastrutture mitologiche e religiose, ma ancora con anima e cuore gonfi di emozioni, osserviamo la natura che si rinnova e rigenera di vita nuova, reiterando e santificando le proprie leggi.
E ad una attenta analisi riscopriamo e valorizziamo anche la stagione, L’INVERNO, apparentemente meno esaltante e tradizionalmente ancorata al pregiudizio di letargo/morte e ne subiamo il fascino dei COLORI, ne scopriamo l’intensità dei PROFUMI, ne gustiamo i SAPORI, nella consapevolezza che la natura Magna Mater ci regala, generosa, l’esaltazione di tutti i sensi anche da dicembre a marzo nei tre mesi che intercorrono dal solstizio d’inverno all’equinozio di primavera.
E i miti di Saturno e Giano nel matrimonio/vita tra notte più lunga e giorno più breve nell’alternarsi del mistero luce e tenebre trasmigrano nei culti del Natalis Solis Invicti di Roma e del Bambino nato nella mangiatoia con coro angelico e luce di Stella Cometa della cristianità.
Cosi come ricorrono in quella della Pasqua di Resurrezione i miti/culti di Proserpina, di Attis e di Adone per non parlare dell’Uovo Primigenio.
E la natura è pronuba di queste straordinarie scoperte, se ne osserviamo la vita con occhio attento e ne ascoltiamo gli echi di voci e suoni misteriosi di piante e fiori e ne annusiamo odori e ne gustiamo sapori.
Scopriremo allora una ricchezza insperata.
E ci conquisteranno le macchie di colori di pungitopo e catekus nel rosso squillante, come felci e mortelle nel verde lustro di fresca rugiada, e ancora apprezzeremo il profumo gentile dei ciclamini riservati, dei mandorli allo spruzzo tenero della prima fioritura o delle mammole
occhieggianti nei fossati a caccia di primo sole, ma assaporeremo anche il succo pastoso di arance e mandarini:
Ma quel che più conta ne cercheremo, inebriandosi con forti emozioni, l’anima antica nei miti carichi di mistero e poesia di cui sono portatori.
E ci convinceremo sempre più che la Natura nel suo ruolo di Magna Mater generosa non cessa mai di stupirci riservandoci scoperte/rivelazioni sempre nuove.
E ci daremo spiegazioni convincenti alla lettura di stupende pagine di letteratura, all’ammirazione di tele colorate di Pittori famosi, all’ascolto di noti spartiti musicali, alla visione di scene teatrali e/o cinematografiche, convincendoci sempre più , sulla scia delle teorie di filosofi che la natura è e resta la prima fonte di ispirazione dell’Arte.

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