Venerdì 31 luglio 2020, si inaugura il porto d'arte contemporanea con Federica Limoncelli

L'arte della Limoncelli per il porto di Acciaroli

Cilento - mercoledì 22 luglio 2020
Federica Limongelli
Federica Limongelli © Unico

Federica Limongelli nasce a Novi Ligure, piccola cittadina piemontese.

Si forma artisticamente a Genova dove si diploma nel 1996 al Liceo Artistico Paul Klee e nel 2002 si laurea in pittura all’Accademia Ligustica di Belle Arti.

Frequenta molti corsi di specializzazione tra cui Restauro Estetico e Conservativo dei Dipinti e nel 2006 si specializza in Tecniche Calcografiche all’Accademia di Urbino, sotto la guida dell’artista incisore Prof. Rossano Guerra. Successivamente viene iscritta all’albo degli incisori italiani.

Nel 2010 si trasferisce a Caserta ed entra a pieno nel mondo artistico della città con la presenza di due suoi lavori nella collezione permanente del Museo di Arte Contemporanea della città; e nel 2017 importante l’installazione “Wordless” negli appartamenti storici della Reggia di Caserta.

Nel 2018, il suo lavoro è stato scelto per la realizzazione del cortometraggio Schermi che continua a girare il mondo e collezionare riconoscimenti importanti.

Dal 2000 ad oggi ha partecipato a moltissime mostre collettive e personali in Italia e all’estero, con grandi artisti contemporanei e giovani emergenti.

Tra queste si può segnalare la partecipazione alla Biennale d’Arte Contemporanea di Roma (2015), la partecipazione ad ArtProject Basel (2017), la partecipazione a Setup Contemporary Art Fair (2018).

Risiede e lavora a Caserta.

Federica Limongelli sviluppa i suoi progetti attraverso l’uso di diversi linguaggi artistici, come pittura, digital painting, incisione calcografica e disegno . La sua ricerca si inserisce nella tematica dell’arte nel sociale; l’artista rilegge, in particolare, la nuova forma di disagio della condizione femminile laddove, nella polverizzazione dei rapporti umani e sociali, la donna finisce per essere, ancora troppo spesso, vittima de pregiudizi sociali.

La rappresentazione delle figure femminili spesso senza bocca o, comunque, mai visibili nella loro interezza è, metaforicamente, l’attestazione della nuova incomunicabilità fra i sessi nel mondo del terzo millennio. Incomunicabilità che, questa volta, non è soltanto fisica ma, spesso, passa anche attraverso il variegato mondo dei social network e, più in generale, della rete.

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